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Lavoratori Metis, Rosso (FdI): “Caso analogo a vicenda KaVo”

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Matteo Rosso, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Liguria, ha presentato in consiglio un’interrogazione sul futuro dei 15 dipendenti della società, che gestisce il call center Iren con sede a Genova Campi, e che, senza preavviso, a gennaio, si sono trovati con i centralini disattivati. 

GENOVA – «Ritengo che tutte le istituzioni debbano attivarsi per tutelare i posti di lavoro esistenti e per arginare questa brutta abitudine che pare stia prendendo campo tra alcune aziende cioè di chiudere ‘a sorpresa’ e senza comunicazione alcuna nelle sedi competenti». Così interviene Matteo Rosso, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Liguria, che questa mattina ha presentato un’interrogazione urgente all’assessore Berrino in merito ai quindici lavoratori della Metis che, senza preavviso, a gennaio, recandosi al lavoro, hanno trovato i centralini del proprio call center staccati. Alla Metis è stato affidato dalla società Onc di Milano il progetto call center Iren. «Analogamente a quanto è capitato di recente agli operai della Kavo Promedi di Nervi – ha spiegato Rosso – anche questi lavoratori si sono ritrovati, dall’oggi al domani, impossibilitati nello svolgimento del proprio lavoro, con le chiavi d’acceso personali per i computer disattivate. Ricordiamo che 8 su 15 lavoratori della Metis di Genova sono categorie svantaggiate e quindi la loro situazione si prospetta ancora più delicata. Il timore dei lavoratori Metis è che il loro ruolo venga assegnato ad altri, in particolare dalla Gsp, realtà che nel milanese si occupa dell’inserimento nel mondo del lavoro dei detenuti e che potrebbe trasferirlo alla casa circondariale di Opera a Milano. Genova non può permettersi di perdere altri posti di lavoro e come istituzioni abbiamo il dovere di tutelare gli esistenti».

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