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Ferrando: “Approdata in commissione le proposta di legge del PD per l’istituzione del Garante dei Detenuti

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“Figura fondamentale per far rispettare i dettami dell’articolo 27 della Costituzione”

GENOVA – “Anche la Liguria istituisca un garante per i diritti dei detenuti”. A chiederlo, con una proposta di legge presentata nei mesi scorsi e oggi approdata in Commissione I, è il consigliere regionale del Partito Democratico e primo firmatario Valter Ferrando. “Il Pd con questa pdl – sottolinea Ferrando – è il primo a chiedere la costituzione di un organismo che, sul modello delle amministrazioni indipendenti, vigili e promuova il rispetto dei diritti fondamentali delle persone che si trovano soggette a restrizione della libertà personale, per assicurare il rispetto dei principi della Costituzione italiana e delle Convenzioni di Strasburgo e New York. Una condizione indispensabile, a nostro avviso, per assicurare il rispetto dei principi democratici dell’ordinamento nazionale, comunitario e internazionale e promuovere l’attività rieducativa dei carcerati, favorendo il loro reinserimento nella società, una volta espiata la pena. Oggi in Commissione anche Pastorino, capogruppo di Rete a Sinistra, ha presentato una proposta analoga: l’idea è quella di arrivare a una sintesi delle due pdl, coinvolgendo i consiglieri regionali di tutti gli schieramenti”.

A livello statale, precisa il consigliere regionale del Pd, “è stata recentemente istituita la figura del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, mentre a livello regionale già tredici Regioni hanno istituito per legge un soggetto analogo. Anche la Liguria deve fare questo importante passo avanti di civiltà”.

Secondo Ferrando “è necessario che la nostra Regione si doti di strumenti propri per accertarsi delle condizioni dei detenuti, in modo particolare per le materie di propria competenza come sanità, lavoro e formazione”. Nello specifico la proposta di legge presentata dal Pd prevede di istituire la figura del Garante regionale presso il Consiglio regionale della Liguria, dando vita a “un organismo di garanzia che non intenda sostituirsi alle competenti autorità giurisdizionali e amministrative, ma che operi in raccordo con questi soggetti. Il nostro obiettivo – precisa Ferrando – è la leale collaborazione tra i vari organismi, con la finalità di segnalare irregolarità, disfunzioni, ritardi o manifeste violazione dei diritti di tali persone”. Questa proposta di legge, sottolinea il consigliere regionale del Partito Democratico non riguarda soltanto i detenuti, ma tutto il sistema carcerario: “Il Garante – spiega Ferrando – vigilerà anche sulle condizioni di lavoro della polizia penitenziaria, segnalando eventuali sofferenze e problemi che interessano in prima persona gli agenti che lavorano all’interno delle carceri”. L’attività di questa figura di garanzia, inoltre, aggiunge il consigliere del Pd “deve essere estesa anche ad altri tipi di persone soggette alle restrizione della libertà personale, come per esempio, i pazienti psichiatrici sottoposti a tso, con conseguente ricovero coattivo”.

Per assicurare le caratteristiche di indipendenza e autonomia del Garante, la proposta di legge prevede un meccanismo di elezione analogo a quello del Difensore Civico regionale, richiedendo per la sua nomina una maggioranza particolarmente qualificata e svincolando la durata del suo mandato a quella della legislatura.

“La pdl – continua Ferrando – individua in modo preciso competenze e poteri del Garante. Fra questi spicca la possibilità di effettuare sopralluoghi e visite nei diversi istituti carcerari, sempre in collaborazione con le autorità”. In particolare sono due le modalità di intervento prevista dal Garante regionale: la prima, dice Ferrando “riguarda irregolarità, disfunzioni o ritardi addebitabili al sistema dell’amministrazione regionale, che può condurre a un ‘invito’ formale rivolto agli uffici regionali o agli altri enti affinché vengano rimosse le irregolarità; la seconda invece riguarda l’attività di vigilanza per la prevenzione degli abusi o la violazione di diritti fondamentali delle persone. Sotto tale profilo – conclude il consigliere del Pd – appaiono fondamentali il potere di referto e quello di segnalazione o di richiesta di intervento diretto alle competenti autorità, anche internazionali”.

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