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Funghi, “arbadela” ed agnello, le tipicità della Lunigiana

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L’Accademia del Gusto a Noce

LA SPEZIA – L’Accademia del Gusto è tornata in Lunigiana a Noce, sul crinale che divide la valle della Magra da quella del Vara, nella piccola frazione a 650 metri d’altezza nelle valli di Zeri. La conviviale, organizzata con passione dalla vice presidente la prof.ssa Elisabetta Mazzoccola e dal marito Ing. Sandro Niccolai, si è tenuta nel ristorante “Qui come una volta”, situato lungo la provinciale che da Pontremoli porta a Zeri. Proposto agli Accademici un menu della tradizione tipica lunigianese con i piatti dell’autunno: salumi nostrani, ripieni di verdure, torte, funghi porcini, cavazza, frittelle di castagne con ricotta, verdure in agrodolce, arbadela; tagliolini alla boscaiola con funghi, lasagnette al cinghiale; agnello zerasco al forno con patate, funghi fritti; zuppa inglese ai frutti di bosco, torta di mele. In cucina Marco Giumelli e la moglie Gabriella che dal 2009, fedeli alle tradizioni locali ed ancorati al paese d’origine, preparano i loro piatti partendo dagli antichi sapori del territorio.


“I piatti della Lunigiana storica – ha spiegato il Presidente dell’Accademia del Gusto, Nicola Carozza – parlano di questa terra, della sua tradizione contadina, dei suoi boschi. Ogni anno dedichiamo qualche appuntamento del nostro club a questi prodotti che vanno protetti e valorizzati. I funghi, le castagne, le erbe, i gustosi salumi, le caciotte della Lunigiana, il particolare agnello di Zeri, le diverse tipicità di pane”. Marco Giumelli ha parlato agli Accademici dei funghi che si possono trovare nella zona di Zeri soprattutto sotto i faggi e i castagni e descritto alcune ricette della tradizione. Una di queste, l’”arbadela”  ha destato curiosità.


“La vera arbadela, o erbadela – ha spiegato Elisabetta Mazzoccola – è un composto di erbe commestibili spontanee quali finocchietto e bietoline selvatiche con cipolline, farina di granoturco e pecorino”. Animata discussione accademica avviata da Alberto Ascari, Roberto Liberi e Sandra Calevo sui funghi e sui cercatori, personaggi curiosi e sospettosi di qualsiasi altro loro simile nei boschi che arrivano a nascondersi e camuffarsi, pur di non far scoprire il posto fortunato, mentre Diego Carpitella ha ricordato la legge statale del 1993 (la n. 352 del 23 agosto) che ha dettato alcune norme generali recepite dalle regioni, dalle province e dai comuni. La conviviale dell’Accademia del Gusto si è conclusa con un brindisi, introdotto da Giovanni Passaponti e la consegna di un mazzo di rose e peperoncini ai neosposi Antonietta Sforza e Leonardo Bessi.

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