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Il commento | La svolta tattica e mentale

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Si festeggia la gol di Ciurria – Foto Patrizio Moretti 

Squadra nel complesso meno lunga, con maggiore copertura della difesa e un centrocampo che corre “meno” e maggiormente insieme, mantenendo maggiore lucidità nell’arco dei novanta minuti

LA SPEZIA – La strada è ancora molto lunga, proprio per questo ci viene spontaneo essere fiduciosi. Una fiducia derivante dal fatto che, piccoli segnali, sembrano finalmente aver sorriso a questa truppa dopo quasi due mesi di voltafaccia continui.

Emblematico è il gol di Patrick Ciurria, arrivato a dieci secondi dal termine della prima frazione di gioco.

Uno Spezia che finalmente colpisce nello stesso momento in cui è stato più volte colpito nelle scorse settimane, agli sgoccioli del primo tempo, laddove un match prende una direzione o l’altra sia in termini di punteggio che in termini mentali.

Ecco, oltre alle “pillole” dosate in giusta misura da Mimmo Di Carlo in questi suoi primi giorni da tecnico aquilotto, la vitamina di questo gol potrebbe aver recuperato almeno in parte una squadra che si sentiva vittima di una fragilità psico-fisicadovuta ai tanti fattori negativi succedutisi nell’ultimo periodo dell’era Bjelica.

Ma non sarebbe giusto soffermarsi solo su questo aspetto, perché c’è altro. C’è la mano, italian style, di un tecnico che fa della sagacia tattica e della quadratura in campo un credo quasi religioso, atteggiamento che porta ciascuno a coprire una parte di campo indispensabile ad avere più copertura possibile nella propria metà campo.

Atteggiamento che porta forse meno “spettacolo” e meno transizioni veloci (seppur spesso improduttive) sulle fasce rispetto al passato, ma anche meno gioco orizzontale e più ricerca della verticalizzazione con due punte di ruolo a fungere da punti di riferimento per tutti la davanti.

Di questo beneficia senza dubbio la prima punta, a differenza della gestione precedente, e non è un caso che Calaiò appaia nettamente più a suo agio rispetto a prima.
Questione di moduli e di disposizioni tattiche, non cosi banali nel calcio; questione di punti di vista differenti nello sviluppo della manovra e della concezione di “rischio” prendere o da evitare.

Squadra nel complesso meno lunga, il che porta ad una maggiore copertura della difesa e ad un centrocampo in cui i due centrali riescono a correre “meno” e maggiormente insieme, mantenendo maggiore lucidità nell’arco dei novanta minuti.

Lo stesso vale per gli esterni di centrocampo, che si muovono in maniera piùcompatta col resto della squadra rispetto per esempio ad un 4-2-3-1, permettendo ai due centrali di non sobbarcarsi chilometri in più nel coprire le loro zone di campo in caso di ripartenze avversarie.

Non è un discorso di disposizioni tattiche “migliori” o “peggiori”, si tratta probabilmente di capire il tipo di gioco più adatto o meno adatto ad un campionato del genere, in base anche ai “momenti” della stagione.

Son bastati tre punti a fare un balzo deciso in avanti in classifica. Classifica che resta ancora e soltanto da sbirciare, e non da guardare ad occhio pieno.

Ma la metà classifica ritrovata in poco più di un ora e mezza consente di guardare con grande ottimismo allo Spezia che sarà anche prima di gennaio.

Se il vento davvero è cambiato, come sembra, e se la forza mentale riveste un’ importanza specifica nel determinare periodi e prestazioni.

A proposito, chi può riguardi o ripensi al momento in cui tre giocatori dello Spezia –a dieci minuti dal termine – in pressione rubano una seconda palla all’altezza della linea laterale del centrocampo, interrompendo e ripartendo.
Atteggiamento da serie B “dura e pura”.

Dennis Maggiani – © Riproduzione Riservata
www.speziacalcionews.it

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