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Doppia truffa a una barista e a un disabile ricoverato

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LA SPEZIA – Una barista spezzina è stata truffata da una napoletana con numerosi precedenti poi smascherata dalla Polizia di Stato. Il fatto è successo il 14 ottobre scorso quando la donna indagata, una 23enne residente a Reggio Emilia, si è recata in un bar di via Sarzana chiedendo alla titolare del locale di effettuarle una ricarica con carta Poste Pay per un importo di 525 euro. La truffatrice esibiva una tessera sanitaria e la titolare le faceva osservare che  era possibile effettuare la ricarica con il contante: lei a questo punto, con uno stratagemma, usciva dicendo che sarebbe andata al bancomat ma nel frattempo l'operazione era andata in porto ugualmente senza che lei fosse tornata al bar. Dopo la denuncia della barista, la Squadra Mobile riusciva anche attraverso i filmati di videosorveglianza e alla carta poste pay di risalire sia alla truffatrice sia alla complice titolare della carta, una donna di 47 anni, salernitana ma residente a Reggio Emilia, anch'ella gravata da numerosi precedenti.  La 23enne è stata denunciata anche per sostituzione di persona in  quanto la tessera sanitaria esibita come documento apparteneva a una giovane donna napoletana del tutto estranea a questa vicenda.

Sempre la Polizia di Stato è riuscita a smascherare una persona denunciata in stato di libertà per circonvenzione di incapace: si tratta di un 38enne, originario di Milano nullafacente e pluripregiudicato. Questi ha preso di mira uno spezzino di 57 anni affetto da gravi patologie invalidanti sia fisiche che psichiche ricoverato in Psichiatria e facendosi consegnare ingenti somme di denaro. I gravi episodi sonlo avvenuti verso la metà di settembre quando l'uomo avrebbe elargito degli aiuti in denaro a quello che poi si è rivelato essere un truffatore: questi aveva carpito la sua buona fede, facendosi dapprima consegnare 250 euro per l'acquisto di un  cellulare, quindi si faceva bonificare duemila euro.  Successivamente stava tentando di portare a termine altre due operazioni con il computer della vittima facendosi consegnare i codici di accesso per le operazioni on line con la banca ma queste operazioni venivano rifiutate dall'impiegata della banca perchè non confermate dal titolare. Determinante è stata la scoperta della truffa dal fratello della vittima che si era insospettito delle elargizioni sospette allo sconosciuto di notevoli somme di denaro.

Claudia Verzani

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