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Pautasso (Coldiretti): «Falsi allarmi sulla carne, Italia è sicura»

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LA SPEZIA – Intervento di Domenico Pautasso, direttore Coldiretti La Spezia e Coldiretti Genova. “I falsi allarmi lanciati sulla carne mettono a rischio decine di miglia di migliaia di posti di lavoro in un settore chiave del Made in Italy a tavola, che vale da solo più di 30 miliardi di euro. Lo studio dell’Oms sul consumo della carne rossa sta creando una campagna allarmistica immotivata per quanto riguarda il nostro paese, soprattutto se si considera che la qualità della carne italiana, dalla stalla allo scaffale, è diversa e migliore, e che i cibi sotto accusa come hot dog e bacon non fanno parte della tradizione nostrana. Da noi l’utilizzo di ormoni per la crescita non è fortunatamente autorizzato come negli Usa. Nel nostro paese i modelli di consumo della carne si collocano perfettamente all’interno della dieta mediterranea, fondata su una alimentazione a base di prodotti locali, stagionali, freschi. Il  consumo di carne in Italia è di 78 chili a testa all'anno. Cifra ben al di sotto dei 125 chili degli Stati Uniti o dei 120 chili dell’Australia. Oltretutto, gli italiani vantano valori importanti dal punto di vista della longevità, con 85 anni per le donne e 80 per gli uomini.
 
Le carni Made in Italy sono più sane, perché magre, non trattate con ormoni, a differenza di quelle americane, e ottenute nel rispetto di rigidi disciplinari di produzione Doc che assicurano il benessere e la qualità dell’alimentazione degli animali. E per gli stessi salumi si segue una prassi di lavorazione di tipo naturale a base di sale. Non a caso il nostro paese vanta il primato a livello europeo per numero di prodotti a base di carne Doc, ben 40 specialità di salumi che hanno ottenuto la denominazione d’origine o l’indicazione geografica.
 
A dover rassicurare i consumatori italiani è tra l’altro una frase dello stesso studio dell’Oms dove si afferma chiaramente che “è necessario capire quali sono i reali margini di rischio ed entro che dosi e limiti vale la pena di preoccuparsi davvero”. Altrettanto importante è capire esattamente di quali tipi di carne e di quali sistemi di lavorazione si sta realmente parlando quando si punta il dito contro la carne.
 
L’ennesimo falso allarme che non riguarda le nostre produzioni conferma la necessità di accelerare nel percorso verso l'obbligo di etichettatura d’origine per tutti gli alimenti, a partire dai salumi".

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