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Vicepresidente Rossetti a Roma per anticipare la Riforma costituzionale

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Senato e consigli regionali: stretta collaborazione. Siglato protocollo di intesa. Rossetti: «In Italia le leggi sono troppe. Il nostro obbiettivo è armonizzare e allineare il corpo normativo fra Regioni e Parlamento»

ROMA – Creare un sistema coerente e semplificato di leggi nazionali e regionali: è questo l’obbiettivo del protocollo di intesa fra Senato e Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni siglato oggi pomeriggio nella Sala Pannini del Senato. All’iniziativa ha partecipato il vicepresidente del Consiglio regionale Sergio Rossetti: «La firma inaugura un processo di più stretta collaborazione istituzionale».
«Si dice che in Italia ci siano ben 250 mila leggi – spiega Sergio Rossetti – un ginepraio fra Europa, Stato e Regioni, che rende spesso più difficile che facile la vita ai cittadini. Armonizzare e allineare il corpo normativo è uno dei compiti delle Assemblee legislative».
L’accordo, che è stato firmato dal presidente del Senato Pietro Grasso e dal presidente della Conferenza Franco Iacop, anticipa la riforma costituzionale del Parlamento, che prevede l’ingresso dei Consigli regionali nella futura Assemblea parlamentare, ponendo le premesse per armonizzare le politiche legislative e le procedure fra Senato e Regioni.

Il protocollo, inoltre, stimola nuove attività formative: l’organizzazione congiunta di ricerche e attività di specializzazione nel settore legislativo con la realizzazione di master universitari che permettano di valutare le leggi nella loro applicazione e, quindi, di raggiungere nel futuro una qualità legislativa sempre migliore. Una convenzione è già prevista con l’università Ca Foscari di Venezia.

L’accordo prevede, infine, la nascita di un Comitato di coordinamento, che sarà presieduto dal presidente dal Senato, e di un Comitato esecutivo, di cui faranno parte il segretario generale del Senato e il direttore generale della Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome.
Le attività svolte saranno sottoposte ad una verifica nel dicembre 2018.

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