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Una divagazione poetica con «Il respiro della rosa» di Massimo Maggiari

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LERICI – Il Café Philosophique di Angelo Tonelli al bar Pontile di Lerici ha ospitato uno scrittore di fama internazionale: Massimo Maggiari, docente all’Università di Charleston col suo ultimo libro “Il respiro della rosa” edito da Agorà e sponsorizzato da Alfredo Olivetti. 

Si tratta di una sorta di guida per il poeta, anche l’uomo qualunque che ama lasciare alla penna le sue sensazioni attraverso il viaggio nel mistero dell’uomo. “Dove ci può portare la poesia?” Si chiedeva Maggiari. “E’ un viaggio nei versi dell’anima. Tutti dicono che non fa mercato. Ma ciò non toglie che la noia, la gioia, e tutto ciò che è catarsi positiva fanno parte della poesia”. Maggiari fa parte del movimento eco spirituale e in due mesi ha preso sette aerei per visitare Groenlandia, Norvegia, Inghilterra. “L’anima è un concetto vago, etereo, l’aurea ci circonda, e l’anima ci seduce, attraverso un volto o la visione di un film. Non è un concetto sovranaturale ma sta dentro e fuori di noi. Quando ci sentiamo parte della concertazione cosmica qualcosa dentro di noi avviene: pace o tristezza”.


Nel libro oltre alla poesia c’è un capitolo dedicato al potere magico delle parole (come sostenne Paracelso).” La parola è magia perché può sedurre e suggestionare. La poesia è spesso associata a futilità e sentimentalismo. Ma non è così. E’ condivisione del vivere ed un evento familiare. Chiusi nella propria stanza sentiamo al fianco una presenza. L’esplorazione interiore è fondamentale e attraverso la poesia (come altre espressioni artistiche) ci relazioniamo con gli altri. La poesia raggiunge la dimensione del bello incastonato con ritmi ed immagini vive. Significa avere le antenne in testa (il cosiddetto fiuto) percependo lo spirito dei tempi attraverso i sogni ed il comportamento delle persone. Significa ascoltare il cuore trascinando chi legge al largo della propria mente. Per crescere dobbiamo farci orfani ed andare all’avventura cercando con la poesia il sublime, anche attraverso la natura”. Questa divagazione poetica è stata intercalata dal rullo di un tamburo secondo i riti degli antichi sciamani per entrare nella dimensione del profondo a cui non siamo abituati. Peccato solo che eventi simili vengano tenuti in considerazione da pochi  lericini. Sono veri e propri salti della mente verso paradisi sconosciuti che non fanno altro che elevare l’anima a livelli superiori.

Simona Pardini

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