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PD: “La maggioranza ha distrutto le norme vigenti in materia di commercio solo per aprire Esselunga a Genova”

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I consiglieri regionali del Pd Raffaella Paita, Giovanni Lunardon e Juri Michelucci.

GENOVA – Altro che difesa del piccolo commercio o pluralità dei grandi marchi per agevolare la concorrenza, questa mattina il presidente Toti ha detto chiaramente qual è l’unico obiettivo della legge sul commercio approvata dalla sua Giunta: portare Esselunga a Genova. Un risultato che si poteva ottenere tranquillamente senza distruggere le leggi esistenti in materia di commercio, senza rimuovere il divieto di insediamento per i centri commerciali di grande e media superficie nelle aree urbane di pregio e senza togliere ai Comuni la possibilità di decidere dove insediare la grande distribuzione: insomma senza fare danni, come invece è avvenuto. Anzi, se l’obiettivo primario di Toti era questo avrebbe fatto prima a proporsi come commerciale di Esselunga, invece di fare il presidente della Regione Liguria. Senza contare che, dopo due mesi in cui l’assessore Rixi, in Commissione e sui media, ha provato a difendere – in piena solitudine ma a spada tratta – un provvedimento che scontentava praticamente la totalità dei soggetti interessati sostenendo che si trattava di una legge a favore del piccolo commercio, la sortita di Toti ha stracciato il velo di ipocrisia che nascondeva i veri intenti di questa norma. Adesso sappiamo esattamente cosa c’era dietro. E non possiamo fare altro che esprimere piena solidarietà a Rixi che è stata sbugiardato in Consiglio regionale davanti a tutti. Questo provvedimento del centrodestra non solo non aiuta il commercio ligure, ma lo danneggia pesantemente. Il fatto di favorire centri commerciali ovunque, combinato con il recente Piano Casa, rischia di avere come effetto il tombamento della regione.

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