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Alluvione, Rosso e Balleari e Costa: “A Genova ancora imprese che aspettano i pagamenti per opere di somma urgenza”

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Matteo Rosso, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale, Stefano Balleari, vicepresidente del consiglio comunale, e Stefano Costa, consigliere del Municipio Medio Levante, puntano il dito contro il governo Renzi che, a causa del Patto di Stabilità, non consente ai Comuni di pagare il lavoro svolto durante l’ultima alluvione da aziende edili che, a distanza di un anno, si vedono costrette alla chiusura.

GENOVA – «Ancora una volta dobbiamo riscontrare che il governo Renzi non ha mantenuto gli impegni annunciati. Nonostante infatti avesse promesso deroghe al Patto di Stabilità per concedere il pagamento alle imprese, professionisti e fornitori che, come nel caso di Genova, hanno effettuato opere di somma urgenza nei giorni successivi alla tragica alluvione dello scorso anno per ripristinare la pubblica incolumità. E invece dopo un anno “imprese sane” sono sull’orlo del fallimento perché non riescono a incassare il dovuto dal Comune di Genova, che per altro avrebbe anche le risorse in cassa,  ma sono costrette a versare tasse e contributi, ricorrendo a indebitarsi con le banche con interessi elevati, che sottraggono risorse allo sviluppo delle realtà produttive. Un circolo vizioso e assurdo che ha portato a un calo dell’1,2% delle imprese artigiane liguri nel settore delle costruzioni in un anno e alla perdita di circa 4 mila posti di lavoro negli ultimi 5». Questa la fotografia scattata da Matteo Rosso, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Liguria, Stefano Balleari, vicepresidente del consiglio comunale di Genova, e Stefano Costa, consigliere del Municipio Medio Levante, che puntano il dito contro il governo Renzi per il mancato sblocco del Patto di Stabilità per le imprese che abbiano effettuato opere di somma urgenza nei Comuni alluvionati. «Una bella forma di ringraziamento per chi, in molti casi, ha lavorato giorno e notte per riportare un po’ di normalità nella nostra città in quei tragici giorni – dicono i tre consiglieri – per altro in un quadro generale di rapporti tra Pmi e Pubblica amministrazione già fortemente penalizzante per le nostre aziende».

Secondo l’ultima indagine della Cgia di Mestre, la P.A. italiana si conferma peggiore pagatrice d’Europa: salda mediamente i propri fornitori dopo 144 giorni, contro i 38 giorni della media Ue per un totale di “insoluti” stimato di  61 i miliardi verso le imprese fornitrici. «Nonostante dal 2013 sia stata introdotta anche in Italia la direttiva che indica tra i 30 e i 60 giorni il tempo massimo per il saldo delle fatture – dicono i consiglieri – il governo fa ancora orecchio da mercante nel far rispettare questa norma». Per accelerare i pagamenti almeno delle imprese che su Genova e sul territorio ligure hanno lavorato per le somme urgenze delle ultime alluvioni, Rosso e Balleari annunciano “iniziative in Regione e Comune perché venga fatto pressing sul governo e che finalmente si esca da questa vergognosa impasse”.

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