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Comitato Portuale | Federici e Ruggia: «Vogliamo un waterfront con meno cemento a terra e senza ulteriore consumo di mare»

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"Ci sono già soluzioni buone e rapide per consolidare e rafforzare i flussi crocieristici"

LA SPEZIA – A seguito della riunione odierna del Comitato Portuale il sindaco della Spezia e Presidente della Provincia Massimo Federici e il vicesindaco del Comune della Spezia Cristiano Ruggia dichiarano quanto segue:

“Il turismo è fondamentale per lo sviluppo della città e, proprio per questo, il nuovo waterfront deve essere pensato all’insegna della qualità architettonica e di una dimensione di vivibilità e benessere. I vecchi progetti che prevedevano l’edificazione di massicci volumi sono figli di una visione superata.

Da tempo abbiamo maturato pertanto la convinzione, che continueremo a sostenere in ogni sede, di un superamento della costruzione di un nuovo molo su Calata Paita e del raddrizzamento del Molo Italia. Di qui il voto di oggi in Comitato Portuale.

La soluzione c’è già: l’approdo di due navi da crociera sul Molo Garibaldi. E l’utilizzo di una parte di Calata Paita, nell’ipotesi i di una crescita degli arrivi, tema su cui voglio avviare un approfondimento con le compagnie.

I tre accosti, dunque, si possono ottenere senza giganteschi e invasivi interventi, senza nuovi interramenti e, per di più, in tempi brevissimi rispetto a quelli indefiniti per la realizzazione del nuovo accosto e il raddrizzamento del Molo Italia.
Non bisogna dimenticare che il Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del Mare ha stabilito che per l'ambito portuale 5 è necessario verificare ulteriormente la necessità della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e questo solo dopo il pronunciamento del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che potrebbe classificare tale intervento come “variante” attivando un meccanismo molto lungo. Il rischio concreto dunque è allungare indefinitamente i tempi, tenendo bloccate, in gran parte, risorse che potrebbero essere facilmente usate per opere di urbanizzazione primarie, come ad esempio illuminazione pubblica e servizi su Calata Paita.

La nostra posizione è chiara: soluzioni buone e rapide per consolidare e rafforzare i flussi crocieristici e un waterfront come volano di attrazione per turisti e luogo da vivere per tutti i cittadini.

Un waterfront con volumi drasticamente ridimensionati: via i grattacieli, via qualsiasi previsione residenziale e apertura verso alberghi e funzioni che rendano fruibile questo grande spazio riconquistato sul mare durante tutte le ore della giornata. Il waterfront come una nuova porzione della città, rispettoso del suo impianto urbanistico, e non luogo separato, in piena coerenza con il Piano Urbanistico Comunale che, grazie a un importante percorso partecipativo, ha già avuto ampia condivisione e forte apprezzamento. Dunque: volumi edilizi bassi a ridotto impatto visuale; continuità degli spazi verdi come quelli su Passeggiata Morin con il prolungamento dei giardini pubblici su Viale Italia; priorità alle funzioni pubbliche, a partire da una grande piazza affacciata sul mare. E significa non stravolgere inutilmente un elemento identitario fortissimo come Molo Italia.

Oggi alle città è richiesta la capacità di saper cogliere le diverse opportunità di crescita che l’evolversi dei tempi propone. Per questo abbiamo espresso contrarietà ad un tipo di intervento irreversibile, capace solo di pregiudicare possibilità future.”.

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