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Paita: “Palmaria come Capri? Toti tenga giù le mani da questo parco naturale e patrimonio dell’umanità”

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Raffaella Paita, capogruppo del Partito Democratico in Regione Liguria.

GENOVA – “Il recupero dell'Isola Palmaria a usi civili è stata un’impegnativa azione intrapresa dalla Giunta regionale di cui ho fatto parte, d’intesa con l’amministrazione comunale di Porto Venere e il sindaco Massimo Nardini. Avendo conosciuto ormai lo stile del centrodestra che guida la Regione Liguria, non ci sorprende il fatto che considerino come loro risultato un iter che praticamente è già stato definito, ma ci preoccupano, più che altro, le strane idee che stanno circolando sul futuro dell’isola Palmaria. Cosa significa che Toti vuol farla diventare come Capri? Purtroppo abbiamo imparato a conoscere l’idiosincrasia del governatore per le aree verdi, ma vorrei ricordare che la Palmaria è un Parco naturale inserito tra i Patrimoni dell’umanità dell’Unesco. Si respira uno strano clima intorno a questa vicenda e viste le prime dichiarazioni rilasciate da Toti, credo proprio che sia il caso di opporre un no preventivo alla sua proposta; una sorta di avviso ai naviganti per dire chiaramente che con la Palmaria non si può scherzare. Se penso a quante energie e a quanti anni sono stati impiegati per demolire il mostruoso “scheletrone”, mi vengono i brividi al solo pensiero che oggi Toti potrebbe ricoprire l’isola di cemento, grazie al Piano Casa approvato dalla sua Giunta. La Palmaria è un delicato e prezioso bene ambientale e, come le Cinque Terre, è il modello di un turismo di qualità e di pregio; pertanto vanno recuperate le strutture esistenti con un’attenzione e una cura proprie dei siti e dei luoghi molto particolari. Onestamente penso esattamente a un modello opposto a quello di Capri, che consenta di godere delle bellezze ambientali, delle escursioni e delle funzioni pubbliche che verranno individuate nell'arco di tutto l'anno. Da questo momento vigileremo per evitare che questo patrimonio venga deturpato, magari per favorire qualche strana speculazione edilizia”.

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