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Arsenale: FLPDifesa scrive all’amm. De Giorgi sulle Manutezioni Navali: la città rimanga al turismo

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Martedi 22 dicembre Incontro con il ministro Pinotti

LA SPEZIA – I maggiori rappresentanti del mondo economico e politico locale sono intervenuti su una serie di questioni importantissime per il futuro del nostro territorio: il ruolo e il futuro dell'Arsenale Militare spezzino, la riorganizzazione dei suoi Centri Tecnici (CSSN di San Bartolomeo e il Cima di Aulla) e soprattutto la possibile scelta dell'Arsenale Militare come sede per la demolizione delle unità navali dismesse; in ragione di questi interventi, il sindacato FLP-Difesa ha ritenuto assolutamente prioritario l'invio di una nota al Capo di Stato Maggiore Amm. De Giorgi, per sottolineare con forza la necessità di un urgente incontro con le parti sociali e verificare la riapertura dei confronti ai diversi livelli, a oggi interrotti, al fine di sbloccare le assunzioni del personale civile nella Difesa e impedire che si realizzi quella parte del Libro Bianco, voluto fortemente dal Ministro Pinotti, dove si vorrebbe cedere “rami d'azienda”, incluso il personale civile della Difesa all'Industria Privata interessata alle attività e alle aree militari.
Per dirla con tutta franchezza, noi della FLP dichiariamo comunque di non essere assolutamente d'accordo a destinare queste aree per le demolizioni delle unità navali della Marina Militare, a causa delle problematiche sulla salubrità e sulla sicurezza del lavoro e dell'ambiente.

Riteniamo infatti che tale scelta mal si concilia sia con lo sviluppo delle attività crocieristiche, volte a puntare verso il turismo, compreso quello a caratteristiche militari, sia con la proposta di usare le strutture per la sperimentazione, la ricerca, il collaudo di apparecchiature in collegamento con il Polo Universitario locale e, aggiungiamo noi, sia come potenziale sede di una piattaforma dei mezzi e delle strutture della protezione civile per tutto il nordovest; tutto questo potrebbe essere implementato e potenziato con la scelta di destinare alla Spezia il  “refitting” delle unità navali in dismissione, una volta vendute a Marine straniere.

Per completare il quadro, occorre dire che mentre alla Spezia si è aperto il dibattito, nell’Arsenale di Taranto si sta chiudendo una partita importantissima che vede il territorio ionico e solo quello, destinatario di specifici e ingenti finanziamenti, una parte dei quali (più di 30 milioni di euro) destinati per il prosieguo delle attività legate al Piano Brin di quell'Arsenale Militare, escludendo da questa scelta le strutture spezzine e quelle di Augusta.

L'occasione dell'incontro con il Ministro della Difesa Pinotti, previsto per martedì prossimo, potrebbe essere l'occasione per affrontare anche questi temi, nell'interesse della nostra città e della nostra regione.
                                                                                                
Elio Di Grazia, Segretario Nazionale FLP

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