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ROMA – SPEZIA 2 – 4 D.C.R. | La Grande bellezza aquilotta: la storia siamo noi!

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All'Olimpico si compie il miracolo: lo Spezia batte la Roma ai calci di rigore e dopo una prestazione indimenticabile. Acampora sentenzia i capitolini, ma l'Oscar è di tutta la squadra. Ai quarti contro l'Alessandria.

ROMA – Se il futuro dipendesse da coloro che credono nella bellezza dei propri sogni – come affermava Eleanor Roosevelt – allora una piccola città portuale chiamata Spezia avrebbe un domani ricco di "great expectations" in salsa dickensiana.

C'è una sottilissima linea tra futuro e presente, quello che vede le Aquile di Mimmo Di Carlo orgoglio e speranza di una Città intera. 

In quella che è la terra della Grande bellezza, Capitale mondiale per eccellenza, va in scena la fase finale dei sedicesimi di Coppa Italia. 
Dopo la sorpresa Alessandria, la tanto criticata Roma non può fallire quello che per le grandi squadre di A è diventato ormai un appuntamento da snobbare. 

L'unidici titolare che verrà ricordato negli almanacchi di casa Spezia vede un 4-4-2 con Chichizola in porta, Martic, Valentini, Terzi e Migliore in difesa, Misic, Brezovec, Canadjija e Situm sulla mediana e la coppia d'attacco Catellani – Nenè.

Rispondo i padroni di casa con un offensivo 4-3-3 composto da De Sanctis tra i pali, Maicon, Rudiger, Castan ed Emerson Palmieri sulla retroguardia, Pjanic, Ucan e Vainqueur a centrocampo e il trio d'attacco Iturbe – Dzeko – Salah.

Dirige l'incontro il Signor Di Bello della sezione di Brindisi, affiancato dal duo Vuoto – Paganessi. Quarto uomo Pezzuto.

LA PARTITA

PRESSING E PRUDENZA, AQUILE IN PALLA
Al mio segnale scatenate l'inferno. Scontata, ma quanto mai d'obbligo la citazione dal sapore gladiatoresco, anche se il teatro dell'Olimpico, causa l'orario e lo sciopero del tifosi locali, appare tutt'altro che infuocato. A fare la parte dei leoni sono invece i 2000 supporters aquilotti, indiscussi protagonisti di giornata. Il calore spezzino risuona incessantemente nella città eterna e non a caso le Aquile partono forti e decise con una botta da fuori di Brezovec che si spegne di non molto a lato. I ragazzi di Garcia, reduci da un mese da incubo, cercano il possesso palla, ma i reparti di gioco degli ospiti sono cortissimi e il pressing è asfissiante. E' a sinistra che lo Spezia manovra la propria azione offensiva, con Situm sempre pronto a scodellare palloni interessanti ma innocui verso la porta difesa da De Sanctis. 

CASTAN SALVA SU NENE': SPEZIA PADRONE DEL CAMPO
L'elogio del coraggio è senza dubbio da attribuire ai liguri, in costante crescita con il passare dei minuti e vicinissimi al vantaggio prima al 23' con una splendida azione di Situm che porta Brezovec al tiro volante da fuori e poi al 26', quando è ancora la giovane ala croata a seminare il panico sulla sinistra e scaricare un tiro respinto da De Sanctis, sul quale Castan salva miracolosamente sull'accorrente Nenè. Roma in difficoltà e senza idee: l'unico acuto è nella conclusione dai venti metri di Ucan che termina a lato. Aquilotti da applausi.

DZEKO E' IN FUORIGIOCO, BIANCHI GENEROSI E ATTENTI. PRIMO TEMPO A RETI BIANCHE
Basta poco – per dirla alla Vasco Rossi – per accendere una piccola luce in un tunnel da troppo tempo buio. Ai capitolini mancherà pure la testa e la forma fisica, ma quando un trio chiamato Maicon – Salah – Dkezo decide, per un attimo, di giocare a calcio, la paura non può che essere la prima avversaria da sconfiggere per i bianchi. Fortuna vuole che il gigante bosniaco, al momento della conclusione vincente, si trovi in una millimetrica posizione di offside. Lo Spezia non si fa però intimorire, triplicando anzi gli sforzi sui portatori di palla romanisti. Nessun minuto di recupero concesso dal Signor Di Bello: squadre negli spogliatoi sullo zero a zero. Roma sfiduciata, Garcia furibondo, fischi inevitabili.

CON LE UNGHIE E CON I DENTI, AQUILOTTI MAI DOMI
A Cinecittà il copione non cambia nemmeno nella ripresa e allora ecco uno Spezia caparbio ed ordinato al tempo stesso, alla costante ricerca dei punti di riferimento avanzati. Dal canto proprio, una Roma spaesata cerca di sfondare centralmente, ma la retroguardia dei ragazzi di Di Carlo respinge al mittente gli attacchi dell'esercito giallo – rosso. Dalla difesa all'attacco, gli aquilotti hanno il merito di trasformare rapidamente la propria manovra, rendendosi pericolosi al quarto d'ora con un sinistro di Nenè da posizione defilata che si spegne alla destra di De Sanctis. Garcia mette mano al primo cambio, con il deludente e fischiatissimo Iturbe – in procinto di vestire la maglia del Watford – sostituito da Florenzi. 

GARCIA ALLA RISCOSSA: DENTRO FLORENZI E DE ROSSI, LO SPEZIA ARRETRA MA CONTROLLA
Non solo Florenzi, l'allenatore ex Lille cala i propri assi, gettando nella mischia anche De Rossi per Vainqueur. Serve la scossa e in effetti la Roma cambia registro, approfittando anche della inevitabile stanchezza che porta lo Spezia ad arretrare troppo. Al 20' Salah vince un rimpallo, provando una conclusione di controbalzo che si spegne però sul fondo. Cinque minuti più tardi è invece il turno di Maicon, ma il colpo di testa del brasiliano, servito dal connazionale Emerson, è facile preda di Chichizola. Primi cambi anche per Di Carlo, con Juande e Ciurria che rilevano Brezovec e Misic. La Roma alza il ritmo, le Aquile reggono.

SITUM A UN PASSO DAL VANTAGGIO, ROMA IN AFFANNO. IL SOGNO CONTINUA
Il terzino francese Digne è l'ultima mossa del tecnico giallo – rosso, ma la tanto attesa svolta non arriva anche perchè al 35' Salah pecca di altruismo, non finalizzando una concreta azione di contropiede. Dopo il quarto d'ora accademico di pausa, i bianchi tornano ad affacciarsi con regolarità dalla parti dell'area avversaria, ma prima Rudiger salva su Catellani, quindi Ucan interviene in qualche modo sul tiro cross di Situm. Inesistente la differenza tra le due categorie, con lo Spezia costante spina nel fianco di una Roma in palese difficoltà. Al 38' Nenè controlla un ottimo pallone, servendo Situm, ma il destro del numero 18 viene provvidenzialmente deviato in corner da Castan. Nei quattro minuti di recupero concessi dal direttore di gara, i lupacchiotti cercano lo scatto d'orgoglio, ma la conclusione da fuori di Ucan al 91' viene respinta da Chichizola. E' però l'unica occasione degna di nota per i padroni di casa, anche perchè lo Spezia mostra una maturità da prima della classe, conquistando così degli storici e strameritati tempi supplementari. 

CUORE AQUILOTTO: A QUINDICI MINUTI DAI RIGORI
Lo scambio Ucan – Florenzi inaugura il primo tempo supplementare, con la conclusione del centrocampista della Nazionale italiana che termina alta sopra la traversa. Sugli sviluppi gran numero di Catellani, ma al momento del tiro Rudiger funge da muraglia. La Roma cerca spazi a sinistra, innescando i propri terzini: al 97' è proprio Digne a pennellare un buon cross per Dzeko, ma il colpo di testa del centravanti bosniaco viene neutralizzato senza problemi da Chichizola. Di Carlo vuole chiudere ogni centimentro ai padroni di casa, giocandosi l'ultima carta Acampora. Fuori uno stremato ed applauditissimo Catellani. La stanchezza comincia a farsi sentire per entrambe le compagini, ma il cuore delle Aquile regge nonostante le improvvise folate romaniste: in chiusura è Valentini a negare il vantaggio a Maicon, stremato dopo la discesa sulla destra. Il risultato non si sblocca.

IL PARADISO DISTA 11 METRI
Quarto d'ora di passione per gli aquilotti, quarto d'ora vitale per i capitolini. Dimenticati gli schemi, è l'adrenalina la sola alleata di Roma e Spezia: quella strana sostanza corporale che al minuto 110 porta Ciurria ad un coast to coast bloccato dal fisico di Rudiger. Idee confuse, il pallone scotta incredibilmente, il tempo non sembra passare mai per i bianchi, al contrario vola per la Roma. Nel frattempo, però, sale il profumo dei calci di rigore. A pochi istanti dal termine, i gladiatori Chichizola e Terzi dicono no ad uno stremato Dzeko. Nel finale, conclusione di Pjanic, ma il destro finisce alto. E' l'ultima occasione degli oltre 120 minuti di gioco: la lotteria dagli undici metri decreterà il prossimo avversario dell'Alessandria.

RIGORI:

PJANIC: TRAVERSA

TERZI: RETE

DZEKO: ALTO

NENE': RETE

DE ROSSI: RETE

JUANDE: RETE

DIGNE: RETE

ACAMPORA: RETE

Le Aquile sbancano Roma!!!! Spezia batte Roma quattro a due dopo i calci di rigore. L'ha decisa la passione, la voglia di non arrendersi mai, nemmeno di fronte ad un'impresa che sembrava insormontabile. Amici spezzini, guardatevi negli occhi, segnatevi questa data, giocatevela al lotto, datevi un pizzicotto, non state sognando: è bianco il cielo sopra la Capitale. Ora i quarti di finale contro l'altra sorpresa Alessandria. Ma prima godiamoci il presente, già passato alla storia. Grazie Spezia!

Andrea Licari

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