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Rassegna natalizia della sezione spezzina dell’Unione Cattolica Artisti Italiani

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LA SPEZIA – Alla presenza del vescovo diocesano monsignor Luigi Ernesto Palletti è stata inaugurata venerdì 18 dicembre u.s., nella chiesa abbaziale di Santa Maria Assunta, la consueta rassegna natalizia, promossa dalla sezione spezzina dell’Unione Cattolica Artisti Italiani. L’esposizione, visitabile sino al 5 gennaio 2016, comprende dipinti di Rosella Balsano, Guido Barbagli, Luigina Bo, Giuliana Garbusi, Neddi Gianrossi„ Anna Maria Giarizzo, Enrico Imberciadori; Mario Maddaluno, Marisa Marino, Sergio Maucci, Nina Meloni, Pierluigi Morelli, Graziella Mori, M.Pia Pasquali, Marina Passaro, Malia Pescara Di Diana, Maria Luisa Petri, Mirella Raggi, Rosa Maria Santarelli, Maria Rosa Taliercio.

Di seguito il testo dell’intervento di Valerio P.Cremolini, che ha preceduto la benedizione impartita dal vescovo.

La storia di questa chiesa, che accenno rapidamente in questa nota, è strettamente legata a quella della nostra città. Per affrontarla compiutamente occorrerebbe ben più di una conferenza. Già nel 1371 la chiesa primitiva è un piccolo edificio posto al di fuori delle mura che cingevano la città ed è una pertinenza della Pieve di S.Stefano di Marinasco. Nel 1434 è parrocchia; due anni dopo è abbattuta per essere ricostruita nel 1443 nel medesimo sito e consacrata nel 1471. Subirà nuovi interventi con la costruzione nel 1550 del campanile, che nel 1935 sarà sostituito da quello attuale. Altri importanti lavori di restauro vengono eseguiti fra il 1860 e il 1872, anni nei quali la città è interessata ad una massiccia espansione demografica a seguito della costruzione dell’Arsenale.

All’inizio del secolo l’architetto Giuseppe Ferrari d’Orsara, progettista della bella salesiana chiesa di N.S. della Neve, dirige la ristrutturazione interna di Santa Maria Assunta con modifiche innovative.

La chiesa che oggi ammiriamo venne riedificata a seguito dei pesanti bombardamenti del 19 aprile 1943 e consacrata il 20 novembre 1954. La costruzione venne affidata all’architetto Franco Oliva, già progettista nel 1927 della chiesa andata distrutta, di cui sopravvivono le due colonne antistanti il presbiterio, che rappresentano la testimonianza dell’antica costruzione.

I parroci che si sono succeduti dal 1850, gli abati Domenico Battola, Nicolò Filippini, Giovanni Battista Caffarata, Antonio Mori, Giacinto Bertonelli, Dino Viviani e l’attuale abate mons.Ilvo Corniglia, hanno contribuito a  valorizzare la chiesa, che è stata procattedrale sino al 1975.

Al pari di altri edifici sacri in Santa Maria Assunta si concretizza la relazione fra arte e fede, che a noi soci dell’Ucai sta molto a cuore. Celebri artisti, infatti, hanno lasciato mirabili tracce del loro ingegno, con opere che aiutano l’evangelizzazione  e l’educazione alla fede. Accenno, a proposito, una bella iniziativa dello scorso 2014, allorché alcune opere, qui custodite, vennero utilizzate per  richiamare altrettanti misteri del Rosario. La splendida terracotta invetriata di Andrea Della Robbia (1435-1525), intitolata, “Incoronazione della Vergine” venne affiancata al V° Mistero glorioso.

I nostri occhi ammirano, inoltre, testimonianze di Luca Cambiaso (1527-1585), Andrea Semino (1525ca-1594), Aurelio Lomi (1556-1622), Giovanni Battista Casoni (1610-1686), Bartolomeo Guidobono (1654-1709), Giuseppe Palmieri (1674-1740), dell’anonimo scultore piemontese, autore del veneratissimo Crocifisso ligneo del secolo XV, la statua della “Madonna del Carmine” di Carlo Tantardini (1677-1748), quella di San Giuseppe (1942), da non molto assegnato, anche con il contributo di Fabrizio Mismas, agli scultori Umberto De Giovanni e Dario Luisi. Infine, il gruppo ligneo “Madonna con Bambino, San Gaetano e due putti”, attribuito alla prestigiosa scuola genovese di Anton Maria Maragliano (1664-1741), gli affreschi di Luigi Agretti (1877-1937) e le opere di Angiolo Del Santo (1882-1938) e di Guglielmo Carro (1913-2001), autore del portale in bronzo, inaugurato nel dicembre del 1999.

L’elenco non finisce qui. Altri tangibili documenti dell’ingegno artistico sono custoditi nella centralissima chiesa di Santa Maria Assunta, testimonianza della presenza storica del cristianesimo sul territorio spezzino.

“Natale nel segno della misericordia”, titolo della rassegna che oggi inauguriamo, è la 29° mostra natalizia che, ininterrottamente dal 1987, i soci dell’Ucai propongono alla città. Ciò rivela la comune ed apprezzabile riflessione che un gran numero di artisti hanno dedicato e dedicano alla nascita di Gesù. Con papa Francesco accogliamo, vivendo questo nuovo Anno Santo, la sua esortazione a considerare questo Anno Straordinario “dono di grazia” e attraverso la Porta Santa, anzi, le Porte Sante, “scoprire la profondità della misericordia del Padre che tutti accoglie e ad ognuno va incontro personalmente”.

Come già nel Giubileo del 2000, la misericordia di Dio nella missione della Chiesa, allora esaltata anche dall’enciclica “Dives in misericordia” di san Giovanni Paolo II (30/11/1990) continua ad essere protagonista per favorire un mondo davvero migliore e, guardando quanto di drammatico ci circonda, più umano. Così partecipe nel magistero di grandi pontefici, l’arte richiama di continuo “la presenza del divino e la bellezza infinita di Dio”.
“L’arte – con il pensiero di Benedetto XVI – in tutte le sue espressioni, nel momento in cui si confronta con i grandi interrogativi dell’esistenza, con i temi fondamentali da cui deriva il senso del vivere, può assumere una valenza religiosa e trasformarsi in un percorso di profonda riflessione interiore e di spiritualità”.

Quello dell’Ucai della Spezia è un contributo culturale, che compendia le personali e speciali vocazioni di ciascun artista, certamente rivolta anche alla spiritualità, alla morale ed alla solidarietà. È, inoltre, un contributo aperto alla speranza e al servizio di quanti amano non sfuggire al dialogo e all’ascolto.

A lei, Eccellenza,  al parroco monsignor Ilvo Corniglia, che ha accolto senza indugio la nostra richiesta di ospitare la rassegna in Santa Maria Assunta, a don Sergio Lanzola, nostro assistente che ha suggerito la sede di questa collettiva, ai soci che si sono adoperati per l’allestimento, con il testa il presidente Guido Barbagli, a tutti presenti i più affettuosi auguri natalizi.

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