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Pd: “Bruzzone tuteli l’onore del consiglio che presiede e avvii un’inchiesta su De Paoli”

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GENOVA – “Il presidente Bruzzone non deve tutelare la sua maggioranza, ma l’onorabilità del Consiglio regionale che rappresenta: quindi assuma tutti i provvedimenti necessari nei confronti del consigliere De Paoli e avvii formalmente un’inchiesta”. A chiederlo è il Gruppo del Partito Democratico in Regione Liguria, in merito alla notizia della dipendente regionale che avrebbe sentito con le proprie orecchie la frase “indegna e incommentabile” pronunciata De Paoli sui figli omosessuali. Una testimonianza – inviata alcuni giorni fa per mail a Bruzzone ma di cui nessuno sapeva nulla – che si aggiunge a quella delle associazioni del coordinamento Rainbow. E così, di fronte a questa novità, la capogruppo del Pd invierà una lettera a Bruzzone per chiedere che sia fatta chiarezza.

“Vista la gravità di quelle frasi e, a maggior ragione, dopo quest’ultima testimonianza – dicono i consiglieri regionali Partito Democratico – chiediamo che sia avviata un’inchiesta sulla vicenda. Il presidente Bruzzone ormai non può più fare finta di niente, soprattutto a fronte del fatto che oggi risulta chiaro a tutti che lui sapeva com’erano andate le cose e non ha preso provvedimenti. Esprimiamo poi piena solidarietà alla dipendente regionale che con grande coraggio sta aiutando tutti a ristabilire la verità di quanto accaduto”.

Nella lettera che verrà indirizzata a Bruzzone la capogruppo Pd sottolinea come questa nuova testimonianza “confermerebbe la frase poi parzialmente smentita dal consigliere De Paoli”. E così “alla luce di questo nuovo fatto, di cui sottolineo i consiglieri non erano a conoscenza” si precisa nella missiva “ritengo non possa essere ulteriormente rinviato un approfondimento. In particolare – conclude la capogruppo del Pd nella sua lettera al presidente del Consiglio regionale – considerate le dichiarazioni omofobe come ‘un fatto di eccezionale gravità’ le chiedo, presidente, di procedere al più presto, facendo tutti gli accertamenti opportuni, incontrando prima di tutto la dipendente regionale, che si è rivolta spontaneamente a Lei per essere ascoltata al fine di applicare tutte le sanzioni e gli atti conseguenti previsti dai regolamenti regionali”.

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