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L’avversaria | Pescara, quando una traversa vuol dire discontinuità

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Reduce dalla sfortunata sconfitta nella finale play off della passata stagione, la squadra di Oddo, sesta a quota 24,  è alla ricerca di una costanza sin qui mai raggiunta.

LA SPEZIA –  In origine era una semplice una corda a fungere da traversa. Peccato per i tifosi pescaresi che questa primordiale regola del calcio subì un'evoluzione nel tempo, portando un grossa sbarra d'acciaio ad essere posizionata verticalmente, sopra la testa dell'estremo difensore.

E' il 9 giugno 2015 e allo stadio Dall'Ara , dopo lo zero a zero dell'Adriatico, Bologna e Pescara si sfidano in quella che è la gara di ritorno della finale play off. Al vantaggio iniziale di Sansone, rispondono gli ospiti con Pasquato. E' di nuovo parità, ma la miglior posizione in classifica regalerebbe la A ai felsinei. Ai ragazzi di Oddo, subentrato da nemmeno due settimane al posto dell'esonerato Baroni, serve assolutamente una rete.

Ma questo non accade: al posto di una sottilissima corda c'è infatti un'enorme traversa, sulla quale il tiro di Melchiorri sbatte incredibilmente nei minuti di recupero, sancendo così la parola fine al sogno degli abruzzesi.

A distanza di quella maledetta serata le ambizioni del Pescara non sono mutate, con la prima lettera dell'alfabeto che resta tutt'oggi l'obiettivo primario.

Confermato il campione del Mondo 2006 sulla panchina, i delfini del Presidente Daniele Sebastiani si trovano attualmente in sesta posizione, a quota 24, dopo sette affermazioni, tre pareggi e cinque sconfitte, l'ultima rimediata nella scorsa giornata sul campo di Cesena.

Sin qui un campionato non troppo esaltante, ricco di alti e bassi, ma che, al momento, è sinonimo di piazzamento play off.

Considerata una rosa che annovera al proprio interno giocatori del calibro di Caprari, Memushaj, Cocco – vero e proprio oggetto misterioso – Verre, Crescenzi, Campagnaro e Lapadula – capocannoniere del torneo con otto reti -dalla parti dell'Adriatico crescono con forza le richieste di uno scatto verso posizioni ben più alte di quelle attualmente occupate.

Per invertire il senso di marcia Oddo dovrà certamente trovare una ricetta adeguata per il problema difesa, troppo vulnerabile in queste prime quindici uscite con diciotto gol subiti.

Meglio il reparto offensivo, trascinato dal sorprendente Lapadula, in grado di segnare otto dei ventuno gol totali.

Un calcio divertente, fatto di gestione, schieramenti variabili, camaleontici a seconda dell'avversario, con le fasce punto nevralgico. Queste le caratteristiche del prossimo avversario dello Spezia, chiamato dalla prossima sfida casalinga a maggior equilibrio e soprattutto a un filotto di vittorie necessario per abbattere definitivamente quella traversa incantata colpita in una notte di mezza estate.

Andrea Licari

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