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Piano Casa | Grammatico, Legambiente Liguria: “Mesi di discussione persi”

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GENOVA – Durante il suo intervento al Convegno "Nuovi Modelli per Nuovi Mercati" nell'Assemblea Pubblica Ance Genova, il presidente di Legambiente Liguria Santo Grammatico sottolinea come “l'approvazione di queste ore del Piano Casa da parte del Consiglio regionale della Liguria metta al centro dell'agenda politica ligure la necessità di un rilancio dell’edilizia che non consumi suolo. Per questo è fondamentale lanciare un'alleanza tra le forze politiche sociali, ed economiche capace di conciliare la rigenerazione urbana delle nostre città e la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico”.

"La discussione in aula consiliare della nuova legge sul Piano Casa" aggiunge Grammatico, "non ha portato alcun elemento che possa indurre a credere che questo strumento rilancerà l’edilizia. E’ assente una analisi delle condizioni del contesto abitativo e della qualità del patrimonio edilizio e non indica alcun numero, in termini di potenziale occupazione lavorativa, di interventi sul territorio, di valori delle cubature o gettito fiscale previsto che possano permettere di valutare il raggiungimento di eventuali obiettivi. Era una promessa elettorale che l’Assessore Scajola aveva fatto durante la campagna elettorale e rappresenta quindi una modalità per rispondere al proprio elettorato".

"Peccato si siano persi mesi di discussione" ha ribadito Grammatico, "che ha coinvolto anche il dibattito sui parchi, enti inutili a detta del Governatore Toti. Sui parchi regionali questo Piano casa, in nome del cemento, ha effettuato una enorme forzatura inserendo quelli costieri esclusi precedentemente, a cui, solo dopo una serrata discussione e dibattito verrà lasciata invece “l’ultima parola” per la valutazione e ammissione degli ampliamenti volumetrici. Una retromarcia sbandierata con grande enfasi di capacità di ascolto e apertura che dimostra invece come vi fosse la volontà di non lasciare che gli enti parco svolgessero il loro ruolo deputato nella gestione del territorio.

"Un dibattito serio e costruttivo avrebbe reso centrale due priorità" chiarisce Grammatico, "la rigenerazione urbana delle nostre città e il contrasto al dissesto idrogeologico. Una ricerca effettuata in base ai dati del censimento Istat 2011 mette in evidenza che su 147402 edifici residenziali esistenti nei comuni costieri liguri ne risultano il 15% (21320) il cui stato di conservazione è tra mediocre e pessimo. Di questi vene sono 9522 che si trovano nei cinque principali centri costieri della regione. E’ da quelli che bisognerebbe partire per la riqualificazione degli edifici e la rigenerazione urbana, migliorandone le prestazioni ed eventualmente demolendoli per ricostruire sul costruito, senza consumare suolo, ridefinendo i contesti urbanistici, garantendo lavoro.

"Così come per la tutela dei cittadini dal dissesto idrogeologico e il miglioramento della sicurezza e della incolumità" conclude Grammatico, "crediamo fortemente sarebbe necessaria una legge sulla delocalizzazione che preveda finanziamenti per la delocalizzazione e la messa in sicurezza delle opere pubbliche e degli immobili situati nelle zone ad elevato e medio rischio idrogeologico. Individuare gli immobili mediante la predisposizione di piani di delocalizzazione e ricollocazione, intervenire per la demolizione dei manufatti in zone a rischio rappresenta la nuova frontiera per sviluppare lavoro e rilanciare l’edilizia".

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