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L’altra metà del PD di S. Stefano di Magra conta su Paola Sisti

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SANTO STEFANO MAGRA – Il Partito Democratico di S. Stefano, nella figura del suo segretario, ha deciso di seguire la strada della rottura e dell'interpretazione a proprio piacimento delle regole statutarie, per affrontare i nodi legati alla divisione interna.

Il racconto comparso sui quotidiani è clamorosamente di parte e non corrispondente alla realtà.
Se rompere il silenzio come dice LA PSEUDO MAGGIORANZA significa mistificare la realtà e continuare a fare giochetti di basso profilo pur di non affrontare il percorso delle primarie è chiaro che le reazioni sono conseguenti.
La realtà che denunciamo è che il PD di S. Stefano  non esiste!!!!! La maggioranza che si autodefinisce tale non esiste! L’organismo statutario che dovrebbe governare il partito è esattamente spaccato in due parti di fatto uguali (14 componenti di maggioranza e 13 di minoranza).

La realtà è che, il nostro statuto nazionale ed il regolamento prevedono  dei percorsi precisi da compiere in caso di un sindaco a fine dei due mandati, per favorire la candidatura di chiunque voglia  candidarsi per ricoprire il ruolo di primo cittadino, se ha il sostegno di almeno il 10% dei componenti l’Assemblea comunale o del  3% degli iscritti. ( Art 18  Statuto Nazionale PD).

In tema di alleati, riteniamo che un Partito serio, che affronta il tema della coalizione debba partire dal trattare con rispetto i partiti fuori dal PD che dovrebbero costruire un’alleanza di centro/sinistra.
Assistiamo invece ad un balletto poco serio che utilizza gli alleati a correnti alterne a seconda delle proprie esigenze di parte e non di Partito. 

Prima attraverso l’accordo con gli alleati prova ad evitare le primarie, dopo, di fronte alla mancanza di un accordo ufficiale, legato sia a percorsi di autonomia che prova a fare la sinistra, sia a  situazioni di imbarazzo provocate dalla divisione interna al PD, utilizza il loro legittimo “attendismo” per evitare ancora le primarie.
L’appello al buon senso è fuori luogo rispetto a chi continua a “giocare” su un tema tanto delicato quanto il governo del territorio. Occorre parlare di programmi e di contenuti cercando di capire se il modello da seguire è quello della continuità piuttosto che quello della discontinuità.

I tanti temi “caldi” del Comune di S. Stefano, dalla viabilità, alle scuole, ai bisogni dei cittadini nel quotidiano devono trovare un luogo di elaborazione! L’attuale Amministrazione, ritiene di essere l’unica possibile protagonista del futuro santostefanese e non è disponibile  a nessun tipo di confronto arrivando a negare quello che è risaputo ormai da anni: la scelta del candidato a sindaco è stata compiuta molti anni fa,  in piena autonomia e senza condivisione in “segrete stanze”, ed oggi si prova a raccontare che la Messora dovrebbe sciogliere un nodo che di fatto non è mai esistito.
La realtà è che quella della Messora non è l’unica candidatura e strumentalmente non si apre il partito ad un sereno e serio confronto, perché nella mente del “potere costituito” non sono previsti ostacoli, non debbono esistere intralci di alcun tipo, alla realizzazione di un progetto di continuità che salvaguardi posti e rendite di posizione ai soliti noti.
La crudezza del linguaggio di questo comunicato, di certo non fa bene al PD santostefanese, né ai suoi elettori ma “obtorto collo” è ormai  necessario di fronte all'irragionevole immobilismo del segretario del partito.

Salvatore Stelitano, rappresentante autorevole del Pd santostefanese, investe sulla figura di Paola Sisti come unica possibile candidatura per la prossima Amministrazione.
“Ritengo che Paola, per la sua storia, per la coerenza che ha dimostrato in questi anni, per l’idea che ha della politica come servizio ai cittadini, per l’amore che prova per questa nostra comunità possa rappresentare la giusta sintesi per gran parte della comunità santostefanese.
La conosco profondamente, so che ama moltissimo il suo lavoro di funzionario delle Dogane, ma so anche che è pronta a mettere in discussione la sua carriera professionale, per aiutare il nostro territorio a trovare una nuova dimensione ed un nuovo futuro.

Sono grato e come me molti altri cittadini ede elettori e/o simpatizzanti del mio Partito, della sua disponibilità e chiedo al Segretario Colombo di aprire le porte di VIA ROMA 36 per affrontare seriamente e serenamente un percorso come quello delle primarie per dimostrare ai cittadini di S. Stefano che il nostro partito è un grande partito maturo, capace di parlare alla comunità senza aver paura di utilizzare le procedure democratiche che sono scritte nel suo Dna. Quelle stesse che hanno permesso a Renzi di diventarne il leader e che ad oggi sono l’unica possibilità di redimere una divisione interna che rischia di assumere contorni ALTRIMENTI grotteschi. 

La metà del PD di S. Stefano di Magra

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