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Investimenti e sicurezza Santo Stefano di Magra

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SANTO STEFANO MAGRA – Nel giro di pochi giorni abbiamo assistito impotenti a diversi spiacevoli casi di investimento pedonale sulla S.S. della Cisa all’altezza della piazza Garibaldi a Santo Stefano Magra.

L’ultimo della serie proprio stamani nei pressi delle strisce pedonali.

Le problematiche derivanti dall'alto tasso di traffico automobilistico in quel tratto di strada, peraltro particolarmente pericoloso per la sua articolazione strutturale, non possono essere ignorate nè sottaciute dagli enti competenti. La vita dei residenti e degli utenti del “cuore” del paese è in costante e quotidiano pericolo.

E noi, come associazione, intendiamo aderire alle molteplici voci che si sono levate a difesa della sicurezza stradale e renderci promotori di un grido di AIUTO nei confronti dell’ente competente alla scelta degli strumenti più idonei, ANAS s.p.a., e dell’Amministrazione Comunale, ente istituzionale competente a farsi carico degli opportuni provvedimenti.

Purtroppo, sino a quando non sarà possibile una potenziale riduzione del traffico in concomitanza con scelte infrastrutturali di competenza regionale, il pericolo di ulteriori fenomeni di attentato alle vite umane è destinato a non mitigarsi; detta circostanza non può che essere fonte di preoccupazione enorme se si consideri che quel tratto di piazza è molto frequentato, anche da bambini.

Pertanto, chiediamo che l'Amministrazione Comunale di Santo Stefano si faccia promotrice di un tavolo programmatico di elaborazione congiunta, con l’Anas e con la Prefettura, degli interventi ritenuti più opportuni per la risoluzione, o quanto meno la mitigazione, dei rischi. Il limite massimo di velocità ridotto a 40 Km orari evidentemente non è più sufficiente, soprattutto in assenza di controlli quotidiani e costanti volti a reprimere condotte, purtroppo frequenti, in violazione del divieto, a volte anche solo per distrazione.

Ciò che noi proponiamo è un maggiore controllo sul rispetto delle regole del codice della strada e l’adozione di misure di salvaguardia del pedone quali l’installazione di un semaforo “a chiamata”, pur consapevoli della difficoltà connesse alla sua attuazione, trovandosi ivi un attraversamento pedonale collocato all'interno di un'intersezione stradale a ridosso di una curva.

O ancora, si valuti l’opportunità di eliminare detto attraversamento, ovviamente con gli accorgimenti del caso, quali l’installazione di cordoli, a delimitazione del marciapiede, che impediscano al pedone di usarlo impropriamente, oltreché l’attraversamento innanzi la banca, sito al termine di un rettilineo pericoloso, per crearne uno unico nanzi il centro del tratto di strada in questione.

PAOLA LAZZONI
Associazione DA PORTA NORD ALLA BRINA
Santo Stefano di Magra

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