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Pista ciclabile sul Canale Lunense | Ponzanelli: «La pista non è assolutamente utilizzabile»

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Francesco Ponzanelli Capogruppo Consiliare "Per Santo Stefano Magra".

SANTO STEFANO MAGRA – Stiamo parlando di un’opera i cui lavori sono partiti nell’ottobre 2014 e che nei costi sfiora i 2 milioni di euro: quindi dovrebbe essere un fiore all’occhiello per tutti i Comuni da cui viene attraversata, invece ad oggi, data in cui devono essere terminati i lavori, la stessa è inutilizzabili ed in stato di abbandono in molti dei suoi percorsi.

L’opera che parte da Santo Stefano Magra ed arriva ad Ortonovo, attraversando i Comuni di Sarzana e Castelnuovo Magra, porterà alla creazione di una pista ciclabile di circa 22 Km, che si snoderà lungo le sponde del Canale Lunense. Un’opera di  per se molto importante, ma che ad oggi vede i suoi lavori fermi ed incompleti,e considerando che i lavori dovevano già essere terminati, un dubbio mi sorge spontaneo: perché ad oggi la pista non è terminata e quindi non utilizzabile dai cittadini?

Questa opera presentata in pompa magna sulla stampa e con tanti di alti proclami come la risoluzione alle carenze di spazi ciclabili all’aria aperta, oggi rischia di essere lasciata a se stessa, tale è lo stato di abbandono e di incuria in cui versano molte delle sue parti.

Ricordo che l’importo investito dalla Regione Liguria è certo di non poco conto: 1,6 milioni di euro(Attraverso i Fondi Fas dell’Unione Europea), ma anche quello del nostro Comune, in proporzione, è una cifra importante: parliamo di ben 130.000 euro, fuoriusciti dalle casse comunali per finanziare parte di tale opera.

Va da se che tale iniziativa sia importante per il nostro territorio e quindi ritengo sia anche opportuno conoscere le motivazioni per cui ad oggi, da quello che dovrebbe essere il termine dei lavori. Ci troviamo con gli stessi  fermi ed incompleti. Mi auguro di sbagliare, ma considerato che i tempi di consegna non sono stati rispettati, non vorrei che tale importante iniziativa divenga un’ulteriore cattedrale nel deserto, nonostante gli ingenti investimenti di denaro pubblico che la stessa ha comportato.

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