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“Le malattie trasmissibili ed i flussi migratori: rischio sanitario reale o virtuale?”

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LA SPEZIA – E' forte nell'immaginario collettivo il timore relativo alla possibile importazione di malattie contagiose collegato al fenomeno delle migrazioni di massa che sta caratterizzando questo periodo storico e che coinvolge direttamente il nostro paese.

Per questo motivo, per capire se ciò che è percepito come rischio sia in realtà tale, il Lions Club Colli Spezzini ed il Soropthimist Club La Spezia, con il sostegno e la partecipazione di tutti i Lions Clubs della provincia spezzina hanno organizzato il convegno "Le malattie trasmissibili ed i flussi migratori: rischio sanitario reale o virtuale?".
Il convegno si terrà il 6 febbraio 2016 presso il Circolo Ufficiali della Marina Militare, viale Italia, 2 La Spezia con inizio ore 10.

Il convegno si prefigge di fornire informazioni oggettive sulla salute dei migranti e sull'impatto che il fenomeno migrazione ha nel coinvolgere direttamente un'ampia gamma di aspetti della vita quotidiana sia dei soggetti migranti che della popolazione. Queste informazioni saranno fornite da relatori (vedesi programma allegato) molto qualificati appartenenti al mondo politico-istituzionale , sanitario e del volontariato coinvolti direttamente nella gestione della sorveglianza e della verifica dello stato di salute di tutte quelle persone che per diversi motivi si trovano nella condizioni di migrante.

In questo modo è ipotizzabile che fornire corrette informazioni basate su dati epidemiologici, di sorveglianza sanitaria, di evidenze scientifiche, di esperienza sul campo, possa essere utile per comprendere, pur nella complessità delle diverse situazioni individuali legate al sesso ed all'età, alla provenienza, ai mezzi utilizzati e alle vie seguite, la reale possibilità che chi affronta questi viaggi, seppur individui sani, si possa ammalare durante il viaggio o durante la permanenza nel paese di accoglienza e da qui l'evidenza che offrire controlli e sorveglianza sanitaria così come assistenza e cure a chi arriva non solo è un atto umanitario ma anche un modo per tutelare la comunità che li accoglie.

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