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Presentato il secondo numero dell’anno 2015 della rivista Aedificando

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L’Analisi del Dissesto Idrogeologico a La Spezia

LA SPEZIA – Costituzione di una Unità di monitoraggio e analisi dei fabbisogni del territorio e dei benefici attesi dalla realizzazione delle opere.  E’ la proposta di Ance
 
Questa mattina, presso la sede di ANCE, Mario Gerini, Vice Presidente di ANCE LA SPEZIA – Associazione Nazionale Costruttori Edili La Spezia – ha presentato il secondo numero dell’anno 2015 della rivista Aedificando diretta dal Direttore di ANCE LA SPEZIA Paolo Faconti.


 
Il numero di dicembre 2015 ospita interventi qualificati e qualificanti di rappresentanti delle istituzioni e personalità del settore quali:
 
Pier Francesco Agnese Presidente di Ance La Spezia;
Federico Garaventa Presidente Ance Liguria;
Claudio Galante Sindaco di Brugnato;
Francesco Pietrini Sindaco Comune di Ortonovo;
Mara Bertolotto Sindaco Comune di Pignone;
Maurizio Savoncelli Presidente Consiglio nazionale dei Geometri e Geometri laureati;
Carlo Malgarotto Presidente Ordine Regionale dei Geologi Liguria;
Paolo Caruana Presidente Ordine degli Ingegneri della Spezia e della Federazione degli Ordini Ingegneri della Liguria;
 
Il vice presidente Gerini, ricorda che quando nacque Aedificando nel 2005, Ance La Spezia si era posta l’obiettivo di dare vita ad una rivista di settore che valorizzasse la categoria cui è indirizzata ma che, nel contempo, diventasse anche un luogo, “un agorà” per l’approfondimento di tematiche e problematiche; una rivista dunque rivolta verso il futuro, ma senza mai dimenticare il passato.
 
Nel termine edificatore, in ambito provinciale, si possono ricondurre circa 13.000 famiglie fra operai, imprenditori, artigiani e liberi professionisti.
 
Gerini, ha ricordato che dal 2012, il numero di dicembre 2015 è il terzo dedicato al rischio idrogeologico, fatto che evidenzia l’attenzione dell’associazione sull’argomento, il quale non vuole essere esaminato solamente dalla prospettiva di chi è chiamato a realizzare progetti pianificati e progettati da altri, ma analizzato in un senso complessivo nell’ottica dell’amministratore e del professionista del settore.
 
Dagli articoli ospitati emergono con chiarezza la volontà e lo sforzo profuso dai sindaci per porre in atto iniziative che possano mitigare il rischio, quali la realizzazione di opere e la creazione di una nuova cultura della prevenzione anche tramite il potenziamento della rete di protezione civile e del volontariato.
 
Tutto questo però si scontra con una innegabile ristrettezza di risorse finanziarie.
 
E’ indubbio che gli eventi del 2011 e quelli successivi abbiano modificato il corso della storia per molte comunità e nel contempo abbiano cambiato sia il rapporto fra istituzioni, cittadini e territorio, che la percezione del rischio tramite l’utilizzo di termini, a volte inadatti se non deleteri, quali bombe d’acqua.
 
Gerini, nel richiamare l’attenzione agli articoli, evidenzia che sicuramente anche questo numero ha raggiunto lo scopo prefissato, in quanto leggendo gli interventi dei Sindaci e dei Presidenti degli ordini professionali emerge una visione comune sul tema.
 
Sicuramente vi è condivisione sul fatto che molte iniziative di mitigazione siano state poste in essere, ma che sicuramente molto sia ancora da fare.
 
Altro argomento comune negli interventi è la necessità di effettuare un’analisi maggiore su quali siano le reali cause che hanno contribuito a generare i lutti e i danni derivanti dalle alluvioni e affrontare la tematica con approccio sistematico.


 
Emerge una generale condivisione sulla necessità di affrontare i problemi con una visione generale e non particolare, valutando non solo la bontà di un’opera ma anche gli effetti nel contesto fisico, sociale ed economico, partendo dal presupposto che la realizzazione dell’intervento deve apportare benefici in senso generale.

Per tali considerazioni, nell’editoriale, il presidente di Ance La Spezia, riprendendo quanto proposto un anno fa e mutuando l’esperienza nazionale, partendo dalla considerazione che è venuto meno il ruolo della Provincia, propone alla Regione Liguria e a tutti i Sindaci di costituire a livello provinciale un tavolo di monitoraggio, al quale affidare l’analisi dei fabbisogni del territorio e dei benefici attesi dalla realizzazione delle opere, ma soprattutto, che supporti le amministrazioni locali nella ricerca di tutte le opportunità di finanziamento sia nazionali che comunitarie.
 
Gerini, infine, nell’esprimere l’augurio che quanto proposto da Ance sia accolto, perché  necessita il contributo di tutti per uscire dalla fase della gestione emergenziale per entrare in quella della seria e concreta programmazione.
 
I costruttori, infatti, ritengono che debba essere compito di tutti, politici, amministratori, rappresentanti del mondo dell’associazionismo e delle professioni, svolgere un ruolo propositivo tenendo presente che la politica del blocco della trasformazione e dell’abbandono del territorio ha evidenziato chiari limiti.
 
L’associazione e le imprese ad essa aderenti sono interessate a contribuire all’attivazione di risorse pubbliche statali o comunitarie e la realizzazione con risorse private delle opere necessarie alla mitigazione del rischio idrogeologico, in un dialogo aperto a tutti purché non sia condizionato da posizioni preconcette.
 
Presenti:
Mario Gerini Vice Presidente  Ance La Spezia
Paolo Caruana Presidente Ordine degli Ingegneri della Spezia e della Federazione degli Ordini Ingegneri della Liguria;
Paolo Faconti Direttore Ance La Spezia 

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I dati del settore

L'importanza dell'edilizia in termini occupazionali ed economici.
 
E’ un postulato economico che se l'edilizia funziona, anche l’intera economia funziona.
 
Il settore edile coinvolge direttamente altri 44 settori economici.
 
In termini di moltiplicatore economico, a fronte di un investimento di 1.000.000 di euro in edilizia, l’economia provinciale ne produrrebbe 2.727.000, dando lavoro a circa 23 persone: delle quali 14 sarebbero occupate nella prima fase, ovvero dell’impatto diretto, 3 nella fase dell’impatto indiretto e 6 di puro indotto, creato dalla distribuzione dei redditi nelle fasi precedenti.
 
Il settore edile godrebbe del 56% dell’impatto occupazionale complessivo, i servizi professionali del 9,8% ,il commercio del 6,6% ,il settore metalmeccanico del 4,1% e cosi via. 
 
Da questi dati appare evidente quanto l’edilizia non sia un comparto produttivo marginale nel tessuto economico e sociale della provincia. 
 
In ambito provinciale.
 
Da dati forniti dalla Cassa Edile – ente mutualistico che gestiamo pariteticamente con i sindacati di categoria dei lavoratori – emerge che in provincia, nel  periodo settembre 2014 – settembre 2015  hanno lavorato 749 imprese con una forza occupazionale operaia di 3244 persone.
 
Se agli operai di produzione sommiamo gli impiegati tecnici e amministrativi si può stimare che le imprese edili occupano circa 5.000 lavoratori.
 
Se a questi aggiungiamo i liberi professionisti di settore, gli addetti delle agenzie immobiliari, i dipendenti delle imprese che eseguono i lavori complementari, quali idraulici, falegnami ecc, stimiamo che in provincia oltre 13.000  persone  vivano grazie all’edilizia.
 
Da una elaborazione effettuata da Ance su dati Istat emerge  che nel 2014 la percentuale degli occupati nelle costruzioni rispetto all’Industria era pari al 27,8% e sull’economia in generale pari al 5,9%.
 
Composizione.
 
Il settore edile sostanzialmente si compone di tre comparti:
A. Le opere pubbliche;
B. Il mercato privato;
C. L’immobiliare.

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