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Libertà di coscienza e diritti dei bambini

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Masia Roberto Luciano, Sinistra Unita per il Socialismo Europeo

LA SPEZIA – A volte per squallidi calcoli o tattiche politiche di basso cabotaggio, a volte per compiacimenti verso stati esteri, spesso per concessioni a fasce elettorali ferme al medioevo, oppure semplicemente per non decidere, i dirigenti dei partiti politici indicano, seppur legittimamente, ai gruppi parlamentari la libertà di coscienza nel far votare i provvedimenti legislativi.

Ricordato che per i parlamentari la libertà di coscienza, anche senza indicazione alcuna, è già possibilità di voto sancita dalla Costituzione (ci mancherebbe che si vota contro coscienza), che, insieme al non vincolo di mandato li tutela nell’esercizio delle proprie funzioni in qualità di rappresentanti non solo di chi li ha votati ma di tutta la nazione (insomma il parlamentare deve guardare l’interesse generale e non solo quello della propria base elettorale).

E, tenuto conto che la libertà di coscienza emerge solitamente quando si discute su “temi etici” o di “diritti civili”, era inevitabile che sul D.L. Cirinnà, che dopo decenni di interminabili discussioni e rinvii finalmente giunge all’approdo finale (?) in Parlamento, sarebbe uscita questa opzione.

Però, come si concilia la libertà di coscienza con il riconoscimento dei diritti negati ai bambini?

In questo caso quelli dei minori che dopo aver subito il trauma del decesso del proprio genitore biologico vengono allontanati dalla famiglia in cui sono vissuti, privati della genitorialità del compagno/a del defunto e privati del rapporto parentale con gli altri membri della famiglia del cogenitore, compreso il rapporto di fratellanza instauratasi con i figli dell’altro genitore?

Perchè di questo  tratta la tanto criticata Step Child Adoption,  riconoscere i diritti di questi bambini ad una continuità non solo affettiva ma anche di cura e attenzione, naturalmente il tutto codificato come già previsto dalle  norme vigenti in materia di adozioni e non certo per soddisfare l'egoismo del genitore superstite che vuole adottare il figliastro rimasto orfano.

Pertanto, tenuto conto che tra le possibili conseguenze della libertà di coscienza, si presenta il rischio di respingimento o stralcio di parte del testo del disegno di legge, sancendo in modo definitivo la discriminazione e la diversità dei bambini cresciuti all’interno di una coppia omosessuale, l’auspicio diventa che prevalga comunque nelle decisioni dei singoli la responsabilità civica generale in modo da addivenire (sanando il vuoto normativo attuale) concretamente al riconoscimento dei diritti di tutti i bambini, senza discriminazione alcuna.

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