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No alla Liguria #vistatoti

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La mobilitazione del gruppo PD contro il nuovo piano casa della giunta

GENOVA – #vistatoti. Ecco lo slogan della campagna del Gruppo Pd in Consiglio regionale e del Pd Liguria, contro il Piano casa della giunta Toti, che domani verrà discusso in aula. L’hashtag, che in questi giorni sarà protagonista sui social network, ha come obiettivo dire no al cemento senza regole in Liguria.
Facebook, Twitter, petizione su Change.org, sito Internet dedicato, iniziative di mobilitazione e coinvolgimento dei cittadini, degli eletti, delle associazioni: attraverso questi strumenti il Gruppo del Partito Democratico e il Pd Liguria hanno deciso di rafforzare e accompagnare la battaglia istituzionale contro il Piano casa di Toti-Scajola.
Il messaggio è rivolto a tutti i liguri, chiamati a difendere la propria regione dal rischio di una cementificazione senza regole, che minaccia di distruggere il nostro patrimonio ambientale e che potrebbe portare un grave danno ai Comuni del territorio.
 
La battaglia per dire no a una Liguria #vistatoti su Facebook si combatte a colpi di post attraverso la pagina https://www.facebook.com/vistatoti/


Il sito Internet, che sarà online nei prossimi giorni, www.vistatoti.com, evidenzierà in maniera immediata le criticità maggiori e più pericolose del provvedimento, anche attraverso l’uso di info-grafiche sul tema; sempre dal sito Internet sarà possibile scaricare un social kit per condividere l’iniziativa e leggere la rassegna stampa sul Piano casa. Aderendo alla mobilitazione, inoltre, gli utenti che lo vorranno potranno anche condividere una foto o un tweet dei luoghi più suggestivi della Liguria che secondo loro non vanno toccati, siglandoli con l’hashtag #vistatoti.
Oltre a questo, grazie all’adesione di alcuni artisti liguri, è in programma una mostra che raccoglierà alcune opere realizzate appositamente per questa campagna sul tema della lotta al cemento senza regole.
 
“Questo Piano casa presenta molti punti critici – spiega il vicecapogruppo del Pd in Consiglio regionale e relatore di minoranza per il Partito Democratico Luca Garibaldi – Tra questi spicca la possibilità di far diventare residenziale un’area produttiva, aumentando i volumi senza controlli e azzerando il contributo per l’edilizia sociale che oggi, per legge, devono versare i costruttori. Siamo di fronte a una legge debole e sbagliata”. Garibaldi punta il dito anche contro la durata del Piano casa. “Una misura straordinaria come questa – dice il vicecapogruppo – non può essere permanente, perché ha il compito di rispondere alla domanda di un mercato in crisi. In questo modo, invece, rischiamo di fare un favore solo a poche persone, mentre la maggior parte dei cittadini chiede la sistemazione dell’esistente; serve una legge sul riuso e sull’efficienza energetica, non un provvedimento che abbia come obiettivo produrre solo nuovi volumi. Questa legge inoltre consente di costruire in zone non edificabili come le aree agricole”.
 
“Il Piano casa di Scajola è come il gioco dell’oca – dice il consigliere regionale del Pd Giovanni Lunardon – fanno un passo avanti e tre indietro. Grazie alla battaglia nostra e dei Comuni siamo riusciti a emendare la legge su alcune questioni. Abbiamo dato più forza ai Parchi, contribuito a ripristinare il ruolo delle amministrazioni civiche, che entro sessanta giorni potranno escludere porzioni del loro territorio dal Piano casa e abbiamo anche evitato la reiterabilità degli interventi consentiti dal Piano casa stesso”. La maggioranza però, rileva Lunardon “ogni giorno aggiunge un pezzo che peggiora questa legge, aumentando per esempio i cambi di destinazione d’uso e i premi volumetrici al di fuori di ogni controllo da parte dei Comuni. Insomma rimane un pessimo Piano casa, invasivo e a forte consumo di suolo”.

 
Per la capogruppo del Partito Democratico Raffaella Paita “il disegno di legge Piano Casa presentato dalla maggioranza era così brutto, che abbiamo dovuto lavorare intensamente in commissione per cercare di modificarlo. Il nostro non è stato un intervento di mera opposizione, perché questa legge rischia di provocare così tanti danni al territorio, che abbiamo dovuto lavorare soprattutto per migliorarla. Sui Parchi, per esempio – continua Paita – la giunta è tornata parzialmente indietro, cedendo alla nostra richiesta di inserire l’obbligo di variante al piano integrato, in caso di nuove volumetrie. Rimane però ancora il nodo gravissimo delle delocalizzazioni che riguardano le aree agricole. E quindi nonostante alcuni miglioramenti e le tante brutte figure rimediate dal centrodestra, il ddl resta irricevibile”. A preoccupare il Partito Democratico, precisa la capogruppo, “è soprattutto il danno d’immagine che stanno facendo alla Liguria, in un momento in cui era in atto un rilancio molto forte del territorio, legato alla compatibilità ambientale, al turismo enogastronomico e alla vivibilità. La destra – conclude Paita – voleva dar vita al “marchio Liguria”, ma questo Piano casa non farà altro che marchiare per sempre la nostra regione. E questo marchio, purtroppo, sarà #vistatoti”.
 
Nelle scorse settimane, mentre la giunta Toti presentava il Piano casa il Gruppo Pd della Regione Liguria aveva invece proposto una legge per i terreni sulla carta edificabili ma su cui, effettivamente, non si può costruire nulla, perché magari in zone a rischio esondazione. “I proprietari di queste aree – spiega il consigliere del Partito Democratico Juri Michelucci, primo firmatario della proposta di legge – potranno, se lo vorranno, fare domanda al proprio Comune di residenza e modificare la destinazione d’uso del terreno in questione, portandolo da residenziale ad agricolo, con una procedura semplificata. Le amministrazioni potranno dare il proprio assenso o dissenso entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge e poi con cadenza biennale, proponendo un’unica variante al piano regolare”. L’obiettivo, dice Michelucci, è ridurre i volumi edificabili sul territorio: “chi porterà da edificale ad agricolo il proprio terreno potrà pagare un’Imu molto più bassa, mettendo fine a una vera e propria ingiustizia”. 
 

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