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La mostra a Genova di Carla Sanguineti “Donne di terra, d’acqua e di fuoco”

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Al Museo Galata fino al 13 dicembre

LA SPEZIA – Il mito e il sacro si intrecciano nella vasta produzione dell’artista e scrittrice  Carla Sanguineti (nota per i suoi studi su Mary Shelley). Una copiosa parte delle sue opere è visibile nella mostra “Donne di terra, d’acqua e di vento” che Carla sta tenendo al Museo Galata al Porto Antico di Genova fino al 13 dicembre (dalle 10 alle 18 nei feriali e dalle 10 alle 19.30 il sabato e i festivi). Ormai i suoi Specchi sono diventati una sorta di “classico” che la contraddistingue nella produzione artistica nazionale, specchi in cui sono scalfite con una tecnica del tutto particolare volti di donne e bambini nell’evocare sentimenti di sofferenza, struggimento, malinconia. Specchi in cui ci si può appunto specchiare nel riconoscersi diversi da come ci si vede solitamente per il gioco di mescolanza con le immagini truci scalfite. Le lamiere metalliche invece, debitamente plasmate, una sorta di piccole sculture, deformano gli oggetti producendo altre visioni. Come un melograno ed una conchiglia che, riflessi nel metallo, evocano un fallo ed una vagina a simboleggiare la diversità del maschile e femminile.


La ricerca di Carla è molto profonda, e spazia tra queste due diversità sino al mito della dea madre. Non si può comprendere la sua produzione artistica con una visione superficiale. Occorre bensì scavare dentro al pensiero poliedrico di Carla per comprendere a fondo il significato delle sue opere. E’ tutto un universo racchiuso in esse, che va dalla ricerca naturalistica e metafisica al Santuario di Oropa, fino a tutti gli studi sulle donne condensati anni fa nella collana La ferita e l’arma. La critica d’arte Giovanna Rotondi Terminiello ha scalfito il pensiero di Carla in queste parole: ”La pluralità delle fonti culturali di riferimento sia figurative che letterarie, nelle quali giocano un ruolo fondamentale, in un costante intreccio di stimoli, la formazione classica, e la predilezione per letture ed oggetti archeologici di valenza simbolica e di messaggio introspettivo, con particolare predilezione per il pianeta femminile, e il ruolo di grande madre che la donna ricopre dai primordi dell’umanità sono concetti emblematici rappresentati negli Specchi”.


Val la pena visitare la mostra trascorrendo una giornata a Genova nel passeggiare dal centro al Porto Antico, una zona altamente suggestiva per il suo sapore di mare e d’antico dove le opere di Carla hanno trovato la loro appropriata dimora.

Simona Pardini

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