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Di Alesio e la scelta dell’Ass. Viale di non utilizzare l’Hospice di Via Fontevivo

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Lorenzo Di Alesio, Già Resp. del Centro di teralia del dolore e cure palliative e Coordinatore della rete locale per le cure palliative. Referente Ordinistico per la medicina palliativa e del dolore

LA SPEZIA – Ieri ero presente, come rappresentante l'Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della Provincia, come cittadino all'inaugurazione dell'Hospice di Sarzana, una struttura indispensabile per la nostra Provincia; è quindi sincero l'augurio di buon lavoro al Dott. Bregnocchi, Responsabile della Struttura e alla sua équipe.  I locali dell'Hospice provvisorio sono senz'altro all'altezza della funzione richiesta e, certamente, l'Hospice assicurerà al Paziente che vi soggiornerà, tutte le attenzioni della quali necessita.  Tutto ok allora? Dal punto di vista a piccolo angolo sì: vi è la struttura, vi è il personale, vi sono qiuindi le premesse per un ottimo funzionamento. Che cosa allora non va?

Non va la politica che vi è alle spalle, una politica che ha approntato in tutta fretta nel mese di agosto questo pur valido hospice, ma dopo averci lasciato per oltre 15 senza  e che ci ha relegati a fanalino di coda in Liguria, 15 anni di ritardo che non restituiranno quanto dovuto a chi ci ha lasciato.

Non va l'organizzazione della Dirigenza dell'asl che non ha tenuto conto della situazione globale dell'Oncologia, che ne ha spalmato parcellizzandole le attività  (ricovero in regime ordinario,  DH e ambulatori sparsi per il Sant'Andrea (prima erano tutte nello stesso Reparto, al Felettino), allontanando la terapia antalgica a Sarzana (prima era, pur se distinta come unità Operativa,  a strettissimo contatto con  l'Oncologia). Si sarebbe potuto e dovuto fare meglio!

Non va l'ostinata e rigida applicazione di un piano sanitario regionale datato oltre 15 anni: allora eravamo in fase di partenza, ora le cose sono cambiate; la stessa normativa è cambiata:  il decreto del Ministero della salute del 22 febbraio 2007, all. 1, calcola il numero di posti letto in Hospice in 1 ogni 56 deceduti a causa di tumore. Oggi, probabilmente grazie ai programmi di screening, quello sul tumore della mammella in primis, la mortalità per tumore è ben diminuita: si è passati dagli n848 bdecessi del 2002 ai 717 del 2012. E questo non può che farci tirare un respiro di sollievo. Ma un facile calcolo sui parametri di legge indica, non ostante il forte calo di mortalità per neoplasia, in 12,8 il numero minimo di posti letto in Hospice spettanti all'ASL 5; si noti il «minimo» al quale si riferisce la legge sui livelli essenziali di assistenza. Si consideri, comunque, che le neoplasie non sono l'unica causa di decesso; basti pensare alle malattie degenerative del sistema nervoso centrale, per le quali Genova ha un Hospice dedicato…

Ora, numeri a parte, esistono le realtà e quella della Spezia vede un Hospice già pronto: potremmo avere con una spesa ben ridotta qualcosa più del minimo essenziale, specie dopo un'attesa di oltre 15 anni! E, comunque, i 10 posti attualmente attivati sono ben al di sotto del minimo essenziale.

Sulla scelta di non utilizzare l'Hospice di Via Fontevivo in attesa della costruzione di quello presso il San Bartrolomeo, rinunciando così ad un finanziamento di 250.000 euro/anno da parte di Fondazione Carispezia non abbiamo nulla da aggiungere a quanto scritto nei mesi trascorsi.

Infine non ha fatto piacere la dichiarazione dell'assessore Sonia Viale sull'impossibilità di utilizzare l'Hospice di via Fontevivo poichè non previsto dal piano sanitario regionale, vista anche la mancanza di fondi. Non ci ha fatto piacere nella sostanza; ci saremmo aspettati qualcosa di più: non un commento sui 15 anni di ritardo, non un commento sulle richieste dei Sindaci della Val di Vara, sui pareri espressi da vari Consiglieri Regionali pur di opposte fazioni, sul documento firmato dal Consiglio Comunale della Spezia…beh, per questo neppure Federici ha speso una parola…nulla sui dati dal sottoscritto portati in commissione sanità della Regione,  sul reale fabbisogno della Provincia, sulla distribuzione dei centri della Provincia…forse qualcosa andrebbe rivisto nella scelta dell'Assessore Viale!

In conclusione: abbiamo un Hospice pronto e non lo utilizziamo (quello di via Fontevivo a SP), avendo preferito approntarne un altro (quello appena inaugurato), in attesa di costruirne un altro ancora (RSA-Hospice di Sarzana, perchè previsto e finanziato); però di questo RSA-Hospice la parte RSA  non servirà più..ma la costruiamo lo stesso, variandone poi la destinazione d'uso;
Certo, si dirà, la parte Hospice del complesso RSA-Hospice va comunque costruita poichè gli spazi del San Bartolomeo oggi utilizzati come Hospice andranno restituiti alle attività ospedaliere, visto che siamo già carenti di posti letto…ma, chiedo, non si potevano utilizzare da subito come  posti letto ospedalieri, viste le ristrettezze del Sant'Andrea e la prossima demolizione del Felettino?

Ieri, dopo aver ascoltato le solite autolodi dello staff dirigenziale dell'ASL e di parte della politica locale, ho chiesto al Direttore Generale Dott. Conzi: «ma scusa, se è stato fatto tutto così bene, se tutto va a meraviglia, come mai la gente va a farsi curare altrove?». La risposta: «Perchè non abbiamo posti letto in numero sufficiente!»…  Mi arrendo!.. Anzi no!

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