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Il Pagellone | Continuità ed efficacia, Migliore si prende la scena, con Situm e Catellani

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Squadra sotto la Curva a fine gara – Foto Patrizio Moretti 

Il più continuo della gara con il Como è sicuramente l'esterno sinistro, sempre attivo e pericoloso, bene anche Situm, anche se poco concreto, e Catellani quando subentra

Chichizola – 6 – Cerca di far quel che può in occasione del gol subito provando l’uscita disperata. Per il resto si può veramente parlare di ordinaria amministrazione, ma la fa bene senza rischiare nulla. Incolpevole.

Martic – 6 – Così e così il primo tempo, con alti e bassi, più continuo e pericoloso nel secondo tempo, quando trova il modo anche di impegnare Scuffet in una difficile deviazione a terra. Un po’ “nervoso” nelle giocate, in occasione del gol di Bessa, non riesce a tenere il passo del centrocampista nel contropiede vincente. Altalenante.

Postigo – 6 – Anche per il difensore spagnolo una partita tra alti e bassi, perché se è pur vero che si fa beffare in un paio di occasioni, con la squadra però sbilanciata a dismisura in avanti, in almeno altrettante occasioni diventa decisivo, sbrogliando situazioni scabrose. Segnerebbe anche un gol, ma in posizione di fuorigioco. Incostante.

Terzi – 6 – Reduce da innumerevoli gare consecutive, il Capitano soffre un po’ la stanchezza e risulta meno concreto del solito, anche a dare manforte alla fase offensiva. Ciò nonostante, errori gravi non ne fa, facendosi anche sentire nelle mischie in area sui calci piazzati. Stremato.

Migliore – 7 – Anche per lui le partite consecutive sono tante, ma sembra avere riserve infinite da come interpreta la gara a ritmi altissimi. Sempre propositivo, ma attento anche in fase difensiva, fonte inesauribile di iniziative, con Situm, sulla fascia sinistra. Inesauribile.

Misic – 5,5 – Deve sacrificarsi sulla fascia destra, come già fatto a Roma, tuttavia questa volta sono veramente tanti gli errori di misura che commette, specie quando deve cercare i compagni in area di rigore. Va meglio quando viene spostato in posizione centrale, ma possiede le qualità per incidere in maniera differente. Impreciso.

Canadjija – 6 – Non è in perfette condizioni fisiche, ma cerca di arginare il centrocampo avversario come può. Riesce comunque a sfoderare una prestazione sufficiente.

Juande – 5,5 – Nel giro di pochi giorni parte titolare in entrambe le occasioni ed inevitabilmente ne risente dal punto di vista fisico. Di Carlo vorrebbe ritmi alti, lui ci prova, ma non è la giornata giusta per riuscirci con continuità. In affanno.

Situm – 6,5 – Anche lui ormai sembra viaggiare con la bombola di ossigeno di riserva. Corre, dribbla, crossa, magari non sempre in maniera positiva, magari non sempre con lucidità, ma con invidiabile costanza. Mette una palla eccellente per la testa di Nenè che la spreca. Per completarsi deve trovare il modo di calciare di più e meglio a rete, ma Di Carlo ne siamo certi, ci lavorerà già nel prossimo periodo. Stakanovista.

Nenè – 6 – Risolleva la sua prestazione andandosi a procurare e poi a realizzare il rigore del pareggio, ma ha il rammarico di aver sciupato un paio di ghiottissime occasioni davanti alla porta, specie quella ad inizio ripresa che avrebbe fatto prendere al match una direzione diversa. Sembra in debito di ossigeno dopo aver battagliato per 120 minuti all’Olimpico. Sciupone.

Calaiò – 5,5 – Anche per lui qualche problema fisico, lo si nota soprattutto dal fatto che non riesce ad aiutare la squadra in fase difensiva come dovrebbe. Qualche buona giocata ed un paio di conclusioni a rete, ma per essere decisivo deve salire di tono. Appannato.

Catellani – 6,5 – Come sempre accade quando entra dalla panchina, non si risparmia nemmeno per un secondo, sempre a tavoletta, pure troppo. Certo è che da una gran vivacità al reparto offensivo e soprattutto spariglia la staticità della coppia Nenè-Calaiò, troppo appannata per essere decisiva. Dovrebbe battere lui il penalty, ma Nenè insiste per andare sul dischetto, sarà per la prossima volta. Forsennato.

Azzi – s.v. – Eppur si muove… Finalmente in campo e nemmeno male tutto sommato, visto che si procura anche un rigore che però Rapuano si rifiuta di assegnare. Da rivedere.

Rossi – s.v. – Fugace apparizione finale per colpire di testa in Curva.

Mister Di Carlo – 6,5 – Con quello che ha a disposizione in questo periodo di partite continue, la striscia positiva che inanella è già tanta manna, considerato poi che la gara di ieri con un po’ più di attenzione si poteva portare a casa. Gli viene a mancare anche Ciurria all’ultimo istante e deve chiedere gli straordinari a Misic, per poi provare anche Azzi. Semmai si può discutere il fatto che Brezovec non sia entrato nemmeno un minuto, ma c’è anche la partita di Ascoli. La coperta in questo momento, comunque la si rigiri, è corta, tra acciacchi, stanchezza e qualche limite da colmare con il mercato di gennaio. Ora ad Ascoli, con la formazione già in testa, sempre che non si presentino altri problemi fisici.

Arbitro Rapuano – 5 – Il regolamento dice che si ci sono tre rigori a favore di una squadra, devono essere assegnati, senza aver timore di essere troppo di parte. Giusto assegnare quello sul tiro di Nenè, ma c’è fallo di mano al limite anche sulla girata di Nenè, mentre Azzi viene steso poco dentro l’area da Manzoni. Nel primo tempo fischia un fuorigioco inesistente a Nenè che il guardialinee sbandiera solo dopo il suo fischio. Non sbaglia molto altro, anche se ha il cartellino facile, ma già tre errori non sono pochi.

Enrico Lazzeri – © Riproduzione Riservata
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