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Lunardon: “La Regione convochi un tavolo di confronto con l’Ad di Finmeccanica”

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“Garantire occupazione e presenza in Liguria”

GENOVA – Un tavolo di confronto con l’amministratore delegato di Finmeccanica Moretti, insieme ai sindacati e alle istituzioni, per tutelare la presenza della holding sul territorio ligure e garantire l’occupazione. E’ questa la richiesta contenuta nell’ordine del giorno che è stato votato all’unanimità in Consiglio regionale e che trae spunto da una mozione del Partito Democratico sulla riorganizzazione di Finmeccanica.
Con questo documento si impegna il governatore della giunta ligure Giovanni Toti non solo a convocare il tavolo di confronto “per fare il punto sul complessivo processo di riordino e di divisionalizzazione in atto nella holding”, ma anche a riferire gli esiti di tale confronto alla commissione consiliare competente “per programmare congiunte azioni consiliari”. L’ordine del giorno chiede anche che il governatore avvii un percorso con il governo centrale, insieme alle altre istituzioni liguri (e cioè Città Metropolitana di Genova e Provincia di Spezia), “per intervenire su Finmeccanica affinché tale riorganizzazione non comporti la perdita di importanza strategica della presenza di Finmeccanica in Liguria e la conseguente diminuzione occupazionale”.

La convocazione del tavolo si rende necessaria dopo che il Gruppo Finmeccanica ha avviato, con la delibera del cda del 30 luglio scorso, il processo di divisionalizzazione delle società controllate, che interessa in Liguria due importante aziende: Oto Melara e Selex. “Visto che questo processo coinvolge alcune migliaia di dipendenti in Liguria e circa 600 aziende che operano nell’indotto – spiega il consigliere del Partito Democratico Giovanni Lunardon – abbiamo deciso di chiedere un confronto con la dirigenza”. Il processo di divisionalizzazione, continua Lunardon, “comporterà anche una profonda revisione delle funzioni di staff a oggi previste all’interno delle aziende interessate con il rischio di perdere le funzioni di coordinamento degli interventi e dei prodotti fino a oggi realizzati”. Inoltre in Selex, precisa il consigliere del Pd “tale riorganizzazione rischia di comportare la ricollocazione di almeno 150 addetti e la dismissione di un intero ramo aziendale, come il settore Monetica”. Il tavolo, infine, conclude Lunardon “servirà anche a fare il punto sulle novità che hanno investito Ansaldo Energia, dopo l’acquisizione degli impianti Alstom, e Ansaldo Sts dopo il closing con Hitachi”.

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