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Consiglio Regionale di oggi

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Patto di sussidiarietà e giustizia: Progetto “La rete che unisce”
Gianni Pastorino (Rete a sinistra) con un’interrogazione ha ricordato che dal 2012 è attiva  la rete del patto di sussidiarietà e giustizia che, in sinergia tra gli Enti del Terzo Settore, il Ministero della Giustizia e la Regione Liguria, ha l'obiettivo di favorire il controllo sociale e contrastare il rischio di recidiva. Si tratta di attività riconosciute utili dallo stesso Ministero. Il consigliere ricorda che a settembre 2015 è terminata l’annualità di patto di sussidiarietà 2014/2015 e al momento non risulta alcun atto formale per continuare il finanziamento di 250.000 euro annui da parte della Regione. Pastorino ha chiesto, quindi, alla giunta «se intenda  continuare e consolidare percorsi di sostegno all’inclusione sociale affiancando l’amministrazione della giustizia nelle varie forme (PRAP, UEPE, USSM e CGM) e gli enti del Terzo settore; e se intenda   dare continuità al sostentamento del patto di sussidiarietà giustizia progetto “La Rete che unisce” confermando il finanziamento».
Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale che ha confermato la volontà della giunta di proseguire con il progetto e,quindi, con il  relativo finanziamento. Tutto ciò  – ha chiarito l’assessore – sarà oggetto di delibera di giunta il prossimo 23 dicembre. L’assessore ha ribadito la sua attenzione verso il settore.
Soddisfatto Pastorino
 
Nuovo Ospedale Galliera
Salvatore (Mov. 5 Stelle)  illustrato un’interrogazione sottoscritta anche dai colleghi Marco De Ferrari, Alice Salvatore, Fabio Tosi, Gabriele Pisani, Francesco Battistini, Andrea Melis  per conoscere se e quando  intendano valutare il progetto preliminare, il piano economico finanziario e la valutazione degli immobili del progetto del nuovo ospedale Galliera in sede di Commissione e, successivamente, in Consiglio prima della quasi imminente Conferenza dei servizi. Il consigliere ha chiesto inoltre i costi complessivi ed il reale numero dei posti letto progettati nella nuova struttura ospedaliera.
Il consigliere ha ricordato che nelle planimetrie del progetto del secondo lotto, allegate nella delibera  della Giunta regionale n. 286 del 13 marzo 2015, sono raffigurati solo 250 posti letto anziché i 400 previsti al punto 5 della stessa delibera e che il Direttore Generale dell’ospedale Galliera, Adriano Lagostena, in una intervista realizzata da Liguria Business Journal del 16 luglio scorso aveva dichiarato: “Le tappe del processo di costruzione sono definite: a ottobre il progetto preliminare sarà pronto per passare in Conferenza dei servizi che, avendo già approvato quello precedente, non dovrebbe costituire un ostacolo, tra gennaio e febbraio la gara di appalto integrato (progetto definitivo+esecutivo) e tra ottobre e novembre 2016 si conoscerà il nome del vincitore. Da quel momento serviranno circa 48 mesi per completare i lavori.”
Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale che ha innanzitutto chiarito che  gli immobili che il Galliera ha deciso di alienare , ed i cui proventi andranno a cofinanziare la realizzazione del nuovo ospedale, saranno oggetto di una nuova perizia di stima  da parte di tecnici abilitati e che dovranno attualizzare i valori rispetto a quelli che vennero stimati in occasione della redazione del primo progetto preliminare. Ha puntualizzato anche che, contrariamente  quanto stato detto, nella deliberazione  del 13 marzo 2015 non vi sono allegate alcune planimetrie. Per ricostruire le competenze della Regione Liguria, ha quindi  ricordato proprio la delibera  che mantiene l’impianto originario  del progetto  con una riduzione dei volumi e della spesa a 135 milioni di euro e fissa 400 posti letto.. Successivamente alla delibera regionale, l’Ente ha affidato l’incarico a tecnici esterni di  revisionare il progetto preliminare da loro redatto, per adeguarlo alla soluzione adottata. A metà dicembre, secondo quanto detto dall’assessore, l’Ente ha richiesto al Comune di Genova l’indizione della Conferenza di Servizi  la cui seduta referente si terrà presumibilmente entro metà  gennaio. Viale ha ricordato che in tale fase  agli organismi convocati,  fra i quali la Regione Liguria, verrà consegnata  copia del progetto su cui esprimere pareri o rilasciare l’ autorizzazione di competenza. La valutazione del progetto  preliminare del piano economico finanziario  e la valutazione degli immobili che il Galliera ha deciso di alienare , in quanto la fase è esecutiva, non attiene alla competenza del Consiglio regionale  «che – ha puntualizzato l’assessore – si è già espresso  a livello programmatorio con la citata delibera, il  26 marzo 2015».
Salvatore ha criticato il fatto che si lasciano importanti verifiche in mano ai tecnici dello stesso Galliera. Per il consigliere sono necessari ulteriori chiarimenti, prima della conferenza dei servizi.

Futuro del Campus universitario savonese.
Giovanni B. Pastorino (Rete a sinistra) ha presentato un’interrogazione in cui ha chiesto di intervenire della situazione del Campus Universitario di Savona. Il consigliere ha ricordato che la Società SPES S.c.p.A (Provincia di Savona, Comune di Savona, Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Savona, Unione Industriali della Provincia di Savona ed Università degli Studi di Genova)  svolge dal 1992 un’attività di promozione a favore dell’insediamento universitario nella città di Savona, gestisce molte attività progettuali ed operative del Campus Universitario Savonese. «Le Facoltà che hanno scelto Savona per arricchire la loro offerta formativa – ha aggiunto – sono: Ingegneria, Economia, Medicina e Chirurgia, Scienze della Formazione ed esistono master post laurea specialistici di 1° e 2° livello e l’attività universitaria a Savona non è solo circoscritta alla didattica, ma trova, nella presenza di centri di ricerca ed attività imprenditoriali insediate nel Campus, reali opportunità di inserimento nel mondo del lavoro per gli studenti». Tuttavia la Provincia di Savona, a seguito della riduzione della capacità di spesa, legata alla recente riforma delle province, ha messo in vendita recentemente le proprie quote in SPES. Quote che nessuno ha acquistato quindi il contributo annuale che la Provincia di Savona assicurava, circa 150.000 euro, viene messo in dubbio per l’anno a venire.
Per la giunta ha risposto l’assessore alla comunicazione e formazione, Ilaria Cavo che ha detto di essere conscia  delle difficoltà derivanti alla società di gestione Spes Scpa dalla soppressione delle Province e ha quindi manifestato il suo impegno e quello della giunta a rendersi parte attiva nelle funzioni di governance e programmatorie, per difendere, promuovere e sostenere il campus di Savona, tenendo presente che la Regione non può sostituirsi all’università e, in toto, alle funzioni svolte dalla Provincia. «Il campus – ha detto – esprime potenzialità rilevanti non solo per il sistema universitario ligure».  Ha ricordato gli interventi di sostegno del campus da parte della Regione. Ha tra l’altro evidenziato che la Regione sta sostenendo attualmente gli investimenti dei poli universitari decentrati attraverso finanziamenti dedicati a specifici interventi a valer sul programma Attuattivo FSC 2007-2013.  Nell’ultimo periodo il campus savonese risulta aver rafforzato la sua vocazione di ricerca nel settore energetico ambientale anche grazie all’ottenimento di specifici  finanziamenti ministeriali per la realizzazione di infrastrutture di ricerca sperimentale . Il campus sta consolidando la sua posizione di rilievo in ambito nazionale ed internazionale  come centro di competenza e specializzazione nei settori dell’energia sostenibile, delle energie rinnovabili e delle reti energetiche intelligenti. E’ stato quindi riconosciuto e sostenuto dalla Regione l’Istituto  Tecnico Superiore per l’efficienza energetica che, coinvolgendo  istituti scolastici ed imprese, propone un percorso biennale per la formazione di tecnici altamente specializzati nel settore. E a questo sono collegate svariate iniziative.  La Regione, secondo quanto sottolineato dall’assessore,  è intervenuta per sostenere finanziariamente i percorsi biennali dell’Istituto Tecnico superiore  per l’efficienza energetica. In particolare è stato finanziato un corso biennale realizzato presso il campus ed appena terminato con risorse a valere sul Fondo sociale europeo.
Pastorino ha chiesto di acquisire la dettagliata documentazione scritta

Controllare l’inquinamento acustico portuale.
Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha presentato un’interrogazione sottoscritta anche dai colleghi di gruppo, Francesco Battistini , Marco De Ferrari, Andrea Melis,Fabio Tosi e Gabriele Pisani, in cui ha chiesto alla giunta di sollecitare il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Ministero dell’Ambiente affinché licenzino il decreto attuativo relativo alla determinazione “dei criteri di misurazione del rumore emesso da imbarcazioni di qualsiasi natura e della relativa disciplina per il contenimento acustico”.Il consigliere, inoltre ha chiesto «di attivare Arpal per effettuare misurazioni nelle aree portuali con il criterio differenziale nella fascia intermedia tra l’infrastruttura portuale e la zona urbana, visto che appare acclarata la situazione di pericolo alla salute pubblica». Salvatore ha denunciato le rimostranze da parte di numerosi cittadini residenti nelle zone collinari genovesi di Pra’, Palmaro, Pegli e Dinegro (zona prospiciente il Bacino Portuale di Pra’,il Porto Petroli e  il Terminal Traghetti a Dinegro), a La Spezia (presso i quartieri di Pagliari, Canaletto e Fossamastra) e Savona (nel quartiere della Darsena), che denunciano un fortissimo inquinamento acustico derivante dalle attività notturne delle rispettive piattaforme portuali, in particolar modo generato dal rumore battente dei motori delle navi e dalla movimentazione dei TEU.
Per la giunta ha risposto l’assessore all’Ambiente Giacomo Giampedrone il quale ha ribadito che «la giunta promuoverà presso i competenti ministeri le opportune azioni perché il sistema regolatorio sia completato in modo articolato e rispettoso, peraltro nel dovuto equilibrio tra la tutela della salute dei cittadini e garanzia della continuità operativa  delle imprese portuali e del traffico marittimo». L’assessore ha infatti ricordato  che esiste un’assenza regolatoria precisa del tema dell’inquinamento  sonoro portuale. L’area portuale è sostanzialmente vista, dalla normativa comunitaria che si è riflessa su quella nazionale, come un tutt’uno  equiparato ad una zona industriale, mentre è del tutto evidente  che la complessità e varietà delle emittenti sonori di un porto necessiterebbero d un approccio dedicato.
Parzialmente soddisfatta Salvatore che ritiene necessari ulteriori chiarimenti in merito ad un eventuale  – a suo avviso  doveroso – intervento di Arpal.  
 
Situazione occupazionale degli ex Cantieri Navali Rodriguez di Pietra Ligure
Luigi De Vincenzi (PD) ha illustrato un’interrogazione sulla situazione occupazionale degli ex Cantieri Navali Rodriguez di Pietra Ligure e ha chiesto alla giunta in che modo e con quali tempi Regione Liguria intenda intervenire per salvaguardare la continuità occupazionale e il reddito dei 9 operai interessati dai “provvedimenti di mobilità” a carico dei 9 addetti ancora dipendenti della Società, e per far rispettare, ad oggi, gli accordi sottoscritti dal 2007 fra Regione Liguria, Provincia di Savona, Comune di Pietra Ligure, Società Rodriquez Cantieri Navali, Unione Industriali della Provincia di Savona e i rappresentanti sindacali di FIM/CISL, FIOM/CGIL e della R.S.U. Soc. Rodriquez Cantieri Navali S.P.A. di Pietra Ligure “per il superamento delle criticità derivanti dalla trasformazione dei Cantieri Navali di Pietra Ligure”. L’intero progetto, sottoscritto a suo tempo, ha come fondamento non solo la principale salvaguardia degli attuali posti di lavoro, ma è incentrato su un nuovo insediamento produttivo legato all’attività cantieristica. Purtroppo, però, il 16 novembre scorso in un incontro con i sindacati la direzione della Società Intermarine, proprietaria degli ex Cantieri Navali Rodriguez di Pietra Ligure, non ha accettato la richiesta di ritirare i provvedimenti di mobilità.
Per la giunta ha risposto l’assessore al lavoro, Gianni  Berrino, il quale ha chiarito che, nell’ottica del rispetto degli accordi a suo tempo sottoscritti, ha convocato per lo scorso 16 dicembre un incontro, al quale erano presenti, però,  soltanto le organizzazioni sindacali, ma non i Comuni interessati e neppure Intermarine. Berrino ha detto che sembrerebbe esserci la disponibilità ad un nuovo incontro soltanto per gennaio. E l’assessore, quindi, intende riconvocare la riunione per il prossimo mese. Berrino ha quindi spiegato  che Regione Liguria non può «indurre le parti a partecipare ai tavoli», ma ha ribadito l’impegno per la salvaguardia occupazionale de lavoratori. 
De Vincenzi ha sottolineato la necessità di individuare soluzioni, anche per questa fase transitoria.
 
Dissesto Idrogeologico a Montalbano, Comune della Spezia
Francesco Battistini (Mov.5 Stelle) ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del suo gruppo, Alice Salvatore, Andrea Melis, Fabio Tosi, Marco De Ferrari, Gabriele Pisani in cui ha chiesto alla giunta quale cifra sia stata investita dalla Regione Liguria, dal 2011 ad oggi, per la messa in sicurezza del versante della collina di Montalbano e per il ripristino della viabilità e, soprattutto, con quali risultati apprezzabili visto che la situazione rimane assolutamente complessa e grave. Il consigliere, inoltre, ha domandato di intervenire come Regione Liguria, sia dal punto di vista economico, investendo altre risorse sul territorio e, dal punto di vista di indagine geologica e di progettazione per la sistemazione definitiva del versante.
Il consigliere ha ricordato che a seguito degli eventi alluvionali intercorsi tra l’autunno e l’inverno del 2010 il versante collinare in località Montalbano, sito nel comune della Spezia, è stato colpito da gravi eventi franosi che hanno provocato la distruzione di una casa e l’interruzione di tre strade pubbliche.
Per la giunta ha risposto l’assessore alla difesa del suolo Giacomo Giampedrone il quale ha precisato che la questione non è di stretta competenza regionale, ma in passato la vecchia amministrazione regionale se n’era fatta carico, investendo cospicue risorse, dal 2011 in poi, senza però ottenere risultati rilevanti. Ha quindi precisato che questa amministrazione, prima di decidere se farsi carico o meno di problematiche non di sua competenza, intende verificare la situazione, comprendere come sono state spese le risorse e quali progetti sono attuabili. L’amministratore ha quindi precisato che ha già effettuato un  sopralluogo in zona, e che attiverà un tavolo di confronto con il Comune, il Comitato dei Cittadini ed i tecnici regionali per meglio comprendere «come si possa uscire da questa criticità».
Battistini ha chiesto di essere coinvolto nel tavolo

Allarme inquinamento torrente Lerone
Matteo Rosso (Fratelli d'Italia – An) ha presentato  un’interrogazione per sapere se la anomala colorazione del torrente Lerone a Cogoleto sia data dalle forti mareggiate o da qualche versamento dell’ex sito industriale Stoppani. Rosso ha ricordato che le segnalazioni dei cittadini residenti nel Comune di Cogoleto in merito alla colorazione atipica del torrente Lerone hanno fatto scattare l’allarme inquinamento delle falde acquifere e marine della zona. «L’area in questione è vicina all’ex stabilimento Stoppani, in via di demolizione e messa in sicurezza data la pericolosità delle scorie al cromo che ha prodotto durante gli anni in cui la produzione era attiva. Tuttavia – ha concluso Rosso – il fenomeno potrebbe anche essere collegato alle forti mareggiate che hanno interessato recentemente tutto il litorale ligure, in particolare la zona tra Cogoleto e Arenzano».
Per la giunta ha risposto l’assessore alle Infrastrutture, Ambiente e Difesa del suolo Giacomo Giampedrone, il quale ha detto che non risulta alcun sversamento  nel torrente Lerone. Ha quindi chiarito che  sul sito in questione sono in atto le attività volte ad assicurare  la messa in sicurezza di emergenza dell’area . Si precisa anche che nella zona è attivo un impianto per il trattamento delle acque di falda, il cui funzionamento è garantito senza soluzioni di continuità. Ha aggiunto che si mettono in atto tutte le precauzioni possibili per evitare sversamenti.
Rosso ha apprezzato l’attenzione rivolta dalla giunta alla questione.

Ristrutturazione della sede della Croce Rossa di Riccò del Golfo
Michelucci ha esposto ha firmato un’interrogazione, sottoscritta anche da un altro componente del  gruppo, Raffaella Paita (Pd) con la quale ha rilevato che un immobile di proprietà del Comune di Riccò del Golfo è destinato a sede del Comitato locale della Croce Rossa Italiana (C.R.I.) di Riccò del Golfo, ma si trova a pochi metri dall’alveo dal fiume in una zona  classificata dalle carte idrografiche come “rossa”. Al momento, dopo alterne vicende, la bozza di convenzione prevede la ristrutturazione e l’ampliamente dell’immobile esistente. Per procedere all’ampliamento, come spiegato dal consigliere, è necessario chiedere alla Regione Liguria una deroga alla normativa di salvaguardia adottata dalla precedente Giunta regionale. Nell’interrogazione veniva chiesto ha chiesto alla giunta quale decisione intende prendere in merito alla inopportunità di concedere qualsiasi tipo di deroga al progetto, soprattutto dopo l’annuncio della Giunta Regionale che ha proposto di eliminare il Regolamento in deroga per la realizzare di edifici a tre metri di distanza dall’alveo del fiume.
Per la giunta ha risposto l’assessore l’assessore alla Difesa del suolo Giacomo Giampedrone,  «Per quanto riguarda la necessità di rilascio di deroga alla normativa relativa alle fasce di inondabilità dei piani di Bacino, in particolare  la fascia rossa, citata dall’interrogazione, ad oggi non è prevista da parte della giunta regionale, alcuna modifica del regime normativo  delle aree inondabili,  – ha detto –  mentre è in corso l’iter per la modifica della disciplina della fascia di rispetto dei 10 metri  dai corsi d’acqua prevista dal regolamento regionale numero 3 del 2011». Ha precisato: «In ogni caso la verifica della compatibilità dei nuovi interventi con le normative di Piano di bacino è di competenza tecnica degli uffici regionali (Uffici territoriali per la difesa del suolo e delle acque) che la esercitano in piena indipendenza secondo le direttive impartite dalle norme tecniche di settore».

Situazione punto di primo intervento dell’ospedale San Giuseppe di Cairo   Montenotte
Luigi De Vincenzi (Pd) ha illustrato un’interrogazione sottoscritta anche dal collega Giovanni Lunardon per sapere se sia concreto il rischio della possibile chiusura notturna del Punto di Primo Intervento dell’ospedale San Giuseppe di Cairo Montenotte e quali conseguenze deriveranno dalla piena applicazione della direttiva europea 2003/88/CE sulla funzionalità dell’ospedale stesso. Infatti, come ha spiegato il consigliere il 25 novembre 2015 è entrata in vigore la legge 161/2014 che darà piena applicazione alla direttiva europea sull’orario di riposo e di lavoro dei medici e del personale sanitario dipendente, imponendo un tetto massimo di lavoro di 48 ore settimanali con un riposo di 11 ore tra un turno e l’altro. Tale norma diventerà operativa mentre vige il sostanziale blocco delle assunzioni e nell’assenza di un rinnovo contrattuale che riguardi anche le modalità di svolgimento delle attività sanitarie in termini di orari lavorativi. In questa situazione il Punto di Primo Intervento dell’Ospedale di Cairo Montenotte, rischia di essere fortemente penalizzato a causa dell’organico insufficiente. Tale evenienza ridurrebbe oltremodo i diritti dei pazienti e penalizzerebbe ulteriormente la comunità della Valbormida, già danneggiata dall’avvenuto declassamento del Pronto Soccorso a Punto di Primo Intervento e contrasterebbe con il “Patto per la salute”, approvato all’unanimità dalla Conferenza dei Sindaci dei Comuni del Distretto Sociosanitario “Delle Bormide” (settembre 2012), dalla Conferenza dei Sindaci dei Comuni della Provincia di Savona (novembre 2012) e dal Consiglio della Provincia di Savona, che proponeva una strategia precisa ed articolata su tre assi in grado di garantire alla popolazione la predisposizione una efficace rete di soccorso sul territorio, tramite una rete di presidi ospedalieri su base provinciale in cui l’ospedale di Cairo Montenotte veniva considerato irrinunciabile.
Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale ha ricordato le funzioni che svolge l’ospedale di Cairo, in particolare, il Punto di primo intervento e le prestazioni che vengono svolte. L’assessore  ha ribadito il ruolo strategico per la Val Bormida del reparto non escludendo un potenziamento della funzione specialistica a livello ambulatoriale. Per quanto riguarda l’applicazione della direttiva europea sugli orari del personale Viale ha ribadito che la materia non è di competenza regionale e che eventuali deroghe  possono essere definite solo nella contrattazione  collettiva nazionale.
 
Divieto di burqa e niqab negli uffici pubblici
Alessandro Puggioni (Lega Nord Liguria-Salvini) ha presentato un’interrogazione in cui ha chiesto alla giunta di adottare provvedimenti, quali la predisposizione di norme e di circolari, che assicurino la massima efficacia dei controlli di sicurezza interni in tutti gli edifici istituzionali, in tutte le strutture pubbliche, compresi Asl e ospedali, vietando l’occultazione dei connotati fisici dei soggetti che accedono all’interno delle strutture stesse, attuati anche mediante velazione integrale con burqa e niqab. Puggioni ha ricordato i gravissimi attacchi di natura terroristica, verificatisi in Europa , e le minacce di attentato formulate contro il territorio italiano. «In linea con le indicazioni fornite dalle Prefetture e dal Ministero dell’Interno, anche le strutture pubbliche regionali – ha aggiunto – necessitano di elevare gli standard di sicurezza interni per  fornire maggiori garanzie ai dipendenti, agli operatori ed utenti esterni».
Per la giunta ha risposto l’assessore alla sicurezza Sonia Viale che ha precisato: «Non compete alla Regione dare disposizioni in materia di ordine pubblico e sicurezza che appartengono alle competenza dello Stato, tuttavia nell’ambito delle aree di competenza regionale possono essere date  indicazioni  utili al miglior svolgimento delle attività di sicurezza degli operatori e dei pazienti, pertanto non escludo che anche la Regione possa dare indicazioni per quanto riguarda la circolazione delle persone nell’ambito delle strutture sanitarie. E’ allo studio – ha concluso – una circolare per dare indicazioni precise ai direttori, ovviamente sempre nel rispetto dei diritti fondamentali di tutti i cittadini».
Puggioni si è dichiarato soddisfatto.

Più fondi per l’autismo.
Marco De Ferrari (Mov. 5 Stelle) ha  illustrato un’interrogazione sottoscritta anche dai colleghi, Alice Salvatore, Fabio Tosi, Gabriele Pisani, Francesco Battistini, Andrea Melis per sapere come intendano procedere per richiedere, al più presto, i fondi regionali ed europei per garantire i livelli essenziali di assistenza (LEA) ai malati di autismo, che dovevano essere già realtà a dicembre 2014. De Ferrari ha spiegato che nel luglio scorso è stato approvato alla Camera un disegno di legge sull’autismo, composto da sei articoli che promettono interventi efficaci nella diagnosi, cura e trattamento al disturbo: «Purtroppo però la legge,  il ddl  8 luglio 2015 sull’autismo non aggiunge un centesimo in più al budget sanitario e quegli stessi Lea che dovevano essere realtà già lo scorso dicembre ancora oggi devono diventare concreti».
Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale che ha annunciato che il 18 dicembre scorso si è svolto un primo incontro fra medici, Regione e associazioni per «stabilire un percorso comune  che metta al centro le famiglie accompagnandole per tutta la vita e per raccogliere dati sulla situazione».  L’assessore ha condiviso le critiche alla legge nazione in quanto varata senza risorse priva di fondi e ha spiegato che una parte del Fondo sociale europeo potrà essere utilizzata per impostare progetti che vadano incontro alle esigenze delle famiglie. Ha poi chiarito che il Gaslini, in quanto centro di riferimento regionale, sarà una garanzia per avere fondi disponibili per la ricerca.
Deferrari si è dichiarato soddisfatto per la costituzione del tavolo tecnico.
 
Servizio di somministrazione di antiblastici  all’ospedale di Sarzana
Francesco Battistini (Mov.5 Stelle) ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del suo gruppo, Alice Salvatore, Andrea Melis, Fabio Tosi, Marco De Ferrari, Gabriele Pisani con la quale ha rimarcato che presso l’ospedale San Bartolomeo di Sarzana non è stato avviato, ad oggi, il servizio di somministrazione degli antiblastici endovenosi nonostante risultino scaduti i 7 giorni concessi dall’ordine del giorno approvato all’unanimità in Consiglio regionale, nella seduta del 10 novembre 2015, firmato da tutti i presidenti dei gruppi consiliari, che impegnava il Presidente e la Giunta regionale ad assicurare che la ASL5 attivasse, nel più breve tempo possibile e, comunque, non oltre sette giorni dall’approvazione, il punto di accesso previsto per le cure chemioterapiche endovenose all’ospedale San Bartolomeo di Sarzana, oppure a comunicare i motivi che ostacolano questa attivazione ed i tempi necessari per procedere in tal senso, tenendo conto che la tempistica non dovrà, comunque, eccedere i trenta giorni dall’approvazione dell’ordine del giorno. Il consigliere ha chiesto, quindi, alla giunta quali provvedimenti intenda assumere nel caso in cui il servizio non venga attivato nei tempi previsti dall’impegno assunto con l’Ordine del Giorno.
Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale che ha riferito in aula la relazione fornita dalla Asl5 nella quale si ricorda che il day hospital oncologico è in fase di trasferimento dallo stabilimento ospedaliero del Felettino al Sant’Andrea e che, conseguentemente, anche l’Unità di preparazione dei farmaci antiblastici (UFA) verrà smantellata dal Felettino e trasferita al Sant’Andrea. Nella relazione si precisa che è previsto fra il gennaio e il febbraio prossimi l’acquisizione dei farmaci dalla asl 4 e che entro la fine di febbraio la produzione potrà riprendere al Sant’Andrea e , dunque, da allora sarà possibile attivare  presso il San Bartolomeo il servizio di somministrazione dei farmaci  dall’Ufa della Spezia.
Battistini si è dichiarato completamente insoddisfatto della risposta fornita dalla As5 e ha ricordato che in commissione i dirigenti dell’azienda sanitaria avevano annunciato scadenze molto più ravvicinate, cioè i primi giorni di gennaio.
 
Modulo sanitario primo soccorso assegnato alla Regione Liguria.
Angelo Vaccarezza (FI) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche da  Claudio Muzio  (FI) in cui ha chiesto alla giunta chi sia l’attuale assegnatario e l’allocazione del “Modulo di primo soccorso” consegnato alla Regione Liguria e il suo attuale stato di efficienza e le possibilità di utilizzo futuro. Il consigliere ha rilevato che nei mesi di marzo ed aprile 2008, durante gli incontri avvenuti tra il Gruppo Tecnico Interregionale Emergenza Urgenza e i rappresentanti del Dipartimento di Protezione Civile, era stato affrontato il tema dell’assegnazione di risorse da parte del Dipartimento di Protezione Civile alle Regioni, cioè attrezzature logistiche per omogeneizzare il livello di risposta regionale alle maxiemergenze sanitarie territoriali cioè due sale chirurgiche, assegnate alle Regioni Lombardia e Marche, e da quattro “moduli sanitari di primo soccorso”, assegnati alle Regioni Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta ed alla Provincia autonoma di Bolzano, tutte consegnate nel febbraio 2013, quando cioè l’attuale giunta non era ancora in carica.
Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale che ha spiegato che il modulo è stato assegnato all’ospedale San Martino di Genova, in carico al 118, e si compone di due casse con presidi sanitari che vengono periodicamente sottoposti a controlli. Su indicazione del Dipartimento della Protezione civile  il modulo – ha concluso l’assessore – può essere utilizzato dal 118 in caso di gravi calamità.
Vaccarezza ho espresso qualche perplessità sulla gestione passata del Modulo spiegando che, implementando la dotazione con nuove strumentazioni, il moduli potrebbe essere utilizzato più frequentemente.  

Nomine dirigenziali all’ASP-Opere Sociali N.S di Misericordia di Savona
Andrea Melis con un’interrogazione sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, Alice Salvatore, Gabriele Pisani, Marco De Ferrari, Francesco Battistini e Fabio Tosi ha chiesto alla giunta se la nomina a Direttore di un dipendente interno alla ASP Opere Sociali N.S. della Misericordia di Savona, con uno stipendio da dirigente eppure carente del diploma di laurea previsto per legge, non sia contra legem, contraria allo Statuto del 2003 e lesiva dell’interesse legittimo vantato da quei dipendenti, muniti di titolo scolastico conforme a quanto richiesto dalla normativa, a quantomeno partecipare ad un concorso per la posizione dirigenziale in oggetto. Il consigliere ha chiesto, inoltre, chi si farà carico del rimborso degli emolumenti già erogati nei confronti dell’attuale Direttore dell’ASP Savonese, alla luce dell’accoglimento di un eventuale ricorso al TAR da parte di una delle parti lese dalla violazione della normativa statuale che prevede l’obbligatorietà della indizione di un concorso ovvero corso-concorso per la nomina della suddetta figura dirigenziale. Melis ha ricordato che, prima dell’aggiornamento, il vecchio Statuto,  risalente all’anno 2003 prevedeva per la nomina  di  direttore la laurea in giurisprudenza, economia e commercio, scienze politiche ad orientamento economico amministrativo o discipline equipollenti; esperienza almeno triennale maturata nel settore della pubblica amministrazione e dei servizi alla persona e partecipazione a corsi di formazione e di perfezionamento in materie socio sanitarie, assistenziali ed di  gestione del patrimonio.
Per la giunta ha risposto l’assessore  alla salute Sonia Viale si è riservata di rinviare la risposta dopo un adeguato approfondimento sulla questione in quanto, poiché l’interrogazione era giunta agli uffici solo venerdì scorso, non c’era stato il tempo tecnico per acquisire elementi determinanti per chiarire la vicenda.
Melis si è dichiarato disponibile ad attendere ulteriori informazioni.

Assenti: Pisani, Rixi, Tosi e Toti

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