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Piazza Verdi, necessari passo indietro e soluzione urgente

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di Marco Ursano

LA SPEZIA – A questo punto, vista la sentenza del TAR arrivata ieri, l'unica alternativa seria per non trasformare la vicenda di Piazza Verdi in una debacle totale per la città, è un passo indietro da parte del Sindaco Federici e dell'Amministrazione tutta, intesa come quel corpo di politici e tecnici che da almemo due anni hanno elaborato e applicato la strategia dell'accanimento terapeutico, rivelatasi poi un autogol clamoroso. Con franchezza il sindaco Federici ieri ha ammesso, tramite comunicato stampa ufficiale, che il Comune ha perso su tutta la linea; per poi aggiungere che comunque “l’Amministrazione sta già valutando le iniziative da intraprendere sia sul piano tecnico-operativo che giuridico-legale, guidati esclusivamente dal prioritario obiettivo di rendere fruibile Piazza Verdi. Sarà quindi la tempistica a determinare le scelte più opportune che effettueremo già dalle prossime ore. Nel frattempo, in assenza di ulteriori provvedimenti, i lavori andranno avanti”.

Cosa significa? Quali lavori vanno avanti? Quelli delle corsie laterali per gli autobus, già bituminate e cementificate alla rinfusa per rattoppare la pavimentazione che ha ceduto sotto il peso dei mezzi? Questa è la parte più disgraziata del progetto Buren, avversata anche dai suoi sostenitori. Il pericolo degli autobus accanto alle uscite delle scuole è oggettivo ed è incredibile che il tema del transito trasporto pubblico sia stato affrontato in questo modo dai progettisti. Di altro, non sembra possa andare avanti più niente, perchè la sentenza dice che va ripristinato il verde e tutelati I reperti. Quindi, I famosi portali colorati, peraltro ordinati dal comune che ha già preparato gli scavi, non ci possono più stare. A meno che il Comune continui con la sua politica muscolare verso tutto e tutti e decida di ricorrere al Consiglio di Stato. Sarebbero altri mesi di stop, di danno alle attività produttive che insistono sull'area (che di danni ne hanno già avuti anche troppi) e all'immagine della città, tanto più che ci avviciniamo alla stagione estiva. Se ne faccia una ragione il Sindaco: il trascinarsi della vicenda, la piazza bloccata, le sciagurate corsie degli autobus, nel corso del tempo hanno eroso anche I consensi di quei cittadini che si erano schierati a favore e rafforzato le ragioni degli oppositori. Ad oggi, parrebbe difficile smentire l'assunto che la maggioranza degli spezzini vuole che la vicenda sia chiusa al più preso ed in modo più indolore. In altre parole, la gente non ne può più di assistere a questo balletto legale tra enti e vedere la piazza massacrata da un cantiere perenne, con tutti I disagi relativi.

Bisogna trovare, quindi, una via di uscita. Lo richiedono il rispetto dell'interesse civico ed il buon senso. Il Comune, invece di alambiccarsi in altre improbabili strategie, dovrebbe, a nostro modesto avviso, fare due cose. Modificare e alleggerire il progetto, individuando nuove linee guida improntate alla semplicità e sobrietà, attraverso un confronto pubblico e aperto con I cittadini e coinvolgendo le professionalità del settore presenti in città. E' chiaro a tutti che Piazza Verdi non potrà essere più come prima, con buona pace di quelli che hanno nostalgia dei pini e delle macchine in tripla fila. Può ancora diventare, però, una piazza funzionale ai cittadini ed alle attività commerciali. Siamo consapevoli che servirebbe un progetto più complessivo e di respiro, che peraltro il Comune non ha mai messo in campo, che investa obiettivi, modi e tempi della pedonalizzazione del centro storico. Compito, quest'ultimo, da affidare però alla nuova giunta che uscirà dalle elezioni del 2017. A questa, si chiede di mettere una pezza dignitosa e il meno costosa possibile in termini di disagi e soldi pubblici. C'è un problema di urgenza che va affrontato e risolto. Altro punto: trovare un accordo con Buren e Vannetti di uscita onorevole, anche qui limitando I danni. Intendiamoci, I progettisti hanno tutte le ragioni: hanno vinto un bando regolare e sicuramente ricevuto, anche loro, un danno dallo svolgimento della vicenda. Si tratta di mettersi ad un tavolo e trovare un accordo, augurandosi di riuscire a smorzare le eventuali rigidità. Questo è quanto. Salvare il salvabile, e in fretta. Per come si sono trascinati gli eventi, non sembrano esserci altre prospettive. Si trovino gli strumenti legali e operativi, e si faccia. C'è bisogno di uno sforzo collettivo, che preveda anche un notevole abbassamento di toni. A partire dal Sindaco Federici e dall'Amministrazione.

Marco Ursano

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