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UILM: «Arsenale Militare, centro di demolizione navale? Ci trova profondamente contrari»

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Graziano Leonardi segretario della Uilm

LA SPEZIA – Le recenti proposte di far diventare l'arsenale militare un centro di demolizione navale ci trova profondamente contrari.

L'attività di demolizione navale è un lavoro insalubre e pericoloso, con nessun valore aggiunto e a basso impatto occupazionale. Pensare a un rilancio dell'arsenale con attività che nella nostra provincia sono state abbandonate da trent'anni e alle quali abbiamo pagato un tributo pesantissimo in termini di malattie professionali ci sembra un'idea profondamente sbagliata.

Concordiamo con il sen. Forcieri che questa non è il futuro della Spezia.

La nostra città deve svilupparsi su attività diversificate ma soprattutto compatibili e sostenibili. Turismo, porto, difesa e industria devono convivere in modo sostenibile. Quale impatto in termini di immagine può avere sul turismo l'attività di demolizione? Quale danno può creare in termini di immagine sulle attività che producono prodotti alimentari biologici della Val di Vara , Val di Magra e dello Spezzino (vedi la Mitilicultura) l'accostamento ai cantieri di demolizione? È un ritorno al passato che non porta vantaggio alla città ne in termini di occupazione ne in termini di immagine.

Il ministro Pinotti nella sua recente visita alla città invitó a proporre un progetto di rilancio per l'arsenale militare. É questo il progetto? Per la Uilm il rilancio dell'arsenale passa attraverso la sinergia con l'industria della difesa al fine di far diventare il polo spezzino un centro di eccellenza nei settori dell'allestimento e del service post vendita.

In nessun'altra città italiana si ha la presenza di fincantieri, Oto Melara, Mbda, Selex e arsenale militare tutti sullo stesso territorio. La soluzione migliore è sfruttare con reciproco vantaggio la sinergia di tutte queste realtà.

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