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Guardia di Finanza: professionista sarzanese sottrae al fisco quasi 200.000 euro

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SARZANA – Nel corso del mese di febbraio la Tenenza della Guardia di Finanza di Sarzana ha concluso un’importante attività di verifica fiscale nei confronti di un medico operante la libera professione nella Val di Magra.

L’intervento è scattato a seguito di numerose segnalazioni effettuate dai clienti del professionista e dopo i controlli attraverso le banche dati in uso al Corpo.
L’attività di polizia tributaria delle Fiamme Gialle si realizza anche esaminando le informazioni acquisite dall’ambiente esterno (come gli esposti o le segnalazioni al numero di pubblica utilità “117”), lo stile di vita in relazione alle dichiarazioni fiscali presentate dal contribuente.

I militari hanno effettuato numerosi riscontri al fine di ricostruire il reale volume d’affari del professionista. Sono stati convocati ed ascoltati i clienti dello specialista; nel corso delle interviste è emerso che spesso il dottore, a fronte di prestazioni professionali e visite, dove percepiva dagli 80 ai 100 Euro, non rilasciava alcuna documentazione fiscale.
I finanzieri hanno inoltre utilizzato lo strumento delle indagini finanziarie al fine individuare ed analizzare tutte le movimentazioni bancarie effettuate dal 2012 al 2015.
Gli  accertamenti  esperiti  hanno  consentito  di  constatare  compensi  sottratti  a tassazione e quindi non dichiarati per circa 207.000 Euro, con un’imposta evasa stimata di circa 120.000 euro.

Il dottore è stato classificato come “evasore paratotale”, in quanto i compensi ricostruiti sono risultati superiori al 50% di quelli dichiarati.

Al termine dell’ispezione, le Fiamme Gialle sarzanesi hanno rilevato violazioni alla normativa  fiscale,  per  l’omessa  documentazione  di  operazioni  imponibili  e  per
l’irregolare tenuta della contabilità; per tali illeciti sono previste sanzioni amministrative che vanno da dal 5 al 10% dell’importo non documentato oltre che da 1.000 a 8.000
Euro, mentre per l’infedele presentazione della dichiarazione è prevista la sanzione dal 90% al 180% della maggiore imposta dovuta ovvero da 108.000 a 216.000 Euro.

L’attività eseguita rientra tra i principali compiti d’istituto del Corpo e si pone lo scopo di contrastare i fenomeni evasivi perpetrati da soggetti liberi professionisti.

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