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Gioco d’azzardo | Ferraioli (PD): «Stop agli emendamenti che fanno indignare»

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La Spezia faccia storia nel contrasto al gioco d'azzardo

LA SPEZIA – Anche questa volta stiamo assistendo all'ennesima pantomima da parte di coloro che supportano la diffusione del gioco d'azzardo. Un primo emendamento presentato dal Senatore Giorgio Santini (PD) e poi successivamente ritirato voleva porre vincoli, ai Comuni, a porre argini al diffondersi del gioco d'azzardo, chiedendo di uniformarsi alla Legislazione nazionale eliminando quei sacrosanti regolamenti che oggi sono, insieme alle Leggi Regionali, l'unico argine di supporto alla prevenzione ed al contrasto di questa piaga sociale. Bloccato questo emendamento i lungimiranti Deputati Alessandro Pagano (Area Popolare-Ncd), Federico Massa (PD) e Alberto Giorgetti (Forza Italia) ci riprovano proponendo di ridistribuire 100 milioni di euro ai Comuni proporzionalmente alla presenza di punti di raccolta gioco, insomma più locali per gioco d'azzardo sono presenti e più ricevi. Un contentino per le esangui casse dei Comuni che potrebbero essere sollecitati a privilegiare le questioni di cassa più di quelle dell'interesse e della salute dei Cittadini, ovviamente non disturbando le slot.

Emendamenti che devono non solo farci indignare ma devono far sollevare tutti i Cittadini affinchè siano ritirati e sicuramente non trovino sponda da parte di nessun Parlamentare.

Per quanto riguarda la nostra città, il percorso intrapreso è sicuramente quello virtuoso di chi vuole controllare questa piaga sociale e tutelare i propri cittadini.

La recente sentenza del Consiglio di Stato non consente di riaprire le sale slot già chiuse con ordinanza Comunale ma suggerisce al T.A.R di sollevare la questione di legittimità Costituzionale della Legge Regionale 17/2012 che ha imposto la distanza minima di 300 metri dai luoghi sensibili. In conclusione la battaglia legale si sposta davanti alla Corte Costituzionale. La Spezia potrebbe fare storia ed auspico che malgrado la nuova composizione della Corte Costituzionale non si torni indietro rispetto a quanto già espresso con la sentenza n.300 del 2011 che affermava la legittimità delle Regioni a legiferare imponendo limiti per la tutela sociale dei soggetti deboli.

Ai Cittadini, alle Associazioni che operano nel sociale , ai Parlamentari chiedo un impegno forte in questa ennesima battaglia che consentirebbe di vedere i Cittadini non come numeri di un bilancio da sanare ma come Esseri Umani. La Società Civile e la Politica si facciano carico di questo impegno e scevri da divisioni partitiche lavorino per il bene comune isolando i lobbisti, portatori d'interessi che privilegiano pochi a danni di molti.

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