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Liguria: severità mancati pagamenti in contrazione del 34%

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Euler Hermes: in Italia un mancato pagamento costa in media 17.000 euro

o  Giorni di incasso per  un  credito (DSO) rimangono  elevati ma diminuiscono  di 24 ore,  attestandosi   a  95gg  in  media  nel  2015.  Nel  2016  si  attende  un  ulteriore diminuzione, arrivando a 94gg.

o  L’ammontare totale dei debiti scaduti è diminuito del 16%, nel 2015.

o  Il valore medio  di un mancato pagamento è diminuito del 19%, arrivando a quota 17.000  euro  nel  2015.  Il  miglioramento  è  stato  maggiore  sul  mercato  domestico (- 22%), rispetto all’export (- 9%).

o  Le insolvenze aziendali sono finalmente sono calate del 6% nel 2015 dopo 7 anni di crescita consecutivi. Nonostante le previsioni di contrazione del fenomeno (- 6% nel 2016 e – 7% nel 2017), le 13.800 aziende insolventi attese nel 2016, rappresentano ancora il doppio dei casi rispetto al 2007.

MILANO – Euler Hermes, società del gruppo Allianz e leader mondiale dell’assicurazione crediti, presenta i dati dell’edizione 2016 del Report Mancati Pagamenti, una ricerca sui trend dei pagamenti delle imprese italiane. Si tratta di un’attenta analisi condotta su ogni singola Regione, comprensiva   di  un  approfondimento   per  i  diversi   settori   merceologici   che  ha  come   base   il monitoraggio giornaliero dei pagamenti, tratto dalla banca dati proprietaria costituita da oltre 450.000 aziende.

“Nel 2015 in Italia si è registrata una crescita dello 0.6% e il Paese è finalmente  riemerso dopo tre anni  di  recessione.  Il  2016  sarà  l’anno  in  cui  l’Italia  tornerà  a  crescere  al  di  sopra  del  punto percentuale,  più  precisamente  del  +  1,1%,  soglia  non  raggiunta  dal  2010.  I  consumi  saranno  il principale driver della crescita economica, con un contributo del + 0,7%. ”, dichiara  Ludovic Subran, Capo Economista di Euler Hermes.

Gli  investimenti  raddoppieranno  la  loro  performance  (+  1.3%,  dopo  il  +  0.5%  del  2015)  mentre l’export, dopo aver registrato il suo miglior risultato dal 2011, rimarrà dinamico nel 2016 (+ 3.9%) ma il saldo netto contribuirà negativamente (- 0.2%) a causa della crescita più sostenuta delle importazioni.

“Nel 2016 l’Italia beneficerà  di 20 miliardi di euro in più sul fronte export, così come avvenuto  nel
2015, mentre, i fatturati delle imprese cresceranno del +1% e i margini finanziari potranno migliorare lievemente (+ 0.1%), data la stabilizzazione dell’euro e dei prezzi del petrolio.” aggiunge Subran.

In un contesto economico nazionale che volge al “sereno”, anche i trend dei pagamenti tra le imprese private   ne   hanno   beneficiato.   Euler   Hermes   ha   analizzato   l’intero   ciclo   dei   pagamenti;   dal comportamento dei pagamenti ai giorni d’incasso di un credito, per passare poi ai mancati pagamenti e infine alle insolvenze aziendali. Entrambi gli indicatori hanno evidenziato un miglioramento sebbene ci sia ancora molto da fare e da recuperare rispetto ai livelli pre-crisi.

Entrando nel dettaglio dell’analisi, Il trend in miglioramento dei comportamenti di pagamento si riflette nei  giorni  d’incasso  di un  credito  che  si sono  finalmente  assestati  sotto  la  soglia  dei  100  giorni, toccando quota 95. L’outlook si presenta in miglioramento anche per il 2016, dove i giorni di incasso medi saranno  94, ma la soglia  dei 60 giorni,  stabiliti  dalla Unione  Europea  per i pagamenti  tra le imprese, è ancora molto lontana. L’agroalimentare  e l’automotive sono i settori che hanno i tempi di pagamento  più bassi. Anche i debiti scaduti sono calati del 16% grazie alle buone performance  nei servizi, sistema casa e meccanica.

Sul fronte insoluti, i mancati pagamenti tra le imprese hanno mostrato segnali di miglioramento con un decremento  del  7%  sull’ammontare  totale.  Valutando  un  altro  indicatore,  la  severità  media  degli importi, la contrazione è stata del 19% con un valore medio di 17.000 euro.

Nel mercato  domestico  la severità  si è contratta  del 22%  mentre  all’export  del 9%, con  l’importo medio  che  ha  raggiunto  i  21.000  euro.  In  termini  di  settori,  i  principali  miglioramenti  sono  stati registrati dal tessile, servizi, meccanica e chimica. I settori in cui i mancati pagamenti sono più elevati, rispetto al 2014, sono le costruzioni e l’agroalimentare.

Analizzando i dati dei mancati pagamenti su base regionale, nel 2015 la concentrazione del rischio di insoluti  ha visto raggiungere  il 30% del totale  nell’Italia  nel Sud e nelle Isole, allineandosi,  quindi, anche allo scenario economico delle Regioni appartenenti a questa segmentazione. La debolezza imprenditoriale e finanziaria di molte di queste realtà fa si che si amplino le differenze con le aree del Nord. A influenzare negativamente  il trend ci sono le performance della Campania, Calabria e Sicilia dove  agroalimentare,  Gdo  e  distribuzione  petrolifera  hanno  fatto  segnare  incrementi  di  insoluti  a doppia cifra. L’Emilia Romagna segna la maggiore crescita della severità (+24%) mentre il Trentino Alto Adige il più alto decremento.

In  Liguria i pagamenti al rallentatore della PA  hanno  riflessi negativi sulle  micro e piccole imprese. Il credito alle  imprese è ancora  un  tasto  dolente e il peso  delle sofferenze bancarie tocca  il 12,6%, crescendo sia in termini di soggetti affidati che di importi. Il trend  dei Mancati Pagamenti  assume    andamenti  divergenti:   frequenza  +33%   e  severità  -34%.   A   Genova migliorano  l’edilizia,  la meccanica e  il comparto trasporti mentre   gli insoluti crescono nell’agroalimentare. A Savona,  ad esclusione di meccanica e turismo, tutti i settori registrano un  trend   in  contrazione degli insoluti.  A  La  Spezia  migliorano i trend   dei  pagamenti nel comparto servizi, mentre  a Imperia alcune  difficoltà si segnalano nell’agroalimentare.

Il ciclo dei pagamenti, infine, si conclude con le insolvenze e le relative procedure fallimentari. Il 2015 ha finalmente mostrato un’inversione del trend delle insolvenze aziendali che dopo 7 anni consecutivi si  sono  contratte  toccando  quota  14.681  (-6%  rispetto  al  2014).  Lo  stesso  trend  in  contrazione proseguirà anche nel 2016 riportando il numero delle aziende insolventi al di sotto della soglia delle 14.000 unità (13.800 casi). Nonostante il trend abbia invertito la rotta, nel 2016 i livelli delle insolvenze aziendali restano ancora oltre il doppio rispetto ai livelli del 2007.

“Il calo delle insolvenze e il miglioramento della liquidità nel sistema dimostrano il consolidamento del tessuto imprenditoriale,  sempre più votato all'esportazione  di   e meno esposto alle crisi dei Paesi emergenti.  Il 2016 vedrà il consolidamento  di questa  tendenza  insieme  al rafforzamento della produttività, sia sulla manifattura che sui beni di investimento. A guidare la strada ci sarà ancora l'agroalimentare,  ma  i  risultati  di  auto,  elettronica  e  chimica  non  saranno  da  meno,  tutti  trainati finalmente  anche  dalla  domanda  interna.  I prodotti  di marca  (incluso  il sistema  moda  e il mobile arredo) contribuiranno a far segnare un trend positivo e il nuovo traguardo sarà la crescita della profittabilità delle aziende, dopo anni di riduzione dei costi e degli organici, conclude Massimo Reale, Direttore Rischi Euler Hermes Italia.

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