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PD: “Garantire a tutti i lavoratori esposti all’amianto i diritti previsti dalla legge di stabilità 2015”

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GENOVA – “Bisogna dare piena applicazione alla Legge di Stabilità del 2015 e riconoscere i diritti dei lavoratori esposti all’amianto. Dal 1994 a oggi i casi di mesotelioma in Liguria sono stati 2500”. A dirlo è il Gruppo del Partito Democratico in Regione Liguria, che oggi ha votato a favore di un ordine del giorno unitario proprio su questo tema. “Genova è stata una delle zone più colpite da questo problema sociale e sanitario – sottolinea il consigliere del Pd Giovanni Lunardon – I casi di mesotelioma accertati nella nostra città sono tantissimi, solo all’Ilva si parla di 178 persone, per Ansaldo di 161. Senza contare poi i casi cosiddetti ‘civili’ e cioè di madri, mogli e famigliari di lavoratori che hanno contratto il mesotelioma, perché hanno lavato le tute di figli e mariti. In questo caso parliamo di circa 300 persone. Insomma ci troviamo di fronte a una situazione drammatica, con risvolti sociali molto forti”.

A fronte di questi dati c’è stata però una novità importante. “La Legge di Stabilità 2015 del governo Renzi – spiegano la capogruppo Raffaella Paita e Lunardon – grazie al lavoro fatto dai sindacati, dalle istituzioni liguri (con la Regione in testa) e dai parlamentari del nostro territorio, ha riconosciuto finalmente i benefici dell’amianto a 700 lavoratori, stanziando anche le somme necessarie per garantire questo diritto”. Al momento però soltanto 350 persone hanno ottenuto questi benefici, ricordano il consigliere del Pd Luca Garibaldi e Lunardon, e visto che “la legge di Stabilità esclude soltanto coloro che hanno sentenze passate in giudicato con dolo (cosa che in Liguria non riguarda alcun lavoratore) chiediamo che l’Inps riconosca questo diritto sancito dalla finanziaria, a tutti i 700 lavoratori liguri interessati”. L’ordine del giorno approvato in Consiglio regionale impegna la giunta a intervenire presso il Ministero del Lavoro e presso l’Inps per far rispettare questa norma. “Serve uno sforzo corale – conclude Lunardon – per chiudere questa pagina drammatica e ristabilire un diritto sacrosanto”.

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