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Chiusura del corso di Ingegneria Nautica

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Intervento di Confindustria

LA SPEZIA – E’ giusto che la città si mobiliti per difendere il proprio Polo Universitario e Confindustria La Spezia condivide tutte le preoccupazioni emerse circa il futuro del corso di Ingegneria Nautica e rilancia.

Il rischio che Ingegneria Nautica chiuda per mancanza di personale docente è un rischio reale, dichiara Francesca Cozzani, Presidente di Confindustria La Spezia, ma in realtà il rischio è molto più grande, perché nel caso chiudesse quel corso, anche gli altri verrebbero a morire, non potendo il Polo Universitario garantire più il numero minimo di allievi. E non solo, anche i corsi di Ingegneria Navale a Genova e Trieste soffrono della stessa problematica, quindi tutta la filiera della cantieristica italiana rischia di trovarsi nel giro di pochi anni con carenza di ingegneri. E si tratta di corsi di assoluta eccellenza nel panorama mondiale della formazione universitaria. La doverosa azione di spending review a livello centrale non può più essere fatta col sistema dei tagli lineari, è urgente che siano i più selettivi possibile per evitare di tagliare le spese, come queste sull’alta formazione, di maggiore rilevanza strategica per il futuro sia dei giovani che dell’industria.

L’ultima riforma universitaria è già costata molto al Polo di Spezia: ha causato la perdita dei corsi di Informatica, perché dipendenti da un Ateneo fuori regione (tra l’altro con l’innovativa specializzazione in Sicurezza Informatica di grande interesse per le aziende) nonché  la chiusura di Meccatronica, per mancanza di requisiti numerici, proprio quando le aziende meccaniche sono sempre più spinte ad aumentare la funzionalità dei propri prodotti integrandovi intelligenza artificiale.

Riteniamo che questo momento di difficoltà debba costituire l’occasione per cercare una soluzione stabile ai problemi del nostro Polo, traguardando magari anche altri obiettivi. Ricordiamoci che il progetto di avere a Spezia un Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Navale con indirizzo Militare, aperto a civili e militari, rimane un’importante aspettativa per la Marina Militare e contribuirebbe a dare una risposta ancora più mirata alla nostra cantieristica, in particolare a Fincantieri.

La soluzione stabile ci sarà, a nostro avviso, allorquando Genova accetterà di fare del Polo un distaccamento del proprio Ateneo, alla pari di quanto ha fatto a Savona, mentre la città potrebbe finalizzare meglio le proprie risorse nel finanziare le docenze, e in particolare quelle del nuovo Corso Magistrale. Ricordiamoci che questo corso vedrebbe la presenza di tutti gli Ufficiali del Genio Navale della Marina Militare, che non sarebbero più distribuiti su tre diversi atenei, garantendo quindi un più sicuro successo dell’iniziativa. Esso sarebbe strategico al fine di creare sinergie col Distretto Ligure delle Tecnologie Marine, con il CSSN e tutte le aziende della cantieristica e navalmeccanica.

Auspichiamo una maggiore sensibilità alle problematiche del Polo da parte del Ministero e dello stesso Ateneo, e che il Protocollo d’Intesa già sottoscritto tra gli Enti sul nuovo Corso Magistrale possa avere seguito, dando certezze al nostro Polo, alle nostre aziende e ai nostri giovani.

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