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Il commento | La meglio gioventù

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Gennaro Acampora – Foto Patrizio Moretti 

Tante volte abbiamo sentito questa frase: “rischiano di bruciarli”, una frase che dovrebbe essere abolita senza se e senza ma da questo sport, figlia di quella paura lancinante di “non fare risultato” che ha finito per bruciare, in questo si, tanti giovani

LA SPEZIA – L’amichevole disputata ieri tra la nazionale Under 21 allenata da Gigi Di Biagio, e la nazionale B Italia (terminata 5-2 a favore dell’Under 21, ndr), e di cui hanno fatto parte gli aquilotti Vignali ed Acampora tra le file della B Italia, è stato un piccolo spot per tutto il panorama calcistico italiano. Certo, le luci dei riflettori non erano quelle che illuminano settimanalmente i più grandi palcoscenici della serie A, eppure la serie B si dimostra sempre più un motore fondamentale per dare energia, domani, a quelle luci.

Un movimento calcistico intero ha bisogno di giovani con personalità, all’altezza dal punto di vista mentale oltre che tecnico, e farli giocare, lanciarli senza più paura di sbagliare o di “bruciarli”, pare essere la soluzione senz’altro migliore.

Tante volte abbiamo sentito questa frase: “rischiano di bruciarli”, una frase che dovrebbe essere abolita senza se e senza ma da questo sport, figlia di quella paura lancinante di “non fare risultato” a tutti i livelli, un timore che per troppi anni ha finito per bruciare, in questo si, tanti giovani mai veramente lanciati nel panorama che conta. Anche e soprattutto sotto pressione, emerge il giovane più forte e le sue qualità.

Oggi, la linea sembra decisamente e fortunatamente cambiata. Puntare sui giovani non solo per dar fiato ai conti di ogni società, che sui ragazzi hanno un costo di gestione relativamente basso e possono, al contempo, fruttare denari indispensabili in futuro, ma anche e soprattutto al fine di risollevare dallamediocrità nel quale si è infilato da anni il calcio italiano. Serve piùspensieratezza, più coraggio, ed anche perché no, più orgoglio e spirito di appartenenza. Ingredienti indispensabili che c’erano prima, e che devono tornare con basi solide adesso.

Un tempo, solo alcuni settori giovanili si dimostravano veramente all’avanguardia e lanciavano giovani interessanti, tra questi, per decenni hanno fatto la voce grossa ilTorino, l’Atalanta, la Fiorentina, l’Empoli, senza scomodare le grandi società. Oggi, il sistema ha tutto il potenziale per essere maggiormente stratificato, in lungo e in largo nella penisola, e Spezia a tal proposito ne è una piacevole conferma.Occorre però continuare ad investire nei settori giovanili quei pochi, ma fondamentali spiccioli. Da qui dipende il futuro di questo sport nel nostro Paese, solo da qui.

Tornando all’amichevole di ieri, molti erano i giocatori della cadetteria presenti tra le due formazioni, precisamente 34 su 41, segno di un’annata particolarmente interessante all’interno proprio del campionato di B. Da qualche anno, lo Spezia è tra le formazioni che più rifornisce le varie nazionali di categoria, altro segno evidente della crescita di tutto il settore giovanile bianco; crescita che ancora promette faville, sotto la guida di uomini preparati dal punto di vista tecnico e dirigenziale, sulle linee di una programmazione seria anno per anno. L’auspicio è che quella ventilata “riduzione del budget” non vada ad intaccare questo settorestrategico per avere, poi, meno sprechi nei conti della prima squadra. Ecco dove non si dovrà smettere di investire, se si vuole continuare a dare un senso pieno e compiuto al nuovo e meraviglioso Ferdeghini.

A margine della gara il mister della B Italia, Massimo Piscedda, ha voluto sottolineare il valore di partite come questa: “Al di là del risultato c’è grande orgoglio nel vedere in campo 34 ragazzi che giocano in B e che stanno dimostrando di avere grandi qualità. Alcuni di loro possono già ambire a categorie superiori e devono solo continuare a lavorare come stanno facendo, ma anche avere qualcuno che punti su di loro. Il nostro lavoro ci rende orgogliosi specie grazie a queste partite in cui tutti possono mettersi in mostra e crescere dal punto di vista umano oltre che professionale”.
Vignali ed Acampora sono soltanto gli ultimi due aquilotti presenti a testa alta.

Dennis Maggiani – © Riproduzione Riservata
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