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Roma-Spezia day after | Il primo capitolo importante di una grande storia

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Volpi sotto la Curva a fine gara – Foto SpeziaCalcioNews 

C’è meraviglia, c’è estasi, c’è tutto un ricordo di ciò che siamo stati, di quello che abbiamo vissuto quando l’Olimpico davvero ci sembrava meta neanche lontanamente programmabile.

LA SPEZIA – In quell’unica parte di stadio affollata ieri all’Olimpico, duemila cuori e duemilamemorie hanno battuto la stessa emozione nello stesso momento.

Attimi che resteranno eterni vissuti nella città eterna: tanta curiosità prima dei novanta minuti, tanta insperata gioia dopo 120 minuti.

C’era chi ha vissuto gli anni dello Spezia pre e post Carpanesi, quelli presenti nei tormentati anni 90 fatti di poche gioie e tante illusioni crollate al soffio di una leggerissima brezza, c’era la gente presente durante i trionfi dell’era Mandorlini e quelli che sanno tutto degli ultimi anni divisi tra serie B, fallimento, serie D e repentina risalita fino alle vette del calcio, fino al sogno non ancora esaudito ma continuamente “respirato” di una serie A.

Tra queste vette, la cima raggiunta oggi ha un ineguagliabile valore, e segna un altro punto di arrivo per questa società e i suoi tifosi, dopo i continui campionati di B vissuti da protagonisti e quel San Siro affollato da settemila anime, per una partita ufficiale di Coppa Italia, nel recentissimo passato.

La partita l’abbiamo ancora tutti negli occhi, ma è nel cuore che resterà per sempre.

L’immagine di quelle maglie bianche che non mollano di un millimetro con la serenità di chi pare calcare da una vita certi campi, per una squadra chepochissimo concede alla Roma ed anzi, qualcosa avrebbe pure da recriminare, ai punti.

Ma il conteggio dei punti non serve, è il punteggio dei calci di rigore che riflettea dismisura il sorriso stampato su duemila volti in estasi, stretti dentro abbracci infiniti e persi dentro occhi che tornano per un momento “bambini”.

C’è meraviglia, c’è estasi, c’è tutto un ricordo di ciò che siamo stati, di quello che abbiamo vissuto quando l’Olimpico davvero ci sembrava meta neanche lontanamente programmabile. Basta voltarsi un attimo indietro…

Resta e resterà molto di questa giornata.

Si tratta probabilmente del primo vero capitolo importante di una grande storiache si aprirà nel prossimo futuro.

Quel Patron in campo all’Olimpico, osannato dai suoi tifosi prima e dopo la partita, regala altre nuove certezze in questo senso.

Adesso un quarto di finale da giocare in casa contro l’altra grande sorpresa di questo turno di Tim Cup, l’Alessandria, storica rivale di vecchie battaglie.

Con la prospettiva di una semifinale assolutamente a portata di mano. Se non è già storia questa…

Dennis Maggiani – © Riproduzione Riservata
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