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“Cuore d’oro silenzio d’argento” al Teatro Dialma Ruggiero

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LA SPEZIA – Sabato 27 febbraio alle 21.15 la storica compagnia spezzina sarà in scena con “Cuore d’oro silenzio d’argento” scritto e diretto da Marco Balma, da un idea del ricercatore Gianni Neri.
In apertura il Professore Paolo Galantini, Co-Presidente del Comitato Provinciale Unitario della Resistenza della Spezia, introdurrà la serata. In scena all’Auditorium del Dialma Ruggiero verrà ripercorsa la vita di Dante Castellucci, il Comandante Partigiano Facio, dalla sua nascita in un paesino calabrese alla morte ad Adelano di Zeri nel Luglio del 1944 per mano dei suoi stessi compagni di battaglia a causa di una falsa accusa di furto.
 
“Di molteplici capacità artistiche, violinista, poeta, pittore, romanziere, drammaturgo e attore – racconta Balma –  nella sua pur breve vita, Facio ha attraversato la recente storia d’Italia legandosi a nomi importanti quali quello della famiglia Cervi,  della famiglia Sarzi Madidini e alla memorabile battaglia del lago Santo. Ringrazio per la collaborazione e per le gentili concessioni lo storico Cesare Cattani e la famiglia Castellucci-Servidio, continua Balma, e tutti gli storici che hanno scritto sulla vicenda. E’ grazie alla lettura dei loro testi che mi sono appassionato alla vita di Dante Castellucci. Questo spettacolo è solo un atto di ossequio, è un modo per ricordare un ragazzo che avrebbe preferito vivere e che ha invece dovuto salutare il mondo a nemmeno ventiquattro anni”.
Il Comandante partigiano ‘Facio’ è una delle figure più affascinati della storia della Resistenza, ma tra le meno conosciute. Per anni ha dovuto subire l’oblio a causa di una morte troppo imbarazzante per poter essere trattata con il necessario rispetto. Addirittura, per coprire chissà quali fantasmi, si arrivò a consegnare alla madre, nel 1963 una medaglia d’argento al valore militare, sigillando, con una motivazione inventata, l’infamia della sua morte. “L’intenzione dello spettacolo, precisa Balma, non è quella di fornire prove dell’innocenza di Facio, non credo che un palcoscenico possa essere la sede adeguata, mira piuttosto a far riflettere lo spettatore su una verità semplice: la vita di un uomo è definita dalle sue azioni. Non i documenti, ma le testimonianze, non gli archivi, ma i fatti, non gli atti legali ma il comportamento parlano in sua difesa. Le persone che lo hanno conosciuto e hanno condiviso con lui la lotta, gli stenti, il carcere, il pane, le sigarette, le pallottole, che lo hanno seguito e che a lui hanno affidato la propria vita, e lo hanno amato, non  hanno bisogno di prove. Facio era questo. Agiva in questo modo. Giudicate voi” ribadisce Balma.

Lo spettacolo è l’ideale conclusione di una trilogia dedicata dagli Evasi agli eroi-non-eroi della nostra storia recente, cominciata con “Sepolti Vivi memorie dalla miniera” che ricordava i sacrifici dei minatori della piana di Luni e seguita da “Jacobs”, il comandante tedesco passato ai partigiani e morto in azione tra le loro fila.
 
“Se gli Evasi hanno affrontato queste tematiche, dice Balma, e continuano a farlo, (è infatti in preparazione un nuovo spettacolo sulle lavoratrici dello jutificio di Fossamastra inspirato al libro di Sondra Coggio), lo devono anche alla passione del ricercatore Gianni Neri, che ci ha sempre stimolato, incoraggiato, suggerendoci che certi argomenti non sono mai superati. E se spesso i nostri spettacoli hanno riscosso molto successo, e non mi riferisco ai riconoscimenti ‘ufficiali’ che pure ci sono stati e copiosi, ma all’accoglienza da parte del pubblico, soprattutto giovane, che ci ha sempre degnato di attenzione, calore e a volte stupore, lo dobbiamo anche a lui”.
 
Costo del biglietto: € 10 intero; € 7 ridotto under 30 e iscritti alle associazioni del Dialma.
 
Per informazioni e prenotazioni telefonare ai numeri 335 8254436 e 0187 713264 oppure scrivere all’indirizzo mail centrogiovanile@laspeziacultura.it

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