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Il canto del colore e della luce | Mostra personale della pittrice Mirella Raggi

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LA SPEZIA – La mostra personale della pittrice Mirella Raggi Il canto del colore e della luce, in corso presso il Circolo Culturale “A. Del Santo” (via Don Minzoni, 62), è stata prorogata sino al 23 dicembre prossimo.

Particolarmente ampia è la biografia dell’artista spezzina, che dopo il diploma al Liceo Artistico di Carrara si è specializzata in Scultura presso l'Accademia di Belle Arti di Brera, proseguendo la formazione con Francesco Messina, Ugo Guidi  e Mauro Vivaldi. Per lunghi anni è stata docente alla Spezia di Disegno e Storia dell' Arte. Continua tuttora proficuamente l’impegno didattico, curando vari corsi di arti figurative. Agli anni Settanta vanno riferiti gli inizi della sua attività artistica che si concretizza, sul versante espositivo, con la partecipazione a mostre collettive sull’intero territorio nazionale, dove i suoi dipinti, eseguiti con la tecnica dell’acquarello, vengono accolti con lusinghieri consensi. Nell’acquerello – scrive la poetessa Donatella Zanello, analizzando con puntuali considerazioni l’intero repertorio di Mirella Raggi –  raggiunge i livelli più elevati di competenza e di passione. La bellezza è colta, afferrata, accarezzata, attraverso l’uso accurato del colore, della luce e della sfumatura”. Di tutto riguardo, inoltre, è la conoscenza delle tecniche calcografiche, perfezionate di continuo con esiti molto soddisfacenti

Nei decenni successivi non è mai venuto meno il suo interesse nella pittura, proposta in più mostre personali alla Spezia e in varie città italiane (Genova, Milano, Roma, ecc.). Altrettanto significativa è la continuativa presenza di Mirella Raggi nella sezione spezzina dell’Unione Cattolica Artisti Italiani, di cui è stata per anni apprezzata presidente.

Tra i lavori pubblici realizzati dalla pittrice si segnalano le vetrate dipinte per la chiesa parrocchiale di  Maria Ausiliatrice al Canaletto e le tele di grande formato collocate nell’adiacente oratorio, precisamente nella cappella della “Santità giovanile”. I temi sacri, peraltro, sono molto presenti nel denso percorso artistico della pittrice che si affiancano a vedute paesaggistiche, ritratti, nature morte, composizioni floreali, ecc., rivelando in ogni circostanza la precisa identità dell’autrice. Ancora Donatella Zanello, sostando sulle meditate opere a tema sacro, le dedica pensieri forti, sostenendo con convinzione che “la fede è elemento di vitale ispirazione, imprescindibile come un dono che ha colto nel segno. La Fede non è espressione di debolezza ma affermazione dell’Esistere, prorompenza di Vita, conforto e speranza, dignità di forma e di sostanza”.

In altre occasioni ho avuto modo di condividere mostre personali della Raggi, sottolineando la sua lodevole curiosità nell’indagare la vasta area della espressività anche con modalità non ripetitive, evidenziando in tal modo una sorta di ammirevole eclettismo, come nell’attuale esposizione, dedicata al vivace capitolo dell’Astrattismo. Nel merito, scrivevo nel giugno 2013, che “lo spazio, il colore, le peculiarità della luce e della struttura compositiva sono ingredienti fondamentali della sua pittura, che nell’abbracciare l’opzione astratta persegue di armonizzare lo sviluppo cromatico nella cornice obbligata dello spazio. In esso si susseguono atmosfere caratterizzate dalla libera relazione tra colori allusivi della natura e della vita”. Ed è quanto emerge compiutamente avvicinando i gradevoli lavori disposti nell’accogliente spazio di via Don Minzoni, dove la gestualità della pittrice s’impone per l’immediatezza,unitamente alla qualità della sua tavolozza, che si dipana sulla superficie delle tele, componendo suggestivi e guizzanti spaccati, intrisi di serenità e di vita. Si coglie, inoltre, quella piacevole sensazione di meraviglia, generata dalla pittura che sa comunicare valori di forma e di contenuto.

Gabriella Mignani, vice-presidente dell’Ucai della Spezia, presentando la personale, dopo aver evidenziato la “svolta partita da lontana” verso l’opzione astratta, a mio avviso tutt’altro che definitiva, ha giustamente osservato che “la pittura di Mirella Raggi cerca un equilibrio tra razionalità ed emotività: a volte funge da filtro, altre ancora lascia che la forma si espanda (il foglio la trattiene, faticosamente): Mirella  è padrona della tecnica, e si mette alla prova in questo gioco con la parte più profonda di sé”.  Le note positive che, di volta in volta, si ripetono avallando la ricerca della Raggi non possono che essere ulteriori stimoli per dare continuità al suo stimato impegno nella pittura.

Valerio P.Cremolini

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