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Nell’incertezza del futuro gli spezzini pensano alla famiglia

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Osservatorio UnipolSai 2015 dedicato al risparmio. Futuro economico incerto (39%), desiderio di poter mantenere l’attuale tenore di vita (44%) ma anche poter continuare ad aiutare i figli in caso di bisogno (15%), consapevolezza degli strumenti di risparmio disponibili (fondi pensione in testa con il 49%) e delle figure professionali a cui rivolgersi (57%). Questi i risultati dell’ultima ricerca dell’Osservatorio UnipolSai 2015, affidata a Nextplora che ha analizzato sensazioni e attese degli spezzini legate al risparmio.

BOLOGNA – Puntata dedicata al risparmio quella dell’ultimo Osservatorio UnipolSai 2015, dove emergono sensazioni dettate dal vissuto della crisi economica, la quale rimane impressa nella mente deglispezzini anche alla luce dei primi segnali di ripresa. Lo scenario nazionale migliora: nel secondo trimestre del 2015 si è registrato un significativo segnale di miglioramento della spesa delle famiglie, (+0,4% di variazione, la più alta dal 2010) dovuta da un lato all’aumento del potere d’acquisto (+0,2%) e in parte anche attraverso un ricorso al risparmio, la cui propensione è scesa di 2 decimi di punto all’8,7% (dati Istat settembre 2015). Gli spezzini tuttavia sembrano essere ancora cauti: un 39% afferma che il futuro dal punto di vista economico sarà sempre più incerto in quanto la crisi ha lasciato il segno, un altro 19% del campione è convinto che non si tornerà più ai livelli pre-crisi e avremo meno soldi a disposizione. C’è poi chi non è del tutto d’accordo e vede un futuro più sereno e in discesa con un po’ di attenzione al risparmio (12%). C’è infine chi è convinto che oltre allo Stato bisognerà pensare in prima persona mettendo da parte capitale e utilizzando forme di risparmio private (28%).
 
Cosa si desidera per il futuro. Gli spezzini mostrano di avere le idee ben chiare: attraverso le forme di risparmio attivabili oggi il desiderio più inseguito risulta essere il poter mantenere l’attuale tenore di vita (44%) o perlomeno che sia sufficiente anche se inferiore all’attuale (2%), ma con uno sguardo costante sulla famiglia: il 15% infatti desidera poter continuare ad aiutare i figli in caso di necessità, e il 9% vorrebbe non gravare su di loro quando aumenterà il bisogno di cure mediche e assistenza sanitaria. Il 27% infine vorrebbe poter non vendere i beni immobili per poter lasciare la casa ai figli.
 
Le forme di risparmio conosciute. La conoscenza in merito degli intervistati spezzini è ampia, si va dai fondi pensione (49%) alle polizze vita (43%), passando per la classica pensione (40%) e i fondi di investimento (34%). Chiudono il quadro generale i piani pensionistici individuali (33%) e i conti di deposito (27%).
 
Dove ci si informa. Come già rilevato dalla precedente ricerca dell’Osservatorio UnipolSai c’è la conferma che per avere le informazioni necessarie ci si rivolge a professionisti del settore. In particolare per quanto concerne piani di risparmio personali gli spezzini si affidano principalmente alla propria banca (41%) o ai siti internet specializzati (27&). Il 16% si informa infine tramite il proprio agente assicurativo.
 

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