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PD: “La Regione integri ferro e gomma per una riforma strutturale dei trasporti”

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"Ma il centrodestra impedisce il voto in aula"

GENOVA – Il Gruppo del Partito Democratico in Regione ha lanciato una sfida sul tpl all’amministrazione regionale, intenzionata a sottoscrivere un contratto di servizio con Trenitalia della durata di ben 12 anni. La proposta è quella di arrivare al 2017 con una gara per un bacino unico tra ferro e gomma, allineando i contratti di servizio con le aziende. “L’idea di cui il Pd si fa portavoce – hanno precisato la capogruppo Raffaella Paita e il consigliere Giovanni Lunardon – è rivoluzionaria e punta a cambiare in modo strutturale il trasporto pubblico della nostra Regione. E’ evidente che l’orizzonte a cui deve tendere il tpl ligure è quello dell’integrazione tra ferro e gomma: solo così possiamo cambiare in modo strutturale il sistema dei trasporti”.
Ma il Pd ha preparato anche un piano B, nel caso la giunta non fosse intenzionata – come poi ha confermato Berrino – a seguire la strada dell’integrazione. “A quel punto – ha chiarito Lunardon – bisogna definire tutti insieme una serie di obiettivi, che vadano dalla modifica del nuovo orario invernale, all’integrazione, almeno tariffaria, fra treno e bus, che al momento esiste soltanto a Genova”. E proprio il biglietto integrato del Comune di Genova per il Pd resta un servizio intoccabile, così come la navebus. “Tra i tanti interventi da fare – conclude Lunardon – ci sono l’investimento per nuovi treni e la sottoscrizione di un contratto con Rfi per la manutenzione e gli interventi nelle stazioni”.

I consiglieri del Partito Democratico hanno poi portato all’attenzione della giunta le lamentele dei pendolari dei vari territori colpiti dal nuovo orario.
Juri Michelucci ha sottolineato “i disagi di Sarzana e della Val di Magra a cui verranno soppressi treni e collegamenti diretti, soprattutto nelle fasce della mattina e del tardo pomeriggio. Senza contare – ha precisato l’esponente del Pd – che il biglietto a 4 euro a fermata per le Cinque Terre penalizza il turismo di qualità”. Il consigliere Luca Garibaldi ha sottolineato come “il Tigullio sia una delle zone più colpite negativamente dal nuovo orario. Il primo problema – ha ricordato – riguarda i pendolari, visto che si riducono il numero dei treni e delle fermate e si allungamento i tempi percorrenza. Ci sono buchi di oltre un’ora per chi torna a casa da Genova. Vogliamo capire quali siano le strategie della giunta”. Garibaldi e Michelucci hanno anche chiesto il ripristino dei due regionali veloci 33865 e 33863 che collegano Savona alla Spezia.

Luigi De Vincenzi ha parlato dei problemi dei pendolari savonesi. “Ci sono località – ha detto – come Vado Ligure e Andora, solo per fare alcuni esempi, che saranno molto penalizzate dal nuovo orario invernale. Questo sistema – conclude De Vincenzi – non tiene in considerazione di chi tutti i giorni utilizza il treno per andare a scuola o al lavoro. Non è solo una questione di numeri, ma parliamo di un servizio importante per la vita quotidiana della gente. Usare i mezzi privati è complicato nel nostro territorio, e quindi bisogna potenziare il trasporto su ferrovia”.

Giovanni Barbagallo ha chiesto “l’introduzione di un regionale veloce che colleghi Ventimiglia a Genova al mattino, visto che al momento – ha ricordato il consigliere Pd – esiste soltanto un Intercity. Oltre a questo occorre far combaciare gli orari delle nostre ferrovie con quelle francesi e monegasche, per raccogliere le richieste dei lavoratori frontalieri”.

La risposta della giunta e della maggioranza, però, accusa il Gruppo del Pd, “è stato uno sconcertante silenzio”. Anzi, dicono Lunardon e Paita “non solo il centrodestra non è intervenuto in aula nella discussione sul trasporto pubblico locale, ma ci ha anche impedito di votare, rinviando a data da destinarsi l’esito di un Consiglio straordinario sulle ferrovie, che ci era stato regolarmente concesso per oggi e che per legge deve svolgersi entro 15 giorni dalla richiesta”. Secondo Paita e Lunardon l’atteggiamento della maggioranza è dettato “dal fatto che all’interno dello stesso centrodestra serpeggiava un certo malessere su alcune parti dell’ordine del giorno da loro stessi presentato. Noi abbiamo lanciato una proposta alla giunta Toti, per una riforma strutturale del trasporto pubblico in Liguria. Purtroppo loro hanno preferito mettere il bavaglio alla discussione”.

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