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Il Pagellone di Roma, con uno sguardo al futuro prossimo

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Gioia sotto la Curva – Foto SpeziaCalcioNews 

La gara di Roma, ma anche la crescita nelle gare precedenti, ci regala un gruppo di giocatori forse troppo presto bistrattati per le scarse prestazioni del periodo nero, costato la panchina a mister Bjelica

La gara di Roma, ma anche la crescita nelle gare precedenti, ci regala ungruppo di giocatori forse troppo presto bistrattati per le scarse prestazioni del periodo nero, costato la panchina a mister Bjelica.

La cura Di Carlo ha riportato alla luce orgoglio, senso di appartenenza e spirito di gruppo, quasi sempre presenti nello Spezia dell’anno passato, anche se con una buona dose di esperienza in meno.

Un materiale umano e tecnico di qualità, pronto ad essere completato e rafforzato da un mercato di gennaio mirato ed oculato.
Andiamo quindi a vedere le prestazioni dei singoli, per la gara dello Stadio Olimpico, con uno sguardo al futuro prossimo.

Chichizola – 8 – Sembra esserci nato su quel terreno verde ricco di storia e di ricordi recenti e passati, zampetta con agilità per tutta l’area a lui dedicata, non disdegnando uscite rapide ad anticipare i garretti avversari. Quando poi gli si presenta di fronte il Sig, Pjanic non si muove di un millimetro, pronto a farlo fesso con un colpo di mano. Dalle valanghe di gol di qualche settimana fa, agli zero in 120 minuti con i prossimi avversari del Real Madrid. Resta una sicurezza per il futuro, su questo c’è poco da discutere.

Martic – 7,5 – Dalle sue parti si dimena un parente alla lontana di Iturbe, più impegnato a conservare i garretti per il prossimo trasferimento al Watford che non a trovare la chiave giusta per scardinare il meccanismo difensivo spezzino. Le uniche sfuriate degne di nome dell’Argentino le controlla al meglio dimostrando una condizione fisica in crescendo. E’ più affidabile di Milos in fase difensiva, quindi ha ottime probabilità di rimanere in maglia bianca anche da gennaio in poi.

Valentini – 7,5 – Pronti via ed alla prima palla alta piazza un avambraccio sulla nuca di Dzeko che si guarda attorno stranito per l’affronto. E’ solo il primo di una serie di corpo a corpo, nei quali ha quasi sempre la meglio sul gigante bosniaco. Quando poi dalle sue parte arriva qualche altro cliente scorbutico, lo doma con rapidità e tempismo. Una delle più belle prestazioni in maglia bianca, è in fiducia e rappresenta un elemento duttile ed affidabile sul quale Di Carlo conterà anche in futuro.

Terzi – 8,5 – Il capitano si supera per sagacia tattica e tempismo, in una gara nella quale se sbagli ti spennano vivo. Sempre sulla traiettoria dei cross, sempre bravo a capire in anticipo le intenzioni degli avversari. Ci voleva una gara da categoria superiore con un avversario del genere e non fallisce l’appuntamento. Batte uno dei rigori più belli, assolutamente imprendibile. E’ uno dei valori aggiunti più importanti della rosa e non sta tradendo le aspettative.

Migliore – 7,5 – Sono settimane che deve convivere con il mal di schiena, ma le prestazioni di qualità e quantità si susseguono non lasciandolo ad intendere. Dalle sue parti incrocia spesso Salah, ma non ci sono problemi, dinamismo e tenacia non gli mancano e quindi son dolori per tutti gli avversari. C’è poco da aggiungere, insostituibile.

Misic – 7,5 – Con il Vicenza dal primo minuto in posizione centrale, all’Olimpico parte invece da destra, ma in entrambe le occasioni si fa trovare pronto, perché le qualità tecniche non gli mancano, ma nemmeno quelle fisiche e atletiche. La più interessante scoperta di questo periodo, specie per la duttilità che un giocatore dalle sue caratteristiche può rappresentare. Con tutta probabilità lo rivedremo anche nel girone di ritorno.

Brezovec – 7,5 – Al termine della gara è uno dei più scatenati sotto la Curva Nord, tra foto e selfie, come lo era stato per più di un’ora anche sul terreno di gioco. Lotta e combatte con il centrocampo romano, non dimenticandosi di gestire al meglio le geometrie delle ripartenze. Di Carlo lo risparmia per Brescia, un passo avanti nella crescita di un giocatore che può e deve diventare un leader ancor più importante di questa squadra.

Canadjija – 7,5 – Un altro che, piano piano, si sta guadagnando la stima del nuovo mister con la disponibilità e la voglia di mettersi a disposizione con le qualità che gli appartengono. Lo trovi a pressare per tutta la mediana, anche i difensori avversari, sino all’ultimo secondo. Prestazione di alto livello, giocatore con un futuro assicurato.

Situm – 7,5 – Ad un certo punto Maicon deve essersi chiesto chi fosse quel numero 18 che lo faceva correre come un dannato sulla fascia. Una roba da incubo notturno, anche se per coronare al meglio la sua giornata, è mancato il guizzo vincente. Se serviva mettersi in mostra ai massimi livelli, l’obiettivo è raggiunto, ora gli manca di fare il passo più grande, quello di diventare un esterno completo con il vizio del gol.

Catellani – 7,5 – Prestazione di grande abnegazione, non si risparmia, regalando anche giocate di qualità in coppia con Nenè. Sfinito, il mister lo leva dalla contesa prima dei rigori, ma è il primo a correre sotto al Curva. “Rispetto alla gara di San Siro, siamo cresciuti molto come mentalità e livello di squadra, questo successo ci da molto, un’emozione unica” queste le sue parole al termine della sfida dell’Olimpico. Pronto per un girone di ritorno ai livelli dell’anno passato.

Nenè – 8 – Il profumo del grande calcio deve averlo estasiato a tal punto da fargli disputare forse la migliore gara da quando veste la maglia bianca. Da solo tiene impegnata la coppia di difensori centrali giallorossi, sfiorando anche il gol. “Chi non corre non gioca” così disse Di Carlo, così rispose Nenè.

Juande – 7,5 – Prima apparizione dell’era Di Carlo, per mettere la sua sagacia tattica ed il senso della posizione, nonché il palleggio, a disposizione della squadra. Riesce a fare tutto questo con ottima qualità. Batte il rigore in maniera perfetta. Sarà utile per il futuro, perché magari non sarà velocissimo di movimenti, ma è rapido di pensiero e nel calcio talvolta prevalgono i secondi…

Ciurria – 7,5 – Riposa sino al 32′ del s.t., poi rileva Misic per contribuire all’impresa. Si fa notare per un’azione personale che non va a buon fine, ma lo spirito e l’abnegazione sono quelli giusti. Può crescere ancora.

Acampora – 7,5 – Batte il rigore decisivo e lo fa con una freddezza da veterano. Per lui una ventina di minuti per timbrare il cartellino nell’impresa. Poi la corsa ad abbracciare Chichizola e via sotto la Curva.

Mister Di Carlo – 8 – Nell’impresa dell’Olimpico c’è molto di suo, del suo modo di gestire la fase difensiva, con quella densità nella zona centrale del campo, per spingere la Roma verso le fasce laterali e limitarne le penetrazioni centrali. La squadra riesce ora quasi sempre a rimanere molto corta, anche se inevitabilmente in questa partita, più raccolta nella propria metà campo. Ma è stato proprio anche il coraggio di avventurarsi nella metà campo avversaria che ha allentato la pressione dei giallorossi e consentito anche di rendersi pericolosi dalle parti di De Sanctis. A fine gara non può che essere soddisfatto per l’impresa dei suoi che, consente anche di inculcare alla squadra quella massiccia dose di autostima che le gare di Cesena e Trapani, avevano fortemente dissipato. In attesa dei ritocchi di gennaio.

Arbitro Di Bello – 7 – Uno Spezia ai quarti di finale non è il massimo, ma la sua direzione di gara non risente minimamente di questo, tanto che ne risulta una gestione equilibrata delle situazioni di gioco, senza nessun tipo di condizionamento. Bravo.

Tifoseria Spezzina – 10 – In duemila all’Olimpico di martedì alle 14.30, c’è poco da aggiungere, anzi si, la nostra è già una tifoseria da serie A e si merita tutta la gioia di un momento del genere.

Servizio d’ordine romano – 3 – Va bene il Giubileo, va bene le minacce terroristiche, ma chiedere ad una tifoseria di attendere ore per entrare in uno stadio deserto, perdipiù passando tra tre controlli successivi, compreso l’esame delle calzature, è proprio troppo…

Nanni Grazzini – 9 –  Lo abbiamo bacchettato per aver un po’ troppo presto abbandonato a se stesso Nenad Bjelica, ma gli va dato atto che la scelta del nuovo mister è stata azzeccata in pieno. Inoltre si respira di nuovo quell’unità di intenti che è indispensabile per ottenere qualsiasi risultato sportivo e non. Gli abbracci a fine gara tra tutte le componenti e quello virtuale con tutta la tifoseria, sono quello che serviva per ripartire compatti verso l’obiettivo massima serie, immediata o no che sia. Ora c’è il mercato di gennaio, a lui ed all’area tecnica, l’incarico di dare a Di Carlo, il materiale umano giusto per provare a ritornare nelle zone di classifica che ci competono.

Gabriele Volpi – 11 – Undici come i giocatori che scendono in campo nel calcio, undici perché dieci è poco per un Patron che tanto sta facendo per la nostra squadra, ma che soprattutto tanto potrà fare in futuro. Undici perché qualche giorno fa ha di nuovo messo la parola fine alla telenovela Sampdoria, con quel “non la comprerò mai” detto davanti a tutta la squadra che sa di incitamento ad arrivare a competere con loro al più presto. Undici perché ha promesso investimenti a gennaio, per fare sul serio e guadagnarsi l’Olimpico, San Siro o il San Paolo, non solo sporadicamente, ma stabilmente. Buon Natale Presidente!

Enrico Lazzeri – © Riproduzione Riservata
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