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Ok dalla Commissione europea al Feamp 2014-2020 da un miliardo di euro

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Coldiretti: «Risorse fondamentali per tutelare i pescatori e i nostri mari»

GENOVA – La Commissione europea ha approvato il programma operativo nazionale Feamp 2014-2020 da 1 miliardo di euro per la pesca italiana: lo rende noto il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali.
Il Feamp è il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, strumento di attuazione della Politica Comune della Pesca, previsto dall’Unione europea che, assieme a risorse nazionali, viene utilizzato per cofinanziare progetti di crescita, sviluppo e innovazione della pesca italiana. Le priorità del Feamp sono la promozione della pesca e dell'acquacoltura sostenibili sotto il profilo ambientale, efficienti in termini di risorse, innovative e competitive. Ma anche la promozione della politica comune della pesca, l'aumento dell'occupazione e la coesione territoriale, favorire la commercializzazione e la trasformazione.

«Un evento di estrema importanza per il settore ittico – commenta Daniela Borriello, responsabile Settore Pesca Professionistica di Coldiretti Liguria – per dare risorse e strumenti concreti ai pescatori. Le risorse a disposizione sono importanti e il primo obiettivo dovrà essere quello di tutelare il reddito di chi vive di questa attività e, allo stesso tempo, di puntare su politiche sostenibili per tutelare la biodiversità e l'integrità dei nostri mari».

Il miliardo di euro a disposizione tra risorse comunitarie e nazionali sarà quindi destinato a promuovere il settore della pesca e dell'acquacoltura: gli obiettivi del ministero sono quelli di investire nell'innovazione, nell'adeguamento tecnologico, nella diversificazione delle economie locali per promuovere occupazione e ricambio generazionale, oltre a consentire agli operatori di affrontare con adeguati mezzi e organizzazioni un mercato di livello internazionale senza perdere le tradizioni. «Sarà fondamentale una forte sinergia tra governo e Regioni per ottimizzare i risultati in tempi brevi e, soprattutto, per non perdere queste ingenti risorse», conclude Borriello.

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