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Beccafumi e Pontormo. Artisti e collezionisti a confronto

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Dal 20 dicembre la mostra al Museo Lia

LA SPEZIA – Il 20 dicembre al Museo Lia apre al pubblico la mostra Beccafumi e Pontormo. Artisti e collezionisti a confronto, con il contributo della Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversatolo (PR). Da questo importante museo, al pari del Lia nato dalla passione di un grande collezionista e dal desiderio di condivisione, proviene la splendida tavola raffigurante la Madonna col Bambino e i santi Giovannino, Elisabetta e Caterina da Siena, eseguita da Domenico Beccafumi nel decennio tra il 1540-1550 e acquistata all’asta da Luigi Magnani nel 1969 dopo una segnalazione di Cesare Brandi.
 
Il progetto espositivo viene proposto, come già per gli anni precedenti, in occasione del compleanno del museo, nell’intento di offrire al pubblico specifiche opportunità di approfondimento sulla raccolta d’arte e occasioni di confronto con altre realtà museali che hanno, parimenti al Lia, origine collezionistica. A rafforzare il rapporto tra i due musei e i collezionisti che ne hanno formato la raccolta viene messo a confronto con il dipinto della Magnani Rocca l’Autoritratto di Pontormo del Museo Lia, vicino per attitudine e cronologia. Beccafumi e Pontormo rappresentano due facce speculari del Rinascimento maturo, due artisti che affrontano il loro mestiere e la loro poetica in un clima ben diverso da quello dei loro padri, campioni, al contrario, delle certezze del Rinascimento. Sono uomini inquieti, che sanno tradurre per immagini le fragilità del loro vivere: come scrive Stefano Roffi, Direttore della Fondazione Magnani Rocca, che con Andrea Marmori condivide la responsabilità del progetto espositivo, nel dipinto di Beccafumi “Il gruppo di figure è modellato dalla luce che discioglie i volti come cera formando aloni, grumi e un contrasto netto con lo sfondo scuro e con le tonalità brunite dei corpi in ombra. Risaltano nell’oscurità alcune macchie, cromaticamente accese e fluide, come quella rossa al centro del petto della Vergine, come se il colore della veste e il cuore fossero una cosa sola”.
 
Una pittura sfibrata, intensa, dai colori cangianti che sono un chiaro omaggio a Michelangelo e alla Cappella Sistina. Insomma, un’occasione preziosa per vedere, uno di fronte all’altro, due opere di questi importanti artisti, che dimostrano la loro ossequiosa attenzione all’operato di Leonardo, Raffello e Michelangelo e l’amore per il mondo classico e l’archeologia.
 
Nei mesi di allestimento dell’esposizione, che chiuderà il 13 marzo, è previsto un calendario di attività di approfondimento e appuntamenti scientifici dedicati rivolti al pubblico, così come proposte didattiche e laboratoriali riferite all’utenza scolastica.

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