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Un anno in Unione | Benifei: Bilancio di Mandato 2015

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«Credo che sia dovere di noi eletti a cariche istituzionali – dichiara Brando Benifei – fornire rendiconti regolari delle attività che svolgiamo, dei risultati ottenuti e delle principali questioni di cui ci occupiamo. Ho quindi deciso di inviare il mio bilancio di attività come europarlamentare per l'anno 2015, con una sintesi delle mie attività sul territorio, delle conferenze e delle iniziative pubbliche a cui ho partecipato e che ho promosso, delle relazioni, le risoluzioni e le interrogazioni che ho presentato e sottoscritto, e dei miei interventi in parlamento e alcune statistiche sulle mie presenze e sulla mia produttività parlamentare. Nell'occasione desidero rivolgere a te e ai tuoi cari un augurio sentito di Buone Feste e l'auspicio che l'anno che sta per iniziare sia sereno e proficuo.»

Brando Benifei

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Opinione sulla relazione legislativa sull'accesso di mercato ai servizi portuali e sulla trasparenza finanziaria dei porti
In Europa ci sono un totale di 1.200 porti marittimi, che contribuiscono direttamente e indirettamente alla creazione di occupazione, attirano investimenti stranieri e trainano la crescita della nostra economia. In totale i porti rappresentano 3 milioni di posti di lavoro. L’Unione europea, al fine di modernizzare i servizi e le operazioni portuali e migliorare le condizioni per favorire gli investimenti nel settore, sta aggiornando la sua legislazione in materia con un nuovo Regolamento che, vista la sua importanza strategica, è oggetto di discussione ormai da alcuni anni. Come relatore per il Gruppo dei Socialisti e Democratici, mi sono occupato del Parere al Regolamento redatto dalla Commissione occupazione e affari sociali (EMPL) del Parlamento europeo, focalizzata sugli aspetti legati all’organizzazione del lavoro all’interno dei porti; la liberalizzazione di alcuni servizi; la sicurezza e la salute dei lavoratori. Pur essendosi conclusa la fase legislativa all’interno della Commissione EMPL, il lavoro è ancora in pieno divenire: sto seguendo da vicino le attività in Commissione Trasporti in preparazione del voto finale in plenaria. Il nostro paese ha fortissimi interessi in questo ambito, ed è essenziale che l’esito delle discussioni sul Regolamento europeo si intersechino in maniera sinergica con quanto il nostro Governo sta portando avanti sul fronte del Piano Strategico Nazionale della Portualità e della Logistica, una priorità assoluta per la modernizzazione dell’Italia e il suo rilancio economico. 

Rapporto di Iniziativa commissione occupazione su inclusione sociale e l'integrazione nel mercato del lavoro dei rifugiati
Il tema dell’integrazione dei rifugiati nel mercato del lavoro è centrale al dibattito sia nazionale che europeo. La crisi dei rifugiati sta mettendo seriamente alla prova la capacità dei governi di trovare risposte legislative, e misure pratiche, in grado di gestire l’afflusso di centinaia di migliaia di persone, in fuga da situazioni disperate ai nostri confini. La Commissione Occupazione e affari sociali al Parlamento europeo (EMPL) mi ha affidato il delicato compito di redigere una relazione sul tema, al fine di presentare gli strumenti europei e le risorse finanziarie a disposizione degli stati, degli enti locali, dei cittadini europei e dei rifugiati e richiedenti asilo per far fronte a questa situazione eccezionale.
La relazione, si prefiggerà l’obiettivo di analizzare e diffondere le migliori pratiche disponibili per quanto riguarda l’inclusione e l’integrazione sociale dei rifugiati nel mercato del lavoro europeo; evidenziare e denunciare situazioni di mala gestione e di sfruttamento irregolare dei migranti e richiedenti asilo; presentare suggerimenti al legislatore europeo e nazionale su come meglio gestire il problema che, se visto in un’ottica di medio e lungo periodo, può essere considerato come un’opportunità per la nostra società e la nostra economia.

LE ATTIVITA' NEL PARLAMENTO
www.europarl.europa.eu/meps/it/124867/BRANDO_BENIFEI_home.html

INTERGRUPPO DISABILITA'
È passato circa un anno da quando sono stato eletto vicepresidente per il gruppo S&D dell’Intergruppo sulle disabilità. In questo periodo personalmente ho lavorato soprattutto su due ambiti: da una parte l’accessibilità del mercato unico digitale e l’inclusività sociale delle trasformazioni legate alla digitalizzazione, dall’altra una maggiore inclusione dei giovani con disabilità nei programmi europei per l’educazione, la formazione e l’inserimento nel mercato del lavoro.
L’Intergruppo nel suo complesso ha portato avanti una grande opera di sensibilizzazione verso gli stakeholders, incoraggiando la Commissione Europea a ridare priorità ai temi contenuti nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, e favorendo nei paesi membri e nelle istituzioni UE l’adozione trasversale di un atteggiamento rispettoso dei diritti legati alla disabilità. Intanto è proseguito l’impegno per esprimere una posizione sulle “Concluding Observations” pubblicate dalla Commissione UN e indirizzate all’UE sullo stato di implementazione della UNCRPD; e va ricordato che la Commissione Europea ha finalmente pubblicato la proposta di “Accessibility Act”, che abbiamo lungamente invocato e atteso e sulla quale interverremo nel ruolo di co-legislatori. Le nostre lotte, però, sono state indirizzate anche verso l’adattamento inclusivo della normativa esistente e la ratifica di quella “ad hoc”: abbiamo chiesto che il Consiglio sblocchi i dossier relativi al Trattato di Marrakech e alla Direttiva sull’Accessibilità dei Siti Web degli Enti Pubblici.
Chiediamo inoltre che nel processo legato al Semestre Europeo avvenga un decisivo cambio di rotta con l’inserimento di raccomandazioni di tipo sociale nelle Country Specific Recommendations e a tal proposito tenteremo di proporre una risoluzione del Parlamento Europeo contro i tagli nella spesa pubblica che penalizzano le persone con disabilità; ancora, promuoviamo una battaglia culturale a favore invece di servizi alla persona radicati sul territorio e ritagliati sulle esigenze del singolo, promuoviamo investimenti in sistemi educativi inclusivi, e abbiamo avviato una grande riflessione sulla “trasportabilità” dei diritti fra un paese e l’altro.
Niente di tutto questo sarebbe possibile senza il supporto critico delle moltissime persone con disabilità, nonché delle loro associazioni, che ho incontrato in questo anno e alle quali voglio rivolgere un pensiero speciale e grato.

LA GARANZIA GIOVANI
La garanzia giovani è ormai una realtà, e anche una soddisfazione, perché si tratta di una misura adottata anche partendo da un’iniziativa del mio partito, il Partito socialista europeo, e di YES, i Giovani socialisti europei. 
Un ringraziamento deve andare anche all’ex Commissario Andor, che si è impegnato personalmente in un contesto difficile per questa misura.
Per tale ragione ho chiesto alla Commissione di rafforzare gli strumenti di monitoraggio, dell’implementazione della Youth Guarantee negli Stati Membri.
Non possiamo accettare che quanto faticosamente ottenuto in sede europea vada poi a impantanarsi a livello dell’implementazione nazionale. È un lusso che i giovani d’Europa non si possono permettere. Come anche altri colleghi hanno detto, ritengo inoltre fondamentale allargare la base disponibile di risorse e portare gradualmente l’estensione della garanzia fino ai trent’anni.
I giovani in Europa sono sicuramente la generazione più mobile ed è quindi importante completare la mobilità della forza lavoro, a maggior ragione per i giovani perché è una condizione base del funzionamento del mercato unico.
Alla luce di tutto ció ho chiesto alla nuova Commissione di farsi promotrice di misure che vadano a sostegno della mobilità dei giovani lavoratori europei, per esempio relativamente ai diritti pensionistici. La mia esperienza di giovane europeo è quella per cui si costruisce un’ Europa più giusta e più unita dando la possibilità ai giovani europei di lavorare in tutta Europa mettendoli in contatto e dando loro la possibilità di trovare un lavoro e di avere una speranza per un futuro migliore. La Commissione ha oggi un’enorme responsabilità, così come questo Parlamento.

IMPRENDITORIA SOCIALE
Nella relazione sull’imprenditoria sociale, l’innovazione sociale e la lotta alla disoccupazione che ho potuto seguire come relatore per il mio gruppo, abbiamo inserito importanti indicazioni per il futuro; è essenziale, sostenere le imprese dell’economia sociale nel raggiungere tali obiettivi, data la loro migliore capacità di conservare i posti di lavoro durante la crisi e di crearne di nuovi. 
Dobbiamo batterci affinché i fondi dell’Unione siano erogati in maniera più efficace e raggiungano davvero chi ne ha bisogno sul territorio. Dobbiamo vigilare che anche i gruppi più esclusi dal mercato del lavoro, in particolare le persone con disabilità, siano raggiunte e garantite nella loro inclusione. Nella relazione abbiamo chiarito la necessità di un pieno ed equo accesso agli appalti da parte delle imprese sociali.
In alcuni paesi come l’Italia, ma non solo, è proprio il movimento cooperativo che sta facendo una mobilitazione di massa, con petizioni e proposte di legge per contrastare abusi, vicende di sfruttamento e perfino vicende criminali nel mondo dell’economia sociale, proprio perché nella storia e nei valori del movimento cooperativo internazionale, il contrasto a chi sfrutta i lavoratori danneggia la società. Credo che di ciò vada dato merito, se ne debba ricordare, vada valorizzato e non denigrato.
In conclusione, voglio dire che il mercato del lavoro in Europa sta cambiando rapidamente, reagendo e adattandosi alle sfide demografiche delle innovazioni in campo tecnologico. È impossibile e forse anche inutile opporsi a tutto ciò, ma è nostro compito fare in modo che tale cambiamento non sia fatto a scapito della protezione dei diritti sociali fondamentali che rendono il modello sociale europeo unico al mondo e rappresentano la condizione di base per un’economia equa e sostenibile per il futuro.
Gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti & Democratici al Parlamento europeo

22 MILIONI PER LA LIGURIA ALLUVIONATA
Durante la seduta del Parlamento Europeo del 7 luglio abbiamo approvato l’attivazione del Fondo di Solidarietà per riparare i danni delle terribili alluvioni dell’autunno 2014. Alla Liguria è andata la quota maggiore di fondi, 22 milioni di euro. Si tratta di risorse fondamentali e di una misura importante di vicinanza dell’Europa al territorio per la quale, insieme ai colleghi Briano e Cofferati, lo scorso novembre avevamo presentato un’interrogazione sugli strumenti comunitari per la lotta al dissesto idrogeologico.

OCCUPAZIONE GIOVANILE
Il Parlamento ha fatto un gioco di squadra con la Commissione e il Consiglio nell’approvare la modifica al regolamento FSE, permettendo così lo sblocco di risorse per gli Stati in tempi record. È giunto però ora il momento di produrre risultati, di lanciare i programmi e superare in modo definitivo gli ostacoli.
Non si tratta solo di un problema di natura finanziaria, però. Innanzitutto bisognerà risolvere grossi problemi legati a un eccesso di burocrazia nella registrazione ai programmi sia per i giovani sia per le aziende, i partner che vorrebbero associarsi. Inoltre sarà essenziale potenziare l’aspetto della comunicazione riguardo a questi programmi, che è ad oggi assolutamente insufficiente. Tanti ragazzi, soprattutto quelli che più ne hanno bisogno, non conoscono nemmeno l’esistenza della garanzia per giovani e dell’iniziativa per l’occupazione giovanile.
Questo è francamente assurdo.
Dobbiamo cambiare la marcia in fretta. Bisogna aumentare gli sforzi affinché i giovani ricevano offerte di qualità, impedendo il rischio che questi strumenti diventino un’anticamera alla precarietà o addirittura uno strumento di sfruttamento. Tutto ciò va portato avanti dagli Stati membri, con l’aiuto della Commissione e con la vigilanza del Parlamento. Essi devono essere all’altezza di una sfida che può definire o costare le sorti di un’intera generazione.
L’iniziativa a favore dell’occupazione giovanile da sola non è in grado di creare nuovi posti di lavoro. Non esistono bacchette magiche: a fianco dell’utilizzo rapido ed efficiente di tutte le risorse offerte dall’Unione serve associare una politica di crescita dell’economia che passi dagli investimenti in settori strategici. In sostanza serve quindi una politica industriale europea, la capacità di distribuire reddito in un’Unione ancora troppo marchiata dalle disuguaglianze per lasciare un futuro migliore alle prossime generazioni.

Ruolo dell' UE nel processo di pace in Medio Oriente
A un anno di distanza, dalla discussione sul riconoscimento dello Stato di Palestina da parte di Stati membri dell’Unione europea, la leadership palestinese è debole, Israele ha un nuovo governo, il governo più a destra di sempre, anche se devo ricordare positivamente il coraggioso piano proposto da Erik Bahr e la fortunata esperienza della joint Arab
List e abbiamo la situazione a Gaza, sempre più disastrosa sia per chi ci vive sia per le prospettive di sicurezza di Israele e della regione.
L’Unione può svolgere un ruolo fondamentale, il Parlamento la sostiene pienamente nel compiere tutti gli sforzi necessari di concerto con Ferdinando Gentilini, seguendo le indicazioni emerse dalle conclusioni del Consiglio dello scorso 20 luglio, attraverso un processo multilaterale che coinvolga tutti gli attori regionali. La pace, la sicurezza
e la stabilità sono i nostri obiettivi e possiamo raggiungerli con azioni da parte nostra che tengano insieme con intelligenza i principi e la difesa dei diritti umani. 

Stato delle relazioni tra UE e Russia
Critichiamo la Russia governata da Putin per tutte le ragioni elencate nella relazione Landsbergis. Come Unione europea non possiamo permetterci infatti di accettare con leggerezza la violazione del principio di integrità territoriale di cui vittima è stata l’Ucraina e sul quale si basa l’equilibrio mondiale. In questo senso, la Russia deve dimostrare la volontà di rispettare l’accordo di Minsk, volontà tuttora largamente mancante.
Si è conclusa, purtroppo con un sostanziale nulla di fatto, la conferenza quinquennale di revisione del trattato di non proliferazione nucleare, un tema troppo spesso ignorato. Anche in quest’occasione si è assistito a un pesante scambio di accuse tra delegazione statunitense e quella russa. Ecco, io credo fortemente che il miglioramento dei rapporti tra Russia e Unione europea debba anche necessariamente passare dal tema del nucleare. Pensiamo all’importante ruolo che la Russia gioca nei negoziati con l’Iran, giunti nella loro fase cruciale.
La ricostruzione di un rapporto durevole di amicizia e rispetto reciproco con il popolo russo, dunque, è fondamentale anche per questioni di sicurezza globale.
La ripresa del dialogo e dell’azione diplomatica deve trovare l’Unione europea protagonista, nonostante l’ultima deprecabile vicenda della lista nera, contro la quale sono state prese anche le mele marce.

Situazione nelle aree di conflitto
Molte aree del mondo, alcune vicinissime a noi, sono afflitte da guerre, instabilità, violazione dei diritti. L’Europa ha il dovere di occuparsene. Per questo sono tra i firmatari di alcune mozioni che riguardano crisi molto delicate nello scenario internazionale, come la preoccupante situazione in Ucraina e, in particolare, in Crimea (1), l’instabilità in Egitto e la doverosa preoccupazione sullo stato dei diritti umani in quell’area (2) e, infine, il riconoscimento dello Stato di Palestina (3).

http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+MOTION+P8-RC-2015-0008+0+DOC+XML+V0//IT
http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+MOTION+P8-RC-2015-0012+0+DOC+XML+V0//IT
http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+MOTION+P8-RC-2014-0277+0+DOC+XML+V0//IT


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