laspezia.cronaca4.it - La Spezia News in Tempo Reale

Cancellazione tassa sugli yacht | Dal 2011 in «fuga» dall’Italia circa 25.000 barche da diporto

Più informazioni su

Menchelli e Cosini (Confartigianato): “Un segnale importante per ridare fiducia e riavviare la nautica”

LA SPEZIA – Un emendamento alla Legge di Stabilità firmato dal deputato Tiziano Arlotti e approvato dalla commissione Bilancio della Camera cancella la tassa sugli yacht. Soddisfazione è stata espressa da Confartigianato Nautica: «La nautica minore non era toccata da tale tassazione – spiega Angelo Cosini, giovane dirigente di Confartigianato Nautica – ma il provvedimento è un segnale importante per dare fiducia ai mercati e aprire nuovi spazi alla nautica”.

Scompare la “tassa” su yacht e imbarcazioni di lusso, introdotta dal Governo Monti, con il decreto “salva-Italia” nel 2011. Secondo Confartigianato Nautica, si tratta di una importante vittoria che cancella un pagina negativa che ha portato alla fuga di molte imbarcazioni all’estero e il crollo del mercato interno. “Le unità da diporto fino a 14 metri – prosegue la nota – non pagavano, ed erano già stati inseriti parametri più congruenti con il valore delle imbarcazioni, il dimezzamento per la vela ma la nuova via scelta del Governo potrebbe avviare una nuova stagione per la nautica”.

“La tassa sul lusso e la sua pubblicizzazione fu un errore strategico – prosegue il direttore di Confartigianato, Giuseppe Menchelli, simbolo di un modo di pensare che si presenta come virtuoso e che finisce per produrre effetti del tutto opposti sul piano occupazionale per l'Italia e i suoi porticcioli turistici. Anche dal bilancio per l'erario di tale scelta non si sono visti miglioramenti per l'economia italiana, sia negli incassi che nel crollo di un indotto che solo in questo ultimo anno è faticosamente risalito grazie agli sforzi di tanti piccoli imprenditori”. 

Incertezza e paura aveva di fatto colpito tutta una filiera: marinai, diving, porticcioli turistici, ristoranti, albergatori, affittacamere, bar, taxi, ncc, gestori di porti, servizi di refitting solo per restare nel comparto della nautica. Le manovre demagogiche e la colpevolizzazione del lusso secondo Confartigianato non hanno saputo calcolare in anticipo le conseguenze concrete, credendo di far leva sul consenso popolare, ma nei fatti hanno inflitto un danno all'occupazione e alle tasche proprio dei lavoratori.

Si stima che da settembre 2011 abbiamo lasciato porti e acque italiane circa 25.000 barche da diporto da 10-12 metri ai 60 metri.

Più informazioni su