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Treni Cinque Terre | Pecunia: «Un disastro senza precedenti»

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Fabrizia Pecunia, Consigliere comunale del Comune di Riomaggiore, Gruppo “Partecipazione e Trasparenza”.

RIOMAGGIORE – «La “metropolitana leggera” imposta da Regione e Trenitalia ha di fatto isolato le Cinque Terre dal resto del mondo e peggiorato ulteriormente un servizio che risultava già inefficiente.

Tutto questo di fronte ad Amministrazioni locali che sono riuscite a prendere una posizione netta ed unitaria solo a cose fatte.

Una decisione incomprensibile assunta in assenza di confronto con le comunità interessate e senza valutare le conseguenze per i residenti e per l’economia di uno dei territori più conosciuti al mondo.

Oggi non solo vediamo ridotto il numero di treni, per es nelle stazioni di Riomaggiore e Monterosso, ma i tempi di viaggio per raggiungere mete che vanno oltre Levanto e Migliarina si sono allungati a dismisura a causa dei ritardi – inevitabili – e dell’obbligo di cambio treno.

Gli studenti non hanno più i treni per il rientro. I pendolari devono necessariamente riutilizzare l’auto.
Si tratta di una interruzione di pubblico servizio che riguarda tutta la riviera e arriva fino a Sarzana, in quanto anche queste località adesso non sono più collegate direttamente alle Cinque Terre.

Ci siamo fatti attrarre dalla prospettiva di avere più treni a diposizione per alimentare il turismo di massa senza considerare le conseguenze e nemmeno le reali necessità.

Se vogliamo tracciare per le Cinque Terre una strada sostenibile, il punto di partenza è l’analisi dei flussi. Il monitoraggio degli accessi è fondamentale per poter distribuire sul territorio i visitatori e dare loro l’opportunità di godere della nostra offerta turistica.

Contestualmente dobbiamo adeguare le stazioni e renderle più sicure. Sui binari delle Cinque Terre oggi si rischia la vita e il portafoglio.

A fronte di tutti questi disagi, l’aumento del prezzo del biglietto risulta incomprensibile e mette a serio rischio il sistema economico locale. Un danno non solo per la provincia della Spezia, ma per tutta la Liguria.

La sopravvivenza delle Cinque Terre è legata ad un equilibrio fragile, tra uomo e natura, costantemente a rischio. Le Cinque Terre rappresentano un patrimonio da difendere a livello nazionale, una finestra dalla quale tutto il mondo ci guarda. Un’opportunità che non sappiamo cogliere.

Servono interventi infrastrutturali importanti, un monitoraggio vero dei flussi, agevolazioni a favore del turismo di qualità, controlli seri volti ad arginare l’abusivismo – in particolare delle guide turistiche. Servono amministrazioni locali unite ed autorevoli.

Questa volta non ci fermeremo, se non verremo ascoltati siamo disposti ad occupare il Consiglio regionale, a scendere sui binari e a denunciare Trenitalia per interruzione di pubblico servizio. Dobbiamo portare all’attenzione del Governo questa situazione grottesca.

Ricordiamoci che la via dell’Amore, la strada più conosciuta al mondo, è chiusa da anni nell’indifferenza generale ed è usata solo come mero strumento di sterile polemica da miopi amministratori locali.»

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