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Verso il Lanciano | Guardia alta e un comune vessillo bianco

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Per tenere alta la tensione positiva sugli spalti, la curva Ferrovia lancia in queste ore un accurato appello a tutti i settori dello stadio: portare con sé qualunque tipo di vessillo bianco, qualcosa che oggi dovrà essere ben visibile e tangibile

LA SPEZIA – “Ogni allenatore chiede di giocare per vincere, e cosi sarà anche oggi a La Spezia..”.
E’ un Primo Maragliulo molto sicuro di sé e della propria squadra, quello che in conferenza stampa lancia propositi ben chiari a 24 ore dalla sfida del Picco.
Certo, ci permettiamo di notare come quella frase indichi una bugia di fondo generale, nel contesto di campionati come questi; a dispetto del calcio parlato di fronte a penne e taccuini, non sarà affatto improbabile trovare unLanciano arroccato davanti alla propria difesa, intento a portare via anche quelpunticino che, nell’ottica della loro classifica, peserebbe come oro dopo le due ultime vittorie consecutive.

Lo Spezia deve augurarsi il contrario, ossia, sperare di trovarsi di fronte una squadra mentalmente libera, disposta a giocarsi davvero le proprie carte, col conseguente rischio di concedere qualche spazio importante nel quale la qualità del nuovo Spezia dovrà fare la differenza.
La farà, se saprà sfruttare ancora una volta quelle qualità del gioco “verticaleimposte fin da subito da Mimmo Di Carlo. Qualità che si stanno sviluppando sulla base di una condizione fisica ritrovata, un credo e un’idea sulle quali si è rifondata la fiducia di un intera squadra.
Perché non c’è gioco verticale efficace senza “gamba“.

Spezia e Lanciano sarà sfida tra due squadra in salute, riemerse quasi improvvisamente da recenti stati di crisi; i ragazzi di Maragliulo vengono come detto da due vittorie consecutive e pare abbiano trovato, in casa, giocatori giovani in grado di sopperire alle cessioni eccellenti del mercato di gennaio.

Lo Spezia viene invece da cinque risultati utili consecutivi e, dopo tanto tempo, riassapora profumi dolcissimi di alta classifica.
Mancherà lo squalificato Calaiò, ma sono segnalati in grandissima forma sia Nenèche Catellani, probabilmente destinati ad una staffetta, e comunque entrambi in grado di regalare una spinta importante alle nuove ambizioni aquilotti.
Due giocatori con caratteristiche diverse tra loro, ma assolutamente da sfruttare da qui a maggio. Tocca a loro dare un segno preciso di forma e vitalità, dopo aver trascinato, con le dovute proporzioni e il rispettivo peso specifico, la squadra dello scorso anno.
Due giocatori che in questa categoria devono assolutamente incidere, seppure in modo discontinuo.
In difesa tornerà Postigo accanto a Terzi, mentre a centrocampo ci sarà l’imbarazzo della scelta, anche se sembra arrivato il momento giusto per lanciareSciaudone e Pulzetti dal primo minuto, accanto ad Errasti.

E poi, come sempre ed ancor più in questi momenti, sarà fondamentale una spinta da parte di quella ruota della fortuna che, nelle prossime settimane, guiderà ogni palla sporca, ogni ribattuta, ogni palla da fermo, ogni decisione arbitrale. Se anche questo fattore riuscirà finalmente a sorridere a questa squadra, i punti pesanti in saccoccia varranno doppio.
Perché sarà in partite meno brillanti e più scorbutiche, che dagli episodi potrà arrivare una spinta in più di incredibile importanza. Una dose di fortuna andrà pure cercata, ovvio, ed in questo lo Spezia dovrà essere “cattivo” al massimo.

Nello specifico, però, sarà fondamentale non abbassare la concentrazione, soprattutto adesso che veniamo da una partita stimolante ed emotivamente intensacome quella contro il Livorno. Alcune importanti prove di maturità dipendono anche da questi passaggi.

A tal proposito, per tenere alta la tensione positiva sugli spalti, la curva Ferrovialancia in queste ore un accurato appello a tutti i settori dello stadio: portare con sé qualunque tipo di vessillo bianco, che si tratti di una sciarpa o di una bandiera, poco importa, purché si tratti di qualsiasi cosa che richiami i nostri colori e la nostraappartenenza, qualcosa che domani dovrà essere ben visibile e tangibile.
Che richiami un’identità precisa, da riaffermare nel modo più caldo possibile. Uno stadio colorato di bianco, un anticipo di primavera del tifo che dovrà portarci, anch’esso, in alto e possibilmente all’unisono coi ragazzi in campo. Il famoso “amalgama” ambientale.

Perché ci si rialza anche cosi, riappropriandoci delle piccole cose che fanno colore e partecipazione, in un Picco che dovrà essere caldo a sufficienza per sfruttare, al massimo, il vento in poppa di un entusiasmo riacciuffato e che risponde al nome di “play-off“.
Un posto al sole da difendere con i denti, possibilmente in settemila.

Dennis Maggiani – © Riproduzione Riservata
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